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Come lavorare nella pubblica amministrazione? Studi e opportunità

Il famigerato posto fisso, quello a cui tanti lavoratori italiani ambiscono, è ancora così ricercato anche tra i più giovani?

Inutile negare che muoversi nel mercato del lavoro è complicato. Gli impieghi sono sempre più precari e lavorare nella pubblica amministrazione offre maggiori garanzie.

Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Viterbo ha pensato di realizzare una breve guida per scoprire come si entra nella pubblica amministrazione. Vedremo insieme le differenze tra impiego pubblico e impiego privato e come si diventa dipendenti pubblici.

Pronto per iniziare? Buona lettura!

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10 idee regalo per laurea in ingegneria

Il tuo migliore amico sta per laurearsi in ingegneria? Sei stato invitato alla sua festa, ma hai dubbi su cosa regalare? Non disperare, sei nel posto giusto! Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Viterbo ti dirà ben 10 idee regalo per laurea in ingegneria.

Se seguirai i nostri consigli, vedrai che il futuro ingegnere non resterà affatto deluso.

Sei pronto per scoprire insieme come rendere felice il tuo amico?

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Cosa sono e come inserire le note a piè di pagina nella tesi

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A che ora iniziare a studiare? Consigli per pianificare il lavoro

A che ora iniziare a studiare? Quante volte nella tua vita di studente, a scuola o all’università, ti sei posto questa domanda? Se sei uno studente iscritto all’Università online Niccolò Cusano di Viterbo, alle prese con la preparazione di un esame importante, forse ti starai chiedendo questa cosa proprio ora.

I tuoi dubbi saranno presto chiariti. Lo staff di Unicusano ha pensato infatti di realizzare una breve guida per scoprire insieme quali sono i migliori orari per studiare e come pianificare lo studio.

A che ora iniziare a studiare: come scegliere l’orario migliore

Come ti abbiamo ripetuto più volte, quando si parla di metodo di studio ed organizzazione del lavoro, non si può di certo affermare che esista una legge universale da rispettare sempre e comunque.

Ogni studente è diverso dall’altro. Le tue abitudini di studio potrebbero essere differenti da quelle di un tuo compagno di corso, ma entrambi potreste riuscire ad ottenere il massimo dei voti in sede di esame. Cosa significa questo? Significa che è sempre bene seguire sane abitudini di vita ed ascoltare i messaggi che ci inviano il nostro corpo e la nostra mente.

Arrivati a questo punto ti starai chiedendo: “ok, tutto chiaro, ma a che ora iniziare a studiare?”

Mattina presto, pomeriggio subito dopo pranzo o la sera prima di andare a dormire?

Anche se non esiste una legge universale, come ben saprai il nostro organismo segue dei ritmi precisi che sono regolati dall’alternanza tra il giorno e la notte. Un’attività impegnativa come quella dello studio deve necessariamente rispettare questi ritmi e le esigenze dell’organismo.

Orari migliori per studiare: quali sono?

Come abbiamo detto poco fa, non esiste un’ora X per aprire i libri e mettersi a studiare, ma è chiaro che più si fa tardi e più ci sentiamo stanchi. Quindi studiare poco prima di mettersi a letto non è un’idea brillante.

La stanchezza ed il calar del sole portano ad una diminuzione della concentrazione che ha effetti negativi sul tuo rendimento nello studio. Ti suggeriamo di sfruttare i momenti della giornata in cui ti senti più energico, concentrato ed attivo. In questi momenti potrai dedicarti allo studio più impegnativo e destinare così la semplice lettura al resto della giornata.

Inoltre, impara ad ascoltare anche il tuo stomaco ed i tuoi occhi. Se senti di avere fame o sonno segui i tuoi impulsi. Studiare affamati o insonnoliti non è affatto produttivo.

Perché studiare la mattina?

Un buon momento della giornata per iniziare a studiare è senza dubbio la mattina, dopo aver riposato e fatto una sana colazione. Inizia la giornata con una colazione a base di yogurt, cereali, frutta e marmellata. Con la mente fresca ed una colazione adeguata siamo pronti per apprendere e ragionare al meglio.

Anche le ore subito dopo il pranzo rappresentano un buon momento per iniziare a studiare, ma è importante superare quel desiderio di appisolarsi che arriva subito dopo aver mangiato. Per questo, se decidi di sfruttare le ore del primo pomeriggio per studiare, evita di fare pranzi troppo pesanti, a base di carboidrati e grassi saturi. Opta sempre per un pasto leggero e facilmente digeribile. Se hai sonno, lasciati andare ad una mezz’ora di pisolino e vedrai che, con la mente riposata, recupererai benissimo il tempo passato a dormire.

Lo stesso discorso vale per la sera. Se riesci, cerca di studiare fino a prima di cena. Dopo aver cenato il cervello inizia a produrre serotonina, un ormone responsabile della sensazione di sonnolenza e lottare contro il sonno non è una battaglia facile da vincere.

Ricapitolando, i momenti migliori per studiare sono la mattina dopo una sana colazione ed il pomeriggio dopo un pranzo leggero ed un breve riposino.

a che ora iniziare a studiare studente stressato

Come migliorare lo studio: consigli utili

Ora che sai quali sono i momenti migliori per studiare, vediamo alcuni consigli utili per aumentare l’efficacia delle ore passate sui libri.

Ecco quali sono i consigli dell’Università telematica Niccolò Cusano di Viterbo:

  • studiare in un ambiente correttamente illuminato, con la temperatura adeguata
  • sedersi ad un tavolo o ad una scrivania, evitando di studiare a letto o sdraiati sul divano
  • distribuire lo studio durante la giornata ed evitare di studiare tutto in una sola volta senza pause
  • programmare momenti specifici da dedicare allo studio, senza rinunciare agli svaghi e alle proprie passioni
  • provare a studiare sempre alla stessa ora in modo da stabilire una routine del proprio ciclo studio – pasti – sonno
  • pianificare lo studio e procedere per obiettivi giornalieri
  • bandire ogni tipo di distrazione durante le ore di studio, come smartphone, social, TV, internet e chat con gli amici
  • evitare assolutamente di studiare durante la notte

Dopo aver scoperto a che ora iniziare a studiare, ti senti pronto per affrontare il prossimo esame universitario con la giusta dose di energia?

Se desideri approfondire, leggi anche la nostra guida su come funzionano gli esami universitari.

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I 7 libri sul trading che dovresti leggere assolutamente

Ami la letteratura economica e finanziaria e sei alla ricerca di nuovi libri sul trading da leggere?

Allora ecco un’ottima notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, abbiamo raccolto e recensito per te sette tra i migliori testi che trattano questo genere di argomenti. Dai libri di finanza alla gestione delle spese, dai grandi classici da leggere assolutamente sulla materia ai libri sulla borsa più recenti o sul trading online. Ma non è tutto: ti forniremo anche una piccola guida su cos’è il trading e cosa fa il trader, uno dei lavori più redditizi e richiesti nel mercato del lavoro moderno.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo e entriamo subito nel merito, andando a svelare quali sono i sette libri su trading che abbiamo scelto per te. Buon proseguimento.

Cos’è il trading e quali libri leggere

Nei paragrafi che seguono scoprirai tutto quello che c’è da sapere per approfondire questo affascinante argomento. In rete si trovano, anche scaricabili, alcuni estratti di libri sul trading in pdf, se non libri online da leggere direttamente in digitale. Ma quello che ti consigliamo è di studiare per intero almeno uno dei sette libri che stiamo per consigliarti, perché se vuoi capire determinati meccanismi economici e finanziari, ne vale veramente la pena. E magari tenerti aggiornato attraverso i principali quotidiani economici in edicola.

Analisi tecnica dei mercati finanziari

Iniziamo il nostro viaggio tra i migliori libri sul trading con un’opera che ha consentito a molti importanti trader ad ottenere ottimi risultati in poco tempo. Senza voler essere blasfemi, possiamo affermare che Analisi tecnica dei mercati finanziari di John Murphy rappresenta una sorta di Sacra Bibbia per coloro i quali desiderano sviluppare una conoscenza tecnica dei mercati finanziari.

Esso, in particolare, consente di acquisire due competenze:

  1. Conoscere gli indicatori;
  2. Essere in grado di leggere i grafici (sia nel settore degli investimenti che in quello del trading online).

Più in generale, offre degli spunti interessanti sulle tecniche da seguire, in particolare nei mercati dei futures.

Trading online for dummies

Questo manuale di Andrea Fiorini è la lettura ideale specialmente per chi vuole avvicinarsi al mondo del trading online. Il testo, infatti, parte dalle basi e dai concetti basilari più facili. Ecco quindici punti essenziali:

  1. Gli obiettivi raggiungibili attraverso il trading;
  2. Gli strumenti hardware e software necessari;
  3. I rischi degli investimenti fai da te;
  4. Quanti soldi usare;
  5. L’aspetto psicologico legato all’operatività;
  6. Le conoscenze di analisi tecnica da acquisire per poter operare sui mercati finanziari;
  7. Quali sono le dotazioni hardware e software utili per fare trading;
  8. I broker e le piattaforme;
  9. La scelta dell’intermediario e del mercato per poter ottenere risultati positivi;
  10. Le strategie operative;
  11. Le piattaforme messe a disposizione dai broker, le tipologie di ordini che si possono inserire all’interno e i profili commissionali;
  12. L’importanza di investire sulla formazione per aiutare il trader a crescere;
  13. I servizi dati;
  14. I provider che forniscono informazioni e prezzi per poter analizzare il comportamento dei mercati finanziari;
  15. Le piattaforme di analisi e quelle operative.

In ultimo, non certo per importanza, un focus sugli errori più comuni da non commettere nel trading.

Guida completa al trading

Aggiungiamo alla nostra selezione sui libri sul trading con questa guida di Corey Rosenbloom. Titolo integrale: Guida completa al trading. Strategie operative e tecniche d’intervento nei mercati finanziari.

Si tratta di una raccolta, puntuale e precisa, delle diverse metodologie, grafiche e quantitative, utilizzabili per analizzare il comportamento dei mercati finanziari. Il tutto finalizzato ad individuare le migliori opportunità di guadagno. In che modo? Cercando di ridurre il più possibile il rischio di perdita.

Il libro mostra anche come combinare diverse tecniche operative, in modo da individuare il momento più opportuno per l’entrata e l’uscita dal mercato (market timing).

Rosenbloom, inoltre, illustra in che modo sfruttare trend, momentum e volatilità. In sintesi, mette a disposizione del lettore un set completo di strumenti operativi. Il quale, per trasformarsi in investitore, potrà così assumere le proprie decisioni con maggiore tranquillità.

I segreti del trading di breve termine

libri finanzaUno dei migliori libri sul trading del guru dei mercati Larry Williams. Attenzione però: la prima edizione, datata 1999, era un best seller orientato e destinato soprattutto a un pubblico di trader professionisti. La nuova edizione, invece, si è adeguata all’apertura dei mercati a numerosi soggetti che si sono lanciati nel trading di breve termine in cerca di successo.

Williams mette a disposizione la sua grande saggezza ed esperienza in termini che spaziano dalla speculazione ai breakout di volatilità e ai pattern profittevoli. Soffermandosi, con dovizia di particolari, su tutti quegli elementi fondamentali del trader di successo. Senza tralasciare le competenze necessarie per comprendere come funzionano e si muovono i mercati, come gestire le operazioni e come mantenere le posizioni vincenti.

Concludendo con un’analisi approfondita delle strategie di breve termine più efficaci, compresi degli indicatori di grande e dimostrata efficacia che sono stati sviluppati dal guru in persona.

Trading operativo sul forex

Titolo completo: Trading operativo sul forex. Le strategie vincenti per guadagnare sul mercato dei cambi. Autore: Giacomo Probo. Linguaggio chiaro, semplice e accessibile a tutti.

Il Forex è un mercato aperto 24 ore al giorno e sul quale vengono scambiate le valute di tutto il mondo. Questo libro rappresenta una guida sull’argomento, dalle basi ad un’analisi più approfondita dal punto di vista operativo. Con tanto di foucs dedicato alla definizione del contesto e individuazione delle variabili macroeconomiche che condizionano il comportamento dei cambi e le correlazioni esistenti tra le diverse valute.

Inoltre, il testo di Probo dedica ampi spazio anche a come analizzare ed interpretare il comportamento passato dei prezzi, al fine di provare ad anticiparne le evoluzioni del domani.

Trading di profitto: strategie operative su forex, azioni e future

Altro libro sul trading di Giacomo Probo. In questo caso l’autore si concentra sulle diverse strategie che possono essere sfruttate ogni giorno per operare sui mercati finanziari Forex, azionari e Future.

Si tratta in questo caso di tecniche di trading utilizzabili non solo da trader esperti, e quindi alla ricerca di nuovi spunti operativi utili a perfezionare i propri risultati, ma anche da trader neofiti bisognosi di affidarsi ad una metodologia completa di analisi tecnica.

In più a tanti altri libri sul trading, questo volume espone alcuni set-up operativi ottenuti combinando i segnali forniti dai vari oscillatori tecnici all’analisi grafica. Inoltre, è pieno di esempi grafici utili a imparare il trading e comprendere concretamente le varie le strategie e poterne testarne l’efficacia.

Il capitolo finale, poi, riserva una chicca: l’analisi dettagliata di alcune operazioni effettuate con denaro reale. Insomma: il modo migliore per comprendere le motivazioni che determinano le decisioni da prendere e le conseguenze che ne possono derivare.

The intelligent investor italiano

Concludiamo la nostra carrellata di libri sul trading con un altro best seller. Più facile da trovare in inglese, ma è esistono anche delle edizioni riviste e aggiornate in italiano di questa guida agli investimenti, pubblicata per la prima volta nel 1949.

Una guida al trading sia per investitori difensivi che degli investitori intraprendenti. Al suo interno vengono delineati i principi della selezione dei titoli, spiegando la semplice politica di portafoglio e offrendo consulenza su una gamma di strategie.

E con questo, la nostra guida sui libri sul trading volge al termine. Se sei interessato ai nostri corsi di laurea o master universitari dell’area economico-giuridica, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

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Come essere forti e rafforzare l’autostima: 5 consigli da applicare

Hai voglia di capire come essere forti difronte alle avversità quotidiane o più in generale della vita? Come affrontare il cambiamento senza soccombere ad esso, come essere svegli mentalmente o gestire le emozioni primarie e complesse?

Per fare tutto ciò, è inevitabile passare dal rafforzamento della propria autostima. Ma ecco una buona notizia per te: in questo articolo parliamo proprio di questo, di come essere forti e avere fiducia in se stessi.

Ecco perché ti consigliamo di metterti comodo, fare un bel respiro e leggere quanto abbiamo da dirti e consigliarti nelle prossime righe. Partendo dal presupposto che essere sicuri di sé, naturalmente senza arroganza, quasi sempre è sinonimo di successo.

Questo vale sia nello studio così come nel lavoro e nelle cose di tutti i giorni, comprese le relazioni umane e sentimentali.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito della questione. Andiamo a scoprire come diventare persone forti nella vita.

LEGGI ANCHE – Sviluppo leadership: perché è utile nel mondo del lavoro e non solo.

Come avere un carattere forte

Per prima cosa devi sapere che come essere forti è un quesito che non riguarda solamente te. Un importante studio, infatti, rivela che tre italiani su quattro hanno una scarsa autostima. Allo stesso modo può bastare poco, come seguire qualche accorgimento, togliersi qualche soddisfazione o realizzare un obiettivo per cambiare umore, svoltare e diventare forti. Ciò che stiamo cercando di dirti è che se sei sfiduciato e non ti senti abbastanza forte emotivamente, non sei certo un caso raro e patologico, ma soprattutto devi prendere coscienza del fatto che gli sbalzi di umore fanno parte della natura umana. Ciò che conta è saperli gestire al meglio, lavorando su se stessi e sulla propria autostima. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire come.

Cosa vuol dire essere una persona forte

Prima di darti alcuni consigli pratici su come essere forti, facciamo un piccolo passo indietro e partiamo dalle basi. Cosa si intende in realtà per essere forti?

Secondo il Dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti, l’aggettivo forte, riferito agli esseri umani, può indicare una persona:

  • Dotata di energia muscolare, in grado di sopportare intensi sforzi fisici: tempra, fisico forte; anche riferito a parti del corpo: braccia, gambe forti; che è dato, fatto con forza: un forza strappo, schiaffo;
  • Che rivela o denota particolare abilità, attitudine, propensione nei confronti di qualcosa: uno studente forte in italiano;
  • D’animo saldo nelle avversità, moralmente temprato, fermo, risoluto: un carattere forte. Che sa farsi forza di qualcosa, farne motivo di sicurezza, sfruttarlo a proprio vantaggio;
  • Autorevole, dotato di ampi poteri: governare, reggere con mano forte.

Ciò di cui parliamo in questo articolo, riguarda naturalmente la forza interiore, mentale e psicologica. Fatta chiarezza su questo, andiamo più sul concreto, cercando di capire quali solo le principali cause dell’insicurezza e come riuscire a contrastarle aumentando, di contro, la propria autostima.

Come diventare forti aumentando l’autostima

persone fortiIl primo consiglio che possiamo darti su come essere una persona forte, è quello di lavorare sulla tua autostima.

Le motivazioni più ricorrenti che spingono a riporre scarsa fiducia in se stessi, sono da ricercarsi in un eccessivo pessimismo, nella tendenza a sottovalutarsi, nel costante bisogno dell’approvazione altrui, nell’incapacità di raggiungere i propri obiettivi, nel provare dei complessi di inferiorità, essere preda di una forte timidezza, soffrire di disturbi d’ansia, non avere spirito di iniziativa e poca voglia di uscire dalla propria comfort zone, mancanza di reattività difronte ai problemi, pigrizia, apatia o forme di indolenza.

Per fare fronte a tutto questo, trovi cinque consigli per te nel prossimo paragrafo.

Come essere forte: i nostri consigli per riuscirci

Quello di avere la giusta autostima in se stessi è più che altro un pre-requisito per essere forte. Ecco, invece, i cinque consigli promessi su come avere maggior forza e autostima:

  1. Riconosci i tuoi punti di forza e di debolezza. Tutti ne abbiamo, basta prenderne coscienza e valorizzare i primi rispetto ai secondi. riuscirai, ti sentirai davvero soddisfatto;
  2. Pensa e agisci positivo. Cerca insomma di vedere la metà piena del bicchiere, non andare subito nel panico difronte le difficoltà, ma cerca i lati positivi o quelli da cui si può quantomeno ripartire o trovare una soluzione;
  3. Esci dalla tua zona di comfort e inizia a perseguire dei piccoli obiettivi raggiungibili. Inizia da qualcosa che ami o in cui credi. Sfida le gradualmente le situazioni che ti mettono a disagio. Non abbatterti se non riesci subito, l’importante è provare. Perché accresce la tua confidenza con una realtà che ti preoccupa. Cerca anche di aiutare gli altri, essere freddi difronte le difficoltà altrui non paga mai, perché come diceva Georges Hébert, bisogna essere forti per essere utili. Anche così ci si allena e si impara come essere sicuri di sé;
  4. Fai tesoro delle tue esperienze pregresse. Cerca di analizzare realisticamente i meriti che ti hanno fatto onere un successo o gli errori che hanno sortito l’effetto contrario. Senza colpevolizzarti troppo, l’importante è capire e cercare di non correggere o quantomeno di non ripetere gli errori;
  5. Valuta di rivolgerti a uno psicoterapeuta. Un professionista esperto in questo ambito, può aiutare te, come chiunque altro, a comprendere meglio le emozioni e come gestirle, al fine di diventare più forti.

Essere forti: frasi motivazionali

Alcuni dei consigli che ti abbiamo dato potrebbero anche apparirti un po’ scontati, ma spesso e volentieri non ci si ferma abbastanza a rifletterci su. Per questo ti assicuriamo che non sottovalutare questi aspetti è fondamentale e possono davvero costituire la tua chiave verso il successo e nella comprensione di come essere forti.

Ad ogni modo, non vogliamo fermarci qui, ma lasciarti anche la nostra top 5 di frasi motivazionali su questo tema. Una molto bella, sull’essere forti in amore, è la massima di Gandhi che dice:

«La forza dell’amore è la stessa forza dell’anima o della verità»

E questo è probabilmente in segreto su come essere forti nella coppia, insieme. Ma ecco le altre quattro che abbiamo scelto per l’occasione:

  1. «Colui che conosce il proprio obiettivo si sente forte. Questa forza lo rende sereno e questa serenità assicura la pace interiore. Solo la pace interiore consente la riflessione profonda. La riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo» – Lao Tse;
  2. «Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza per riprovarci» – Jim Morrison;
  3. «Togli il “non” dalla frase “non posso”» – Samuel;
  4. «Ogni vincitore che abbia mai incontrato dice: “la mia vita è cambiata quando ho iniziato a credere in me stesso» – Robert Harold Schuller.

E con questo la nostra guida è quasi conclusa. Manca solo un ultimo, ma importante, tassello.

Diventare forti di carattere: studi di psicologia

Parliamo ora di carattere debole e psicologia. Se vuoi approfondire queste tematiche, puoi farne materia di studio. Perché la risposta a come essere forti e rafforzare l’autostima va ricercata soprattutto nella mente e nella psiche di ognuno di noi.

In questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza, erogando corsi di laurea come scienze e tecniche psicologiche, o magistrali inerenti la psicologia clinica e della riabilitazione, del lavoro e delle organizzazioni. Fino ai master universitari in psicologia della complessità, pediatrica, della salute organizzativa o dello sport.

Ma questi sono solo alcune delle tantissime opportunità previste nell’ampia e variegata offerta formativa targata Unicusano. Per consultare l’elenco completo e le schede dettagliate dei nostri corsi, ti consigliamo di visionare l’area didattica del portale Unicusano.it.

Troverai corsi di alta qualità, ma anche dalla flessibilità unica, grazie all’erogazione attraverso modalità e-learning.

E con questo la nostra guida su come essere forti è davvero completa ed esaustiva.

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Come organizzare un meeting: 10 consigli da applicare per avere successo

Hai bisogno di informazioni e consigli utili su come organizzare un meeting?

Allora ecco subito una buona notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, parleremo proprio di cosa fare per mettere in piedi un meeting aziendale, un convegno o un incontro di qualsiasi altra natura: professionale, istituzionale, ecc.

Del resto, ormai, il management meeting rappresenta una delle professioni emergenti e dei lavori più redditizi in voga dei nostri giorni.

Vuoi saperne di più su come organizzare una riunione di lavoro in particolare, magari per presentare un progetto in azienda da te ideato? Allora non perdiamo tempo in chiacchiere ed entriamo subito nel merito della questione.

Idee per riunioni aziendali: come organizzare un meeting perfetto

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire cos’è e come organizzare un meeting di successo, tenere una riunionee come diventare organizzatore di eventi. Buona lettura.

Cos’è un meeting e a cosa serve

Per comprendere come organizzare un meeting, è naturalmente fondamentale sapere bene cos’è un meeting e quale deve essere la sua funzione e la sua utilità. Per questo motivo, facciamo n piccolo, ma doveroso, passo indietro e partiamo dalle basi. Ovvero dalla definizione vera e propria del termine meeting e della differenza con la semplice riunione aziendale.

Per fare ciò, facciamo inizialmente riferimento ad un estratto della spiegazione del termine fornita dall’autorevole vocabolario Treccani, che spiega così il significato della parola:

«Riunione, convegno promossi per discutere su argomenti d’interesse politico, sociale, culturale e simili: organizzare un meeting sui problemidel traffico, dell’inquinamento; partecipare a un meeting di dietologia.

Con significato più recente, grande riunione a carattere prevalentemente popolare, animata da manifestazioni di genere diverso (comizi, dibattiti, spettacoli musicali e teatrali e simili), generalmente organizzata da un partito politico: il meeting dell’amicizia».

Per essere ancora più precisi e plurali nella scelta delle fonti, citiamo anche la nota enciclopedia online Wikipedia, che sullo stesso termine, specifica che:

«Meeting è un prestito linguistico inglese, di lunga attestazione, usato in lingua italiana per indicare diverse tipologie di incontri o riunioni, soprattutto nel mondo del lavoro».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora fatte queste doverose premesse, proseguiamo spediti alla scoperta di come organizzare un meeting coi fiocchi.

Organizzare meeting nei diversi contesti

Alla luce di tutto questo, possiamo distinguere almeno quattro diverse tipologie di meeting:

  1. Meeting aziendali;
  2. Comizio o riunione a carattere politico;
  3. Riunione o convegno svolti al fine di discutere argomenti d’interesse, sociale, culturale come ad esempio il meeting di Rimini per l’amicizia fra i popoli;
  4. Evento sportivoo manifestazione, il più delle volte a inviti, in cui più soggetti o società sportive s’incontrano per disputare gare sportive. Termine utilizzato specialmente nell’ambito dell’atletica leggera internazionale. Vedi ad esempio la Diamond League, serie di meeting internazionali di atletica leggera organizzata annualmente dalla IAAF, o il meeting Areva de Paris.

Quello che ci interessa particolarmente in questo articolo è il primo caso, ma gran parte delle idee per meeting aziendaliche ti forniremo all’interno di questa guida, possono tornare utili anche applicandoli in tutti gli altri settori.

Organizzare un evento aziendale: da dove partire

come organizzare una riunione di lavoroEntri nel panico appena pensi a come organizzare un meeting? Se non sai da dove cominciare, non preoccuparti. Un metodo sempre efficace è quello delle cosiddette “cinque W”. La lettera sta per Who, What, Where, When, Why.

Ma se non devi organizzare un meeting in inglese, traduciamo pure in italiano questi termini. Ovvero: chi, cosa, dove, quando e perché.

Come prima cosa, dovrai dunque rispondere a questi semplici interrogativi, per capire come immagini riunioni di lavoro e concentrandosi su:

  1. Chi deve essere invitato? Perché un conto è se a una riunione di lavoro sono presenti 20 manager o molti meno. Altro caso ancora è se si tratta di come organizzare una riunione con i dipendenti senza dirigenti o con entrambe le parti, ad esempio. Perché questo può influenzare a cascata la natura, l’organizzazione, i contenuti e la durata dell’incontro;
  2. Cosa si vuole da ognuno dei partecipanti o cosa si vuole proporre loro. Nel caso in cui si tratti di un incontro finalizzato alla vendita, dovremmo parlare invece di come organizzare un sales meeting;
  3. Dove si terrà la riunione, in azienda oppure in una location esterna da prenotare e che ne abbia le caratteristiche idonee? Ma anche dove si propone di arrivare in termini di obiettivi. Questo può influenzare tutta la parte relativa al come convocare una riunione di lavoro;
  4. Esempio programma meeting. Quando si terrà e secondo quali tempistiche e quale ordine degli interventi;
  5. Perché tenere un meeting. Ancor prima di organizzarlo, devi avere ben chiaro lo scopo e l’utilità della riunione.

Non appena avrai ben chiari questi primi quattro aspetti, vedrai che l’intera organizzazione del meeting sarà più semplice e tutta in discesa.

Come organizzare e come gestire una riunione

A questo punto, sai cosa devi fare a livello preliminare in merito a come organizzare un meeting nella maniera più corretta possibile. Detto delle “5 W”, ecco altri cinque consigli da applicare per dar vita a riunioni efficaci. Concentrandoci soprattutto su cosa fare durante e dopo l’incontro, in modo da gestirlo al meglio e ottimizzare i risultati e o i feedback ottenuti.

  1. Stilare l’ordine del giorno e comunicarlo con largo anticipo ai partecipanti o almeno ad inizio seduta;
  2. Predisporre e verificare funzionamento di tutto ciò che può essere utile: proiettore, impianto audio, documenti e cancelleria, acqua, microfoni, rete wi-fi, eventuali cavalieri per i relatori;
  3. Nominare un moderatore, se non te stesso, per gestire gli interventi, mantenere il focus su ciò per cui si è organizzato il meeting e rispettare le tempistiche stabilite;
  4. Ad incontro terminato manda una mail per ringraziare le persone che hanno partecipato, magari facendo un piccolo riepilogo di quanto emerso;
  5. Se vengono prese decisioni importanti da condividere all’esterno, predisponi e invia un comunicato stampa riepilogativo di quanto avvenuto e stabilito al meeting. Meglio, in questo caso, affidarsi ad un ufficio stampa professionale. Magari, se opportuno, condividi anche le immagini riunione di lavoro attraverso i canali social dell’azienda.

E con questo adesso sai tutto quello che c’è da sapere su come organizzare un meeting nei minimi dettagli.

Come diventare organizzatore di meeting ed eventi

A questo punto la nostra guida su come organizzare un meeting è davvero completa e dettagliata, ma prima di lasciarti, vogliamo darti un ultimo consiglio.

Se vuoi approfondire queste tematiche, o magari specializzarti nell’organizzazione di questo genere di eventi e non solo, devi sapere che esiste un Master Unicusano che fa decisamente al caso tuo. Si tratta, appunto, del master Master I Livello in Progettazione e organizzazione di eventi – event e meeting management.

Il corso ideale se vuoi intraprendere una carriera professionale nell’ambito del marketing relazionale e nello specifico nell’organizzazione di eventi, ma anche come operatore aziendali e meeting planner interessato a riqualificare, perfezionare ed aggiornare le tue competenze professionali nel settore. E perché no, acquisendo o migliorando le tue skills e le tue competenze in questo ambito, potresti anche avviare una tua attività o diventare event manager all’interno di enti istituzionali, grandi aziende o agenzie di organizzazione eventi e comunicazione.

E con questo, almeno per il momento, è davvero tutto. La nostra guida su come organizzare un meeting termina qui. Adesso tocca a te.

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Come lavorare in proprio: i consigli per diventare libero professionista

Il tuo sogno è quello di lavorare in proprio, ma non sai bene come riuscirci? Oppure hai paura che il percorso per presentare un progettomettersi in proprio senza esperienza, in età adulta o con pochi soldi, sia troppo difficoltoso?

Allora fai un bel respiro, metti da parte timori e titubanze, e non preoccuparti. Perché abbiamo una bella notizia per te: sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, ti daremo tanti consigli proprio su come lavorare in proprio, anche nei settori e nei lavori più redditizi in Italia: da aprire un negozio ad inventarsi un lavoro nuovo o un bel lavoretto da fare a casa complementare. Insomma le idee imprenditoriali non mancano di certo, occorre però capire come poterle realizzare.

Vuoi scoprirlo? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire insieme come mettersi in proprio realmente e concretamente.

Lavorare in proprio: tutto quello che devi sapere

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire cosa significa lavorare in maniera autonoma e come riuscirci. Abbi fede, perché le case history di successo non mancano e ce ne sono nei più diversi settori: dall’artigianato al settore agricolo, dal commercio al digital marketing. Nonché di tutte le età, dai 20 ai 30 anni, dal mettersi in proprio a 40 anni e oltre.

Mettersi in proprio senza soldi

Passaggio fondamentale, per chi vuole lavorare in proprio dal punto di vista professionale o commerciale, è quello relativo all’apertura della partita IVA.

La buona notizia è che aprirla, di per sé, non costa nulla ed è abbastanza semplice. Inoltre, sono previsti dei regimi vantaggiosi per diverse categorie di lavoratori, per i giovani e per aprire un’attività nuova. Come il regime dei minimi o regime forfettario.

Devi sapere che è possibile aprire una partita IVA autonomamente, tramite registrazione presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, anche per via telematica. Contestualmente a questa procedura si viene iscritti alla Gestione separata INPS, fatta eccezione per quei settore gestiti da uno specifico albo professionale che gestisce la previdenza in modo indipendente, coma ad esempio quello dei giornalisti o degli ingegneri.

Ciò nonostante è consigliato affidarsi ad un commercialista che potrà consigliarti il regime migliore per il tuo caso specifico e supportarti passo dopo passo nell’apertura e nella gestione della Partita IVA stessa, fino alla dichiarazione dei redditi.

Quello che pagherai, oltre all’eventuale e consigliata consulenza del commercialista, sarà proporzionato in base a quanto avrai guadagnato una volta avviata l’attività, in base al regime al quale avrai aderito.

Se invece hai mire e una visione più imprenditoriale, ma soprattutto un’idea di business interessante da sviluppare, quello che ti consigliamo è di puntare sula costituzione di una start up.

Cos’è una startup: tutto quello che devi sapere

inventarsi un lavoroLavorare in proprio costituendo una startup, significa avviare un’impresa ancora giovane e con poco capitale. Il termine startup è quasi un sinonimo di lavorare in proprio in inglese, in quanto significa letteralmente avviare. E in questo caso avviare una nuova attività imprenditoriale.

Cosa c’è di eccezionale in tutto ciò? La peculiarità che la contraddistingue è quella di essere orientata allo sviluppo di progetti innovativi. Motivo per il quale tale soluzione gode di importanti agevolazioni burocratiche e alleggerimenti fiscali.

Per saperne di più e specializzarti in questo settore, ti consigliamo di seguire il master Unicusano in Start-up d’impresa. Un corso dall’alta qualità formativa e dalla flessibilità unica. Grazie al profilo di assoluto valore che contraddistingue i docenti e gli esperti del settore che tengono il corso e, a proposito di innovazione, all’erogazione dello stesso attraverso il sistema dell’e-learning.

Inventarsi un lavoro oggi: la potenza del web

L’evoluzione di internet e, in un certo senso, della società globalizzata, hanno offerto nuove interessanti possibilità per lavorare in proprio, tramite attività redditizie come lavori da fare a casa, o comunque al di fuori di una vita da ufficio quotidiana.

  1. Fotografia, grafica e tutorial. Sei un’amante dell’arte e della fotografia? Hai una bella attrezzatura per fare scatti interessanti, oppure delle ottime competenze di grafica? Allora cerca di farti conoscere, magari aprendo un tuo blog o sfruttando i social network come Instagram per far vedere i tuoi lavori. Oppure, se sai cucinare, mostra come realizzare le tue ricette attraverso dei video tutorial o delle guide scritte.
  2. Ripetizioni. Una delle soluzioni più antiche e salde nella storia per crearsi un lavoro. Se sei laureto, un esperto di lingue, matematica o altre materie, dare ripetizioni può renderti molto. Anche perché la richiesta di insegnanti privati è sempre molto alta;
  3. Creazioni e assemblaggio da casa, Anche qui, cerca di procedere per gradi. Bruciare le tappe non serve, ma se sei capace non dovrai aspettare a lungo per emergere. Non pensare ad aprire direttamente un negozio o un e-commerce, ma trova il modo di far conoscere prima quello che fai. Anche qui blog e social network possono darti una grossa mano. Prova a fare anche qualche prova, magari vendendo i tuoi lavori su eBay, in modo da vedere se c’è un buon margine per guadagnarci. Se hai la possibilità investi su una stampante 3D e prova a lanciare dei prodotti sul mercato. Creane pochi campioni e testali;
  4. Scrittura. Ti piace scrivere? Allora prova a buttare giù un romanzo e invialo ad una casa editrice. Oppure, se ti piace di più stare sul pezzo e il mondo dell’informazione, cerca una redazione che cerca collaboratori a distanza.

Idee americane da portare in Italia, ma non solo.

Riscoperta e ammodernamento del settore agricolo

Fin qui abbiamo visto come lavorare in proprio attraverso professioni moderne, ma anche idee per mettersi in proprio a 50 anni o comunque a qualsiasi età.

Parliamo adesso del settore agricolo. La riscoperta della terra sta sempre più tornando di moda, così come la vita di campagna, a tutte le età. Ma quali sono i nuovi modelli di business legati a questo genere di attività, rispetto al passato? Andiamo ad analizzare antiche e moderne possibilità.

  1. Agriturismo. Se possiedi già un terreno agricolo e non devi quindi spendere soldi per acquistarlo, convertirlo in una struttura ricettiva in grado di produrre e vendere prodotti tipici, può essere un’idea di successo. E poi magari potrebbe anche diventare una Fattoria didattica per bambini;
  2. Cucina Bio e km Zero. Ti piace cucinare utilizzando i prodotti della terra, oppure sei un cuoco professionista o amatoriale? Anche in questi casi puoi sfruttare il web per farti conoscere. Dai video su youtube delle tue preparazioni di piatti a base di ortaggi, frutta e verdura, che potrebbero diventare dei veri e propri tutorial fatti in casa, ai blog di cucina. Insomma il mercato è molto ampio e le occasioni per farti notare non mancano. Basta avere un po’ di inventiva e osare il giusto.
  3. Allevamento. In particolare di pollame e galline. Animali poco ingombranti fisicamente e che possono rendere molto. Non a caso è stata coniata la vecchia definizione “galline dalle uova d’oro”. Anche l’allevamento di api per fare il miele può essere un lavoro remunerativo;
  4. Vigneto e Oliveto. Vino e olio extravergine made in Italy sono delle eccellenze mondiale. Se hai una terra nella quale produrli, potrebbero essere la tua ricchezza.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida su come lavorare in proprio è completa.

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Come funzionano gli esami universitari: quello che devi sapere

Sei una matricola e stai cercando di capire gli esami universitari come funzionano?

La data della sessione si avvicina e devi capire come studiare velocemente e nella maniera più profittevole possibile?

Non temere, perché in questo articolo ti suggeriremo strategie e metodi organizzativi su come combattere come affrontare il cambiamento dal passaggio dalla scuola all’università, a gestire le emozioni e l’ansia che possono scaturire da questa situazione e prepararti al meglio, in modo da fare una bella figura durante l’esame.

Bisogna sempre tenere a mente che il modo migliore per prepararsi ad un esame, prevede una buona dose di studio, ma anche prendersi cura di se stessi, a partire dal proprio corpo e dal cercare di trasformare lo stress mentale in energia positiva. Se non si esagera, infatti, stare un po’ sulle spine può far bene.

La tua strategia deve quindi prevedere buone pratiche orientate a come trovare la concentrazione per studiare quindi a come studiare bene, ma anche finalizzate a come gestire l’ansia.

Andiamo adesso a vedere le migliori strategie per prepararsi ad affrontare e superare gli esami universitari come funzionano, qualsiasi essi siano. Dagli esami ingegneria o matematica a quelli relative le materie umanistiche. Anche se non tutti i tipi di Università sono uguali.

Come funzionano gli appelli universitari e come superarli

Ti starai chiedendo: ma come funzionano gli esami universitari concretamente? E soprattutto, come si superano? La prima risposta a questa domanda potrebbe sembrare scontata, ma in fondo non lo è.

Il metodo di studio adatto a te

Per superare un esame universitario bisogna innanzitutto studiare. Sì, ma farlo in maniera intelligente.

Se hai già sostenuto alcune prove d’esame e non sono andate come speravi, se ti senti rassegnato e continui a ripeterti “non riesco a passare gli esami universitari” o a chiederti come superare un esame universitario senza studiare, forse devi semplicemente rivedere il tuo metodo di studio.

Per imparare come sconfiggere l’ansia ed evitare di arrivare a ridosso dell’esame con l’acqua alla gola, è necessario che tu definisca subito un metodo di studio personalizzato, adatto ai tuoi tempi e alle tue esigenze. Il problema, infatti, spesso risiede non tanto nella quantità del tempo impiegato a studiare, ma nel modo in cui lo si fa. Come studiare in poco tempo, ma farlo nel modo corretto.

Passiamo adesso, però ad aprire un capito molto importante riguardo gli esami universitari: come funzionano gli appelli.

Come funzionano le sessioni d’esame

La matricola potrà sostenere il primo esame dopo 90 giorni a decorrere dalla data di immatricolazione. Gli esami si possono sostenere presso la sede centrale dell’Università a Roma oppure presso i Learning Center sede d’esame.

La prenotazione dell’esame è condizione indispensabile per poter sostenere l’esame. Queste si effettua tramite il sito ufficiale e deve essere effettuata entro i termini stabiliti e non oltre.

Le date appelli Unicusano sono disponibili nell’apposita sezione sul sito Unicusano.it, all’interno del voce studenti del menu.

Esame scritto e orale università

Ma gli esami universitari come funzionano dal punto di vista dello svolgimento? Essi possono essere generalmente svolti in due tipologie:

  1. Esame universitario orale;
  2. Prova scritta.

Come funzionano gli esami orali universitari? Per quanto riguarda Unicusano, questa viene svolta presso la sede centrale. Me quella in forma scritta presso i Learning Center sede d’esame.

Esame orale università e non solo: come funzionano i crediti

Come riportano nella Guida dello studente relativa a Unicusano, si possono sostenere esami fino ad un massimo di 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) per anno accademico. Fuori da questo calcolo rientrano eventuali crediti maturati per attività universitaria pregressa o per esperienza professionale.

Gli studenti che abbiano precedenti esperienze attinenti al proprio percorso di studi, infatti, possono vedere valutate tali esperienze in termini di CFU. Il tutto entro i termini stabiliti dall’attuale normativa, in base alla quale non si possono riconoscere più di 12 CFU per esperienza professionale o corsi diversi dall’esame universitario.

Con Unicusano ogni studente ha a disposizione 20 sessioni d’esame per anno accademico Infatti, si possono sostenere fino a 10 sessioni di esame per anno accademico presso la sede centrale di Roma e altrettante presso i Learning Center autorizzati. In questi ultimi non è comunque possibile sostenere più di un esame al mese.

Esami universitari: voti

esami universitàAndiamo ora a vedere in Italia i voti attribuibili agli esami universitari come funzionano.

Essi sono espressi in trentesimi. Secondo questa impostazione, il voto minimo per superare un esame è 18, mentre il massimo è rappresentato dal 30 e lode (che viene subito dopo il 30 “semplice”).
A volte possono esistere anche prove senza votazione, che una volta superate vengono segnalate come “idoneità“, ma secondo il DM 270/04 non sono più considerate esami.

Esami università: consigli

Ecco alcune pratiche che potrebbero fare al caso tuo e rispondere alla domanda delle domande che stiamo trattando in questo articolo, ovvero: esami universitari come funzionano e come superarli?

  1. Segui le lezioni e prendi appunti. Potrebbe aiutarti a imparare e a comprendere la materia bene a piccole dosi, al punto che potrebbe bastarti una sola lettura del libro, o addirittura solamente un piccolo ripasso, per essere già pronto per l’esame. Concentrarti a lezione, fugare lì ogni tuo dubbio potrebbe farti guadagnare tempo libero e risparmiare una forte dose di stress;
  2. Fissa ben in mente la data dell’esame e stabilisci prima quanto tempo al giorno dedicare allo studio per preparare la materia. Se riesci ad organizzare e a scandire bene le tue giornate, riuscirai a trovare il tempo per prepararti all’esame senza compromettere la tua tenuta psico-fisica e senza rinunciare alla tua vita sociale.
  3. Prenditi cura del tuo corpo. Presentarsi ad un esame ridotto come uno straccio non è un buon segnale: non trasmetti fiducia a chi ti ascolta e potresti non ricordare nulla. Gestisci bene il tempo da dedicare allo studio e cerca di tenere rilassati i tuoi muscoli e la tua mente. Per fare ciò studia in un ambiente confortevole, comodo e ben illuminato. Concediti qualche pausa, magari per fare attività fisica o una bella passeggiata all’aperto.

Segui questi consigli e dimostra di aver capito come funzionano gli esami universitari. Adesso tocca a te.

Come preparare un esame universitario: i servizi Unicusano

Abbiamo detto quasi tutto sugli esami universitari come funzionano. Ma un ulteriore fattore che può agevolare il buon esito del vostro studio, dipende anche dalla funzionalità dei servizi offerti dall’Università.

Ecco perché per Unicusano lo studente è sempre al centro di ogni attenzione.

Se sei curioso di vedere come gestiamo lezioni, prenotazioni ed esami, puoi visitare la pagina Unicusano.it, chiamare il numero verde 800.98.73.73 per informazioni richieste di iscrizione o rivolgerti ai tutor e assistenti universitari.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida dal titolo esami universitari come funzionano termina qui. Fanne buon uso. Oa che hai maggiori informazioni in merito, tocca a te prepararti al meglio per affrontare e superare con successo il primo, o il prossimo, esame universitario.

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Scrivere una mail formale: modelli e consigli utili

Hai bisogno di trovare modelli e consigli utili per scrivere una mail formale?

Allora ecco una interessante notizia per te: adesso sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti spiegheremo come scrivere una lettera di questo genere. Sia essa finalizzata a contattare un docente, rivolgersi ad una istituzione, presentare un progetto in azienda o una candidatura, una lettera di denuncia a tutela del consumatore o della protezione dei dati personali, e chi più ne ha più ne metta. Perché le ragioni per redigere una missiva sotto forma di posta elettronica formale possono essere davvero delle più disparate. Anche perché si tratta, al giorno d’oggi, di un mezzo di lavoro imprescindibile. Dunque non puoi ignorare come utilizzarlo nel modo più corretto ed efficace possibile.

Vuoi saperne di più su quelle che sono le linee guida per scrivere una mail formale perfetta da cima a fondo? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito andando a scoprire tutto ciò che è importante sapere in merito. Buona lettura

Impostazione lettera formale: cosa e come scrivere

Nei paragrafi che seguono, vedremo dunque cosa significa scrivere una mail formale e come farlo per bene. Analizzando tutti gli aspetti legati a cosa includere nello struttura del testo e cosa no, come concludere una mail formale, firmarla e in che modalità inviare questi importanti messaggi di posta elettronica.

Scrivere ad un professore

Iniziamo vedendo come scrivere una mail formale ad un professore per chiedere un colloquio. Magari per chiedere la tesi.

Naturalmente, occorre partire con i saluti e spiegando chi sei in modo semplice e diretto, ma naturalmente rispettoso. Specialmente se ti rivolgi a qualcuno che non ti conosce o che potrebbe non ricordarsi bene di te. Ma più in generale, si tratta di una regola universale e anche di buona educazione. Un esempio? Facile:

«Gentile Prof. Bianchi,

Sono Mario Rossi, studente del CdL in Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano».

Questa formula va sempre bene ed è comunque consigliata, anche se potrebbe essere bypassata e sostituta con una semplice firma in calce alla mail qualora ti rivolgessi ad un interlocutore con cui si ha maggiore confidenza o con cui ci hai già scambiato altre mail.

Ad ogni modo nelle righe subito a seguire, devi introdurre l’argomento per il quale stai contattando il docente. Per fare questo puoi utilizzare una frase come questa:

«Le scrivo questa mail per chiederle un colloquio presso il suo ufficio per discutere della mia tesi di laurea».

Per poi entrare in maniera più dettagliata e approfondita nel merito attraverso il corpo del testo vero e proprio.

«Avrei bisogno di parlare con lei e di confrontarmi con i suoi collaboratori circa i contenuti del secondo capitolo della mia tesi, così da poter procedere all’invio degli stessi nei tempi stabiliti».

Concludendo illustrando cosa chiedi o vuoi dal docente:

«Se lei è disponibile, le chiedo di poter fissare un colloquio nel suo giorno di ricevimento, nell’orario che preferisce. Resto a disposizione per qualunque dubbio o chiarimento. In attesa di suoi riscontri, le auguro un buon proseguimento di giornata».

Ed infine, naturalmente, firmare la missiva ed aspettare un auspicato e gentile riscontro da parte del tuo interlocutore.

Come scrivere una mail per lavoro

impostazione lettera formaleProseguiamo ora aggiungendo alcune specifiche accortezze per adattare il formato che abbiamo visto finora, ad un ambito lavorativo. Come scrivere una mail ad un’azienda o un datore di lavoro, giusto per fare degli esempi.

Scrivere una mail formale di questo genere significa prestare particolare attenzione ad un tipo di impostazione che sia quanto più professionale possibile.

Iniziamo con l’oggetto, che deve essere quanto più sinteticamente chiaro possibile. Il contenuto deve essere già chiaro da lì. Ecco alcune linee guida da tenere, invece, per i passaggi successivi, 5 in particolare:

  1. Saluti iniziali. Vuoi sapere come esordire? La risposta corretta è sempre la stessa: salutare. In maniera forale, ovviamente. Fare riferimenti a cariche e appellativi non guasta. Come “Gentile dott. Rossi” o “Gentile prof. Bianchi” ;
  2. Corpo della mail. Anche qui devi essere sintetico al punto giusto, non prolisso, efficace e pragmatico. Le aziende e i professionisti hanno tanto da fare e ricevono tante mail, devi catturare la loro attenzione, anche perché non possono passare tutta la giornata a leggere la posta elettronica;
  3. Uso di grammatica e sintassi. Occhio agli errori in questo senso, ancor più se possibile della lingua parlata. Anche perché Verba volant, scripta manent e ad etichettarti male è un attimo. Rileggi la tua email con attenzione prima di inviarla;
  4. Font. Evita assolutamente l’utilizzo di caratteri ornati, giocosi o colorati. Non abusare di grassetto e corsivo e non scrivere in maiuscolo;
  5. Conclusione. Ringrazia sempre il destinatario e auguragli una buona giornata e magari, nel caso specifico, buon lavoro. Se possibile, utilizza un gestionali mail in grado di incorporare la tua firma, il tuo titolo e i tuoi contatti.

Segui questi semplici consigli ed è fatta: scrivere una mail formale di lavoro in modo corretto ed efficace sarà un gioco da ragazzi.

Come scrivere una mail ad un avvocato

Altra situazione particolare in cui capita di scrivere una mail formale è quando si ha la necessità di rivolgersi ad un avvocato. avvocato. Anche in questo caso bisogna prestare particolare attenzione a determinati particolari.

La lettera deve mettere in evidenza riferimenti come data e luogo ed esprimere chiaramente l’oggetto della richiesta, evitando di essere dispersiva.

Ecco come scrivere una mail formale, esempio classico per un avvocato:

Spettabile: Egr. Avv. Bianchi
Indirizzo

 

Luogo e Data

oggetto: richiesta documentazione n.ro di protocollo __________

 

Gent.le Avv. __________

con la presente richiedo formalmente che mi sia inviata tutta la documentazione relativa al procedimento indicato in oggetto. Vogliate quindi provvedere tempestivamente a inviarmela al seguente indirizzo:

 

Indirizzo di Casa/ufficio __________
Email __________

 

In attesa porgo cordiali saluti

 

Firma

Adatta questo modello alla situazione specifica, riempi gli spazi in bianco tratteggiati e la tua lettere formale sarà pronta. Dovrai solo cliccare sull’invio per posta elettronica.

Come scrivere una mail ad un medico

Prima di concludere questa guida di Unicusano Viterbo, affrontiamo un ultimo caso che rientra nello scrivere una mail formale. Ecco un esempio di testo da inviare per posta elettronica ad un medico.

Gentile Dottor Rossi,

 

sono il Sig. Mario Bianchi,

 

volevo informazioni sul medicinale da Lei prescritto, [nomemedicinale], nello specifico avrei necessità di sapere se può essere assunto anche lontano dai pasti.

 

In attesa di una Sua cordiale risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti,

 

Firma

E questo è quanto. Con quest’ultimo esempio si conclude la nostra guida su come scrivere una mail formale. Ora hai modelli e consigli utili per diverse situazioni. Dal caso in cui ti trovassi nella necessità di redigere una mail professionale, di scrivere ad un professore, un avvocato, un medico, più varie ed eventuali. Compresi alcuni esempi concreti che puoi facilmente adattare e inviare.

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Informativa ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento:
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  2. attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili;

  3. attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti.

Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali

Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è consultabile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Vi informiamo, a tal riguardo, che l’Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’Avvocato Daniela Sasanelli, ad ulteriore garanzia dei Vostri diritti e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo. Il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it.

Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessari per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che non è prevista nessuna diffusione a soggetti indeterminati. Per tali adempimenti i soggetti terzi verranno nominati responsabili del trattamento.

Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi

Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali sono necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a Voi studenti.

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