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Sociologia della devianza: definizione, protagonisti, teorie

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Sai cos’è la sociologia della devianza?

Se i comportamenti umani all’interno del mutamento sociale ti incuriosiscono, non puoi non conoscere questa branchia delle scienze sociali. In questo articolo, ti guideremo proprio verso la conoscenza di questa particolare disciplina.

La storia della sociologia, d’altro canto, si è sempre interrogato su come affrontare il cambiamento della società, sviluppando le teorie sulla devianza di cui parleremo nelle prossime righe.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Andiamo a scoprire tutto ciò che c’è da sapere sulla sociologia della devianza.

La devianza come sociologia

Nei paragrafi che seguono, cercheremo dunque di capirne di più sulla sociologia della devianza: cos’è, di cosa si occupa, perché è importante e come approfondirla. Insomma: se dovessi sostenere un esame o svolgere un tema sulla devianza, qui troverai tutte le informazioni necessarie in merito. Buona lettura.

Devianza in sociologia: definizione

Per comprendere il significato di psicologia della devianza, cerchiamo di distinguere i due termini e analizzarli inizialmente separatamente.

La devianza è un comportamento non conforme alle norme. Ecco la definizione che ne da l’Enciclopedia dei ragazzi della Traccani:

«La devianza è la condotta di chi viola le regole giuridiche, religiose, morali o sociali della comunità in cui vive. Spesso vengono etichettati come devianti anche i comportamenti diversi da quelli accettati dalla maggioranza.

Poiché norme e modelli di condotta variano nello spazio e nel tempo, un comportamento che in alcune culture ed epoche storiche è considerato deviante e quindi punito o oggetto di riprovazione, in altre sarà considerato “normale” e socialmente accettato.

Al concetto di devianza è legato quello di controllo sociale: la devianza è percepita come una minaccia per la collettività e per neutralizzarla vengono messi in atto meccanismi di prevenzione, repressione e punizione».

Mentre la sociologia è, citando la stessa fonte:

«La scienza che ha per oggetto i fenomeni sociali indagati nelle loro cause, manifestazioni ed effetti, nei loro rapporti reciproci e in riferimento ad altri avvenimenti».

Da qui deduciamo quindi che la sociologia della devianza (e del mutamento sociale) si occupa di analizzare e indagare i comportamenti devianti all’interno di una società e di rintracciarne delle cause. Si tratta di una disciplina studiata anche in criminologia e nei curriculum delle lauree in giurisprudenza. Devianza e criminalità, infatti, sono concetti per molti versi legati fra loro. Per questo si parla di sociologia della devianza e della criminalità.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti.

Sociologi della devianza: da Durkheim alla Scuola di Chicago

Emile Durkheim, già uno dei padri della teoria sociale classica, fu un precursore anche sull’analisi dei problemi concettuali della sociologia della devianza. Dalla funzionalità della devianza e la relatività delle regole, alla natura della regolamentazione morale.

Si devono invece a David Matza tre contrapposizioni ricorrenti nelle concezioni sociologiche della devianza:

  1. Tra correzione e comprensione. Ovvero da una parte studiare i fenomeni devianti al fine di volerli estirpare, dall’altra l’interesse di capire in maniera empatica i fenomeni devianti;
  2. Patologia versus Diversità. Nel primo caso si considera la devianza come una variante intollerabile e intrinsecamente indesiderabile della normalità. Nella seconda concezione è una variante o un mutamento tollerabile, considerato però negativamente;
  3. Semplicità vs Complessità. Per la prima la devianza, in quanto scostamento dalla normalità, è un fatto ovvio. Dal punto di vista della complessità, invece, la devianza è un fenomeno difficile da definire, dati i suoi rapporti talvolta paradossali con la normalità cui spesso si sovrappone.

Altro contributo importante allo studio di questo fenomeno è stato quello della scuola dell’ecologia sociale urbana, meglio nota come Scuola di Chicago di sociologia.

La scuola di Chicago è stata prima scuola di sociologia urbana negli Stati Uniti d’America con sede proprio nella più grande città dell’Illinois, fondata ufficialmente nel 1914 da Robert Park.

Tra le aree di studio di maggior interesse di Park ricordiamo tra gli altri anche il suicidio nelle aree urbane ed in quelle rurali, il divorzio, l’influenza dell’ambiente di appartenenza nei rapporti sociali e culturali. Ma, soprattutto, la diversa incidenza di fenomeni come appunto la devianza sociale.

Teorie sulla devianza

teorie sulla devianzaEd eccoci ad un altro punto chiave della nostra guida sulla sociologia della devianza: il riassunto delle principali teorie.

Proveremo infatti a schematizzare in maniera semplice, ma quanto più esaustiva possibile, quelle più importanti

  1. Paradigma eziologico. Comprende le teorie eziologiche, ovvero rivolte allo studio dei fattori che determinano i comportamenti devianti;
  2. Paradigma del controllo sociale. Raccoglie le ricerche che intendono descrivere i processi di formazione, di sviluppo e di produzione dei comportamenti devianti. Siano essi di tipo sociale, economico e relazionale che più propriamente istituzionale;
  3. Teoria struttural-funzionalista. Sostiene che le cause della criminalità non siano da ricercarsi né in fattori di natura antropologica, né in una patologia della struttura sociale. Questo approccio è stato introdotto dal già citato Durkheim;
  4. Teoria dell’etichettamento. Si propone di evidenziare come la qualità criminale di un comportamento, lungi dall’esistere oggettivamente, sia in realtà il risultato di una costruzione sociale;
  5. Applicazione criminologica della teoria del conflitto. Indicano come fondanti le dimensioni della coazione e del dominio politico esercitato da alcuni soggetti su altri;
  6. Teorie sociologiche del controllo sociale. Sostengono il carattere normale e funzionale della criminalità, la sua dipendenza da meccanismi di socializzazione dipendenti dalla stratificazione sociale e la sua produzione attraverso processi di definizione e stigmatizzazione che sottendono una concezione conflittuale della società.

E con questo hai tutti gli elementi di sociologia utili per comprendere la devianza. Ma prima di lasciarti, vogliamo darti qualche altro prezioso consiglio in merito.

Sociologia e psicologia della devianza: libri e studi consigliati

Prima di concludere la nostra guida sulla sociologia della devianza, vogliamo darti qualche dritta anche su cosa leggere e su quale percorso di studi fare se sei interessato ad approfondire questo settore o lavorare nel suo ambito.

Per quanto riguarda la lettura, un testo molto autorevole è certamente Sociologia della devianza di Barbagli e Savona. Due sono i principali obiettivi del volume:

  1. Illustrare le maggiori teorie sulla devianza, da quelle classiche ai filoni più recenti e di frontiera;
  2. Fornire un quadro empiricamente fondato dei principali temi della ricerca.

Se vuoi specializzarti in questa branchia della sociologia, però, leggere un libro non basta. Per questo devi sapere che esistono dei corsi Unicusano che possono fare al caso tuo. Delle vere e proprie eccellenze in questo settore.

Fra tutti, spicca certamente per qualità e affinità con il tema che stiamo trattando, il master di II livello in Criminologia e diritto penale – Analisi criminale e Politiche per la sicurezza urbana. Un corso interdisciplinare, in grado di trasmettere conoscenze e competenze in tutte quelle cognizioni convergenti nella materia criminologica e nei fenomeni di suo interesse. In poche parole dalla medicina al diritto, dalla psicologica alla sociologia delle devianza.

Ma questo è solo uno dei master presenti nella nostra vasta offerta formativa. Per visionare l’elenco completo e la scheda dettagliata di ogni singolo corso, ti consigliamo di vistare la sezione didattica del portale Unicusano.it.

E con questo è tutto, non ci rimane che augurarti buono studio.

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