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Counseling psicologico: quello che c’è da sapere

Vorresti provare una seduta di counseling psicologico, oppure avere maggiori informazioni su quali studi fare per diventare un professionista di questo settore?

In entrambi i casi stai leggendo l’articolo giusto. In questa vera e propria guida, infatti, ti sveleremo tutto ciò che c’è da sapere in merito a questa attività, che è utile sotto molti aspetti. Essa, infatti, può essere volta ad esempio per accompagnare lo sviluppo della leadership di un soggetto, ma anche per stimolarne capacità di scelta e comportamenti attivi come il superamento della paura del giudizio degli altri. Ciò avviene attraverso un sostegno psicologico, ma non solo.

Probabilmente adesso ti starai chiedendo: in cosa si differenzia il counseling dalla semplice psicologia o psicoterapia? Questo lo scopriremo nei prossimi paragrafi. Se l’argomento ti interessa, ti suggeriamo di non perderli e leggerli con attenzione.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito a sviscerare ogni aspetto relativo a questo tema.

Counseling: cos’è e come si studia

Da qui in avanti entreremo in ogni singolo dettaglio riguardante il counseling psicologico. Dalla sua definizione e significato alla differenza con il coaching, la psicologia o la psicoterapia. Fino a svelare come si fa a diventare un counselor professionista. Insomma: non ci faremo mancare proprio nulla e analizzeremo l’argomento a 360 gradi. Sei pronto e concentrato? Molto bene, allora ti auguriamo una buona lettura.

Counseling traduzione e significato

Iniziamo dalle basi. Counseling psicologico: cos’è?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare o dare per scontato, fornire una traduzione che metta d’accordo tutti, al riparo da ogni obiezione, non è così semplice come sembra.

Infatti, come spiega Maria Grazia Terzi nell’Enciclopedia di Repubblica, la traduzione della parola “counseling” nell’italiano “consulenza” è controversa. Questo perché un altro termine, ovvero consulting, ha in inglese il medesimo significato. E poi c’è la similarità linguistica con un altro termine come “consiglio”, che può decisamente infatti trarre in inganno.

A mettere un po’ di ordine sul significato di counseling e su questa diatriba sinonimi ci ha dunque pensato il medico italiano Pier Luigi Pagani, nonché italiano ideatore, insieme a Francesco Parenti, dell’organizzazione e diffusione in Italia della Psicologia Individuale Comparata di Alfred Adler.

Per la serie counseling psicologico libri da non perdere, ecco il pensiero di Pagani  tratto da I principi dell’incoraggiamento – Itinerari adleriani. La psicologia del profondo incontra la vita sociale, a cura di Biagio Sanfilippo:

«Uno degli elementi distintivi del counseling rispetto alla situazione del consiglio è che, nel primo caso, la relazione si svolge con un esperto ed è finalizzata alla ricerca di una strategia per rendere possibili scelte o modifiche, nel secondo caso, invece, la relazione è paritaria e consiste nel suggerire».

Bisogna aggiungere che possono esistere diversi tipi di counseling. Pertanto, per essere più specifici, ecco la definizione di counseling psicologico proposta dal Dizionario di Medicina della Treccani:

«Il counseling psicologico riguarda un intervento in cui il terapeuta parla con il paziente, che presenta disturbi psichici di natura non grave, dei suoi problemi e delle sue difficoltà adattative personali o interpersonali e consiglia comportamenti alternativi; consente di superare ostacoli psicologici derivanti da paura, solitudine, processi di spostamento o di transfert».

Cominci ad avere un quadro più chiaro? Bene, andiamo avanti.

Counselor e psicoterapeuta: cosa fa

counselorL’attività di counseling psicologico o medico viene svolta da personale specializzato, finalizzata a orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità di soggetti che affrontano o si trovano in una fase temporanea di difficoltà.

In base al contesto specifico, dunque, il counselor sanitario, psicologico o realzionale, altro non è che il professionista che effettua interventi di counseling, in base al contesto specifico.

Il lavoro di un counselor può prevedere sedute individuali, specialmente al fine di promuove atteggiamenti utili a risolvere la problematica del soggetto di turno, oppure di gruppo per migliorare le relazioni interpersonali. Inoltre, tale attività può essere svolta in ambito privato, comunitario, lavorativo e socio-assistenziale.

Che differenza c’è tra questa figura professionale e lo psicoterapeuta o psicologo? Semplice: lo psicoterapeuta si occupa di “curare” un paziente per aiutarlo a superare un problema psicologico, mentre il counselor mette a disposizione del proprio cliente un sussidio rispetto alle capacità che egli già possiede, al fine di conseguire gli obiettivi desiderati. Chiaro no?

Il counseling nelle strutture pubbliche e sanitarie

Quello che forse non tutti sanno, è che diverse categorie possono usufruire di servizi di counseling presso strutture sanitarie e comunali (o comunque pubbliche). Ecco alcuni esempi:

  1. Coppie in difficoltà e i loro figli si possono rivolgere al consultorio familiare di zona, a sportelli giovani o centri per l’adolescenza;
  2. Coppie in fase di adozione di un minore (secondo quanto previsto dalla legge);
  3. Immigrati presso gi uffici pubblici e privati predisposti, per migliorare i rapporti di integrazione e convivenza;
  4. Tossicodipendenti, alcolisti, ludopatici e loro familiari presso gruppi di mutuo aiuto.

Inoltre, va sottolineato come nei reparti di lungodegenza e nelle strutture di ricovero e di assistenza per malati terminali, si stanno sviluppando servizi di counseling per i familiari e il reinserimento domestico dopo il ricovero.

Come diventare counselor olistico: studi da fare

Ed eccoci giunti all’ultimo argomento della nostra guida sul counseling psicologico: i corsi.

Se vuoi formarti in maniera più approfondita o diventare un professionista del settore, la cosa migliore da fare è iscriverti adun Master in psicologia. Su tutti quello di I Livello proprio in Counseling Psicologico e Counseling relazionale. Una vera e propria scuola di counseling psicologico.

Altri master con da tenere d’occhio su tematiche affini, sono certamente anche:

  1. Medicina, psicologia e biofisica nelle scienze umane (I livello);
  2. Psicologia dello Sport (I livello);
  3. Salute Organizzativa (II livello);
  4. Psicologia Pediatrica (II livello).

Si tratta di corsi attinenti il counseling psicologico on line. Ovvero erogati attraverso il sistema e-learning, che ti offre l’opportunità di ricevere tutto il materiale didattico di cui hai bisogno per studiare, su una piattaforma web personale. Inoltre, potrai seguire e rivedere le lezioni direttamente online, quando vuoi e da dove vuoi. Che tu voglia studiare counseling psicologico a Roma, Torino, Catania o Viterbo poco cambia. Avrai sempre la possibilità di accedere alla tau area riservata senza alcun limite al numero di visualizzazioni.

Un metodo comodo, efficace, ma che garantisce anche un’offerta formativa di qualità, assicurata dall’alto profilo dei docenti e degli esperti che tengono i corsi.

Se invece quello che cerchi è un corso di laurea, potresti prendere in considerazione:

  1. Laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche;
  2. Magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione;
  3. Psicologia del lavoro e delle organizzazioni.
E con questo si conclude il nostro articolo sul counseling psicologico. Non ci rimane che ringraziarti per l’attenzione e sperare di esserti stati di aiuto. Ricordati di questa guida, suggeriscila ai tuoi contatti interessati, e torna pure a consultarla nuovamente ogni qual volta che ne avrai bisogno. Appuntati il link così saprai sempre dove trovarla. È qui proprio per questo.

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Presentare un progetto in azienda: ecco come fare

Devi presentare un progetto in azienda e non sai come fare?

Non andare nel panico, fai un bel respiro e leggi questo articolo. In questa guida, infatti, ti daremo tanti consigli utili su come fare ad affrontare questa situazione. Senza avere paura del giudizio degli altri o di eventuali verifiche di assessment center. Quest’ultima costituisce ormai una una metodologia di valutazione dei dipendenti interni alle aziende che sta prendendo sempre più piede.

Ma torniamo all’argomento principalmente al centro della discussione: il progetto aziendale e come presentarlo. Se vuoi saperne di più, non perdere i prossimi paragrafi, perché entreremo subito nel merito. Buona lettura.

Presentazione progetto: strumenti e metodologie

A breve andremo dunque a scoprire insieme come scrivere un progetto di lavoro e in che modo e forma presentarlo in azienda. Tenendo ben presente che possono esistere delle differenze di impostazione, stile e linguaggio a seconda se ti stai chiedendo come presentare un progetto start up, piuttosto che come presentare un progetto al Comune, a scuola e via dicendo. Dall’ambiente lavorativo dipendono dettagli e particolari. E poi l’obiettivo della tua presentazione: vendere un’idea o ius prodotto, oppure trovare investitori per un progetto. Ma questo non deve allarmarti. Procediamo per gradi.

Software per presentazioni

presentazione progettoSia che tu abbia o che non abbia minimamente idea di come presentare un progetto, la cosa migliore da fare per creare una presentazione degna di questo nome, è quella di affidarsi a dei programmi studiati proprio per tale scopo. Lì troverai tutte le indicazioni, i formati più idonei e le azioni guida da compiere per realizzare la presentazione di un progetto coi fiocchi. Con tutti i crismi del caso.

Proprio per questo, abbiamo pensato di suggerirti le migliori alternative in questo settore. Di seguito alcune recensioni dei migliori software che possono fare al caso tuo.

  1. Powerpoint. Quando si parla di programmi per fare presentazioni, il pensiero vola subito a Powerpoint. Il prodotto di casa Microsoft ha semplificato e rivoluzionato la vita di studenti, docenti, lavoratori e business man di ogni tipo. Grazie alle sue slide dinamiche che possono contenere di tutto: dai testi personalizzati alle foto, dai link a siti esterni fino ai suoni. Completo ed efficiente. Garantito;
  2. ApowerMirror. Se vuoi utilizzare file multimediali del cellulare sul computer, questo è il programma adatto a te;
  3. Movie Maker. Perfetto per creare, sempre in maniera gratuita, presentazioni video con Windows. Facile, intuitivo e pratico da utilizzare, nonostante i tanti effetti speciali che mette a disposizione, garantendo risultati professionali;
  4. KeyNote. Da Microsoft a Mac, con il miglior software per presentazioni del sistema operativo di by Apple. Anche l’app Foto griffata con la mela permettere di realizzare bellissime presentazioni con immagini, testo, video e musica;
  5. Impress. Suite open source gratuita che rappresenta l’alterego di Power Point e Key Note prodotto da Libre Office. Della stessa casa di produzione, anche Open Office, oltre ai più noti fogli di calcolo, consente di creare una presentazione interattiva.

Una volta scritto, affidati ad uno di questi programmi e presentare un progetto sarà un gioco da ragazzi.

Risorse online e app per fare presentazioni

Se non vuoi scaricare nessun programma per realizzare l’elaborato utile a presentare un progetto in azienda, puoi tranquillamente ripiegare sui tanti affidabili siti per presentazioni che ti consentono di lavorare direttamente sul web. Ecco i nostri consigli:

  1. Canva. Risorsa perfetta per creare presentazioni e slide professionali in modo veramente semplice e assistito. Canva infatti ti mette a disposizione una vasta gamma di layout, immagini, loghi ed elementi grafici di ogni tipo. Molti gratuiti, altri a pagamento;
  2. Prezi. Uno dei programmi per fare presentazioni online più utilizzati e ben recensiti dagli utenti. Ti permette di sfruttare effetti animati davvero interessanti. Anche qui, alcuni a pagamento, altri gratuiti;
  3. Google Slides. Poteva Google non dire la sua in questo settore? Lo fa con autorevolezza grazie a questo fantastico strumento interno a Gmail. L’aspetto migliore è che ti mette nelle condizioni di portarti il lavoro sempre dietro e di poterlo modificare da qualsiasi tipo di dispositivo in ogni momento;
  4. Slides. Un nome, una garanzia. Cerchi uno stile sobrio, minimalista o elegante, magari per immaginare come presentare un progetto di design? Da provare;
  5. Swipe. La sua migliore prerogativa è l’essere social. Favorisce infatti la creazione e la condivisione di presentazioni in modo rapido con colleghi, amici o collaboratori. Permette inoltre di inserire video da Vimeo e YouTube;
  6. Projeqt. Altra app dinamica, essenziale e orientata alla condivisione social.
  7. PowToon. Se ti stai chiedendo come presentare un progetto video simpatico e divertente è l’ideale.

E con questo focus sui migliori tool online per realizzare e presentare un progetto di lavoro, adesso sai quali sono tutti gli strumenti che possono aiutarti.

Presentazione progetto aziendale: come strutturarla

Presentare un progetto in azienda: fase due. Una volta individuati tutti gli strumenti che potresti utilizzare per realizzarlo, infatti, andiamo adesso a vedere come scrivere un progetto sotto forma di presentazione.

In queste ultime righe ti proporremo alcuni elementi e considerazioni da curare con particolare attenzione. Ecco come presentare un progetto: esempio pratico e consigli utili.

  1. L’interlocutore al primo posto. Sviluppa e personalizza le slide in base a chi ti troverai davanti e in base al tuo obiettivo;
  2. Programma il tempo. Calcola in anticipo quanto tempo hai a disposizione o ti servirà per illustrare il progetto. Devi essere incisivo, non rischiare di mettere troppa carne al fuoco ed essere prolisso;
  3. Crea slide auto-consistenti. Evita di inserire più concetti, soprattuto se diversi e slegati fra loro, nella stessa slide. ognuna di esse deve essere inoltre snella (ma non povera di contenuto o insignificante), chiara e autosufficiente nel significato;
  4. Attenzione alle prime slide. Cura bene l’inizio della presentazione perché lì ti giochi molto, se non tutto, relativamente al grado di attenzione che riceverai per il proseguo di tutto il resto della presentazione;
  5. Scegli un layout appropriato. Evidenzia chi sei o rappresenti, attraverso logo, elementi grafici e colori riconducibili al brand aziendale. Sii originale, ma anche schematico. Non riversare l’intero progetto sulle slide, ma sintetizzalo, magari attraverso elenchi puntati e numerati;
  6. Organizza tutto per tempo. Se utilizzi un proiettore, ad esempio accertati che funzioni, che sia completo degli accessori necessari, legga i file che intendi utilizzare. Se ha in dotazione un telo sul quale proiettare o è presente in loco un muro bianco in alternativa. Setta tutto prima, onde evitare brutte figure.

Adesso come presentare un progetto aziendale non ha più segreti per te.

Presentazione progetto in azienda: adesso tocca a te

E con questo siamo giunti alla conclusione della guida Unicusano su come presentare un progetto in azienda. Ti abbiamo consigliato i migliori software da scaricare e tools online per realizzare nel miglior modo possibile la tua presentazione. Ma ti abbiamo anche suggerito quali aspetti privilegiare nella sua stesura, come arrivare organizzativamente preparato e quali obiettivi avere fissi in mente da perseguire.

Insomma: non manca niente, ora sai tutto quello che dei fare e come poterlo realizzare. Buon lavoro e in bocca al lupo per il tuo progetto.

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Doping nello sport: definizione e caratteristiche

Sai cosa si intende per doping nello sport? Conosci quali sono le sostanze proibite e dannose per la salute degli atleti?

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su questi argomenti e di capirne di più. Abbiamo preparato per te una vera e propria guida sul tema doping, in cui cercheremo di dare una definizione completa ed esaustiva del fenomeno, comprendere l’impatto che esso ha avuto nella storia della sociologia e i problemi che possono causare alcune sostanze spesso assimilabili a delle vere e proprie droghe nello sport, ma anche altre per così dire più leggere.

Vuoi saperne di più? Magari per realizzare una tesi sul doping nello sport? Allora finiamo il riscaldamento pre-partita e non perdiamo tempo: scendiamo in campo ed entriamo subito nel merito. Buona lettura

LEGGI ANCHE – Sport all’aria aperta: ecco quelli perfetti per gli studenti

Il doping e i suoi effetti: cosa devi sapere

Nei prossimi paragrafi andremo dunque ad approfondire in maniera dettagliata ed approfondita del problema del doping nello sport, accendendo i riflettori su quali sono le sostanze stimolanti illegali, ma anche su quelli che sono gli effetti collaterali del doping e le leggi di contrasto al fenomeno.

Cos’è il doping

Per parlare di doping nello sport bisogna prima di tutto intendersi sui termini.

Per fare chiarezza su questo, prendiamo in esame la definizione di doping fornita dall’autorevole Enciclopedia Treccani:

Pratica illegale che consiste nell’assunzione da parte di atleti o nella somministrazione agli stessi di sostanze eccitanti, droghe, farmaci dopanti (ammine simpaticomimetiche, analettici, anabolizzanti, ormone della crescita o anabolizzante GH ecc.), o nel ricorso a pratiche terapeutiche (per esempio autoemotrasfusioni) rivolte a migliorare artificiosamente le prestazioni agonistiche.

Vediamo qualche altro esempio. Il doping nello sport Wikipedia lo definisce così:

Uso di una sostanza o di una pratica medica a scopo non terapeutico, ma finalizzato al miglioramento dell’efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva (gara e/o allenamento), sia agonistica sia non agonistica, da parte di un atleta. II ricorso al doping avviene spesso in vista o in occasione di una competizione agonistica ed è un’infrazione sia dell’etica dello sport, sia dei regolamenti dei Comitati olimpici sia della legislazione penale italiana, inoltre espone ad effetti nocivi alla salute, anche mortali.

Una piccola specifica va fatta per il cosiddetto doping genetico. Ovvero l’assunzione, sempre a scopi non terapeutici, di:

  1. Cellule
  2. Geni
  3. Componenti genetici
  4. Componenti in grado di modulare l’espressione genica

Un esempio concreto? L’impiego di terapie geniche in via di sviluppo per il trattamento di patologie degenerative che agiscono a livello neuromuscolare o che interessano l’apparato locomotore più in generale.

Sostanze dopanti elenco

Per fare chiarezza su quelle che sono le sostanze proibite che possono rappresentare doping nello sport, l’Agenzia Mondiale Antidopnig (World Anti-Doping Agency – WADA) ha redatto il “Codice Mondiale Antidoping Standard Internazionale”.

  1. Agenti Anabolizzanti (attenzione all’uso di anabolizzanti per dimagrire);
  2. Ormoni peptidici, fattori di crescita, sostanze correlate e mimetici;
  3. Beta-2 Agonisti;
  4. Modulatori ormonali e metabolici;
  5. Diuretici palestra e agenti mascheranti;
  6. Stimolanti doping;
  7. Narcotici;
  8. Cannabinoidi e droghe sportive;
  9. Glucocorticosteroidi (attenzione agli steroidi per dimagrire, per i capelli o uso personale).

Alcuni di questi sono sempre proibiti, sia in competizione che fuori di essa, mentre altri esclusivamente in competizione.

Tra i metodi proibiti, invece, troviamo specifiche su:

  1. Manipolazioni del sangue e dei componenti del sangue;
  2. Manipolazione fisica e chimica;
  3. Doping genetico.

sostanze dopantiQuesto codice contiene non solo una lista sostanze dopanti, ma anche metodi proibiti. Nel primo gruppo sono compresi prodotti dopanti facenti parte di queste categorie:

Ci sono poi sostanze proibite in particolari sport, ad esempio l’alcool (etanolo) per quanto concerne Sport aerei, Tiro con l’arco, Automobilismo o Motonautica. Oppure i Beta-Bloccanti nel Tiro con l’arco, Automobilismo, Biliardo, Freccette, Golf, Tiro, Sci e Snowboard, salto con gli sci, esibizioni aeree, sci acrobatico e snowboard, sport subacquei.

Non rispettare l’elenco sostanze dopanti e contravvenire a queste indicazioni può dunque dar vita a casi di doping nello sport.

Effetti doping

Oltre ad una questione etica e di lealtà sportiva, l’uso di sostanze proibite è sconsigliabile anche a causa degli effetti collaterali del doping. Questi, in taluni casi, possono essere particolarmente gravi a seconda della quantità, della durata e dell’uso che ne se fa. Ad esempio:

  1. Perdita di capelli;
  2. Ispessimento della voce;
  3. Ginecomastia e formazione di vere e proprie mammelle;
  4. Irritabilità e aggressività;
  5. Alto rischio di affezioni cardiovascolari;
  6. Maggiori possibilità di tumori;
  7. Riduzione del volume dei testicoli;
  8. Diminuzione degli ormoni androgeni;
  9. Probabile sterilità;
  10. Rischio della formazione di un carcinoma.

per quanto riguarda le donne, inoltre, potremmo aggiungere:

  1. ipertrofia clitoridea;
  2. Interruzione ciclo mestruale;
  3. Abbassamento tono di voce;
  4. Aumento della peluria e della massa muscolare;
  5. Aumento dimensione della clitoride.

Questi sono potenziali effetti anabolizzanti negativi, ma per ogni tipo di sostanza esistono varianti e altri danni gravi per la salute.

Legge antidoping in Italia

Le Norme Sportive Antidoping (NSA) costituiscono di fatto la legge sul doping nell’ambito dell’ordinamento sportivo italiano che disciplinano la materia dell’antidoping e le condizioni cui attenersi nell’esecuzione dell’attività sportiva.

Rappresentando dunque a tutti gli effetti il documento tecnico-attuativo del Codice Mondiale Antidoping della WADA e dei relativi standard internazionali di cui abbiamo parlato nei precedenti paragrafi di questo articolo. Tale documento specifica tutto ciò che c’è da sapere riguardo sanzioni, pianificazione ed esecuzione dei controlli antidoping e analisi di laboratorio, fase di indagine, procedimenti di primo grado ed eventuali impugnazioni.

Le Federazioni Sportive Nazionali, le DSA, gli Enti di Promozione Sportiva, le Leghe, le Società e tutti gli altri organismi sportivi sotto la giurisdizione della NADO (organizzazione nazionale antidoping) sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con la loro attuazione e con il programma antidoping.

Inoltre, tutti gli atleti ed il personale di supporto hanno l’obbligo di conoscere e rispettare tali normative quale condizione indispensabile per la partecipazione alle attività sportive.

Studi sullo sport e la medicina

Esistono diverse aree di studio che potrebbero aiutarti nella trattazione di un argomento complesso come quello del doping nello sport. Un tema che si intreccia con discipline mediche, psicologiche, giuridiche e, naturalmente, sportive.

Ecco alcuni master che potrebbero fare al caso tuo, qualora volessi approfondirle:

  1. Management Sportivo. Ti offre la possibilità di interagire direttamente con professionisti di rilievo dello sport italiano;
  2. Psicologia dello Sport. – Per prevenire il doping bisogna studiare e conoscere le emozioni e le problematiche psico-fisiche vissute dagli atleti e sperimentare attiva di tecniche psicomotorie applicate allo sport. Questo master va proprio verso questa direzione;
  3. Procuratore Sportivo. Ti aiuta a diventare una figura professionale altamente specializzata nell’ambito giuridico-sportivo. Perché chi assiste un atleta deve essere il primo a saperlo consigliare e scongiurare il ricorso all’utilizzo di pratiche proibite;
  4. Psicologia della Salute organizzativa. Teorie, strumenti e metodologie per la valutazione del rischio dello stress sul lavoro. Quest’ultimo è spesso uno dei fattori che fa cadere in tentazione gli sportivi;
  5. Psicodiagnostica clinica e forense. Finalizzato a formare professionisti specializzati nell’ambito della psicodiagnostica attraverso una formazione a 360° che permetta allo specialista una corretta analisi e conoscenza della persona al fine di individuare il percorso terapeutico più efficace da intraprendere. Che nello sport non può assolutamente essere il doping;
  6. Medicina, psicologia e biofisica nelle scienze umane. Master più “tecnico” sull’ambito sanitario, farmaceutico, psicologo, biologo e dunque medico.

E con questo si conclude la nostra guida sul doping nello sport. Speriamo che adesso tu possa saperne veramente di più sui rischi delle sostanze proibite e come contrastarle.

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Paura del giudizio degli altri: consigli per superarla

Hai paura del giudizio degli altri?

Non preoccuparti: non sei né la prima né l’unica persona nella storia della sociologia che si inibisce a causa di questa preoccupazione. Inoltre, in questo articolo, cercheremo di guidarti verso il superamento di questa tua preoccupazione, incoraggiando e stimolando il tuo sviluppo della leadership personale. Perché il primo passo da fare è certamente accrescere la stima di se stessi, ma non solo.

Il punto non è fregarsene degli altri, ma non farsi una “malattia” del giudizio della gente, specialmente quando si sa di essere nel giusto e di avere la coscienza apposto.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al sodo, cercando di capire come essere divertenti e piacere agli altri, essere più consapevole del fatto proprio e superare la paura del giudizio.

Paura degli altri: come superarla

Il giudizio degli altri è certamente importante. Non per questo deve condizionarci in maniera ossessiva, perché il giudizio più importante è quello che dobbiamo mettere in pratica nel corso della vita e quello che corrisponde a ciò che noi stessi pensiamo della nostra condotta. Ma come non dare peso al giudizio degli altri? Nei prossimi paragrafi cercheremo di dare una risposta a questa domanda, attraverso studi di psicologia, libri da leggere, citazioni sulla pauraaforismi sul giudicare.

Paura del giudizio degli altri aforismi

Per alleggerire il tema, iniziamo ad affrontare la paura del giudizio degli altri attraverso alcune critiche frasi sul giudicare coniate da illustri personaggi, con l’augurio che possano darti la giusta carica giusta per affrontare i tuoi timori.

Iniziamo con uno dei più bei aforismi su chi giudica, pronunciato dal Re Federico il Grande:

«Sono poche le persone che pensano, però tutte vogliono giudicare».

Anche un genio come Albert Einstein si è espresso sull’argomento:

«Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido».

Stessa lunghezza d’onda per Jean de La Bruyère:

«Non si devono giudicare gli uomini come si giudica un quadro o una statua, a un primo e unico sguardo. C’è un’interiorità e un animo che occorre approfondire».

Da citare anche questa splendide parole sulla vita di Paulo Coelho:

«Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perché ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un’altra è pensare che il tuo sia l’unico cammino».

Pungente Marcello Marchesi:

«È sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili».

Charlie Chaplin suggerisce così di fregarsene del giudizio degli altri:

«Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore».

Una delle più veritiere frasi sulla gente è di Charles Spurgeon:

«La gente che non fa niente, è sempre la prima che fa delle critiche a tutto».

Ha ragione anche Antoine de Saint-Exupery:

«È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri».

Il Giudizio degli altri Schopenhauer

paura degli altriDella paura del giudizio degli altri, si è occupato in modo particolare Arthur Schopenhauer, filosofo tedesco nonché uno dei maggiori pensatori del XIX secolo.

Il suo pensiero in merito è raccolto proprio nell’opera dal titolo “Il giudizio degli altri”, nota anche come “L’arte di ignorare il giudizio degli altri”.

La psicologia come antidoto alle ansie sociali

La paura del giudizio degli altri può addirittura trasformarsi in una fobia sociale (o ansia sociale che dir si voglia).

Come spiega l’enciclopedia Treccani, infatti:

«Con questa locuzione si intende riferirsi a tutte quelle forme di paura intensa che sono legate alla presenza di altre persone e alle situazioni in cui l’individuo può essere osservato nei suoi comportamenti, come il parlare in pubblico, mangiare in pubblico, esprimere le proprie opinioni, formulare delle richieste ecc».

Una definizione che calza a pennello con la paura del giudizio degli altri, non credi?

Ad ogni modo, se nutri un particolare interesse per queste tematiche, ti consigliamo di seguire un corso di Psicologia.

Studi per affrontare le fobie sociali

Ecco quattro dei corsi più attinenti al tema sul giudizio degli altri:

  1. Psicologia clinica e scienza della complessità. Master di primo livello che offre conoscenze e strumenti pratici e innovativi per padroneggiare le diverse forme di terapia e counselling;
  2. Psicologia dello Sport. Altro master di I livello, dedicato ad un settore i cui protagonisti sono spesso sottoposti al giudizio degli altri. Non tutti gli atleti, purtroppo, riescono a gestire questa pressione, ma con questo corso puoi capire come fare;
  3. Psicologia Pediatrica. Uno dei timori più grandi è la paura del giudizio dei genitori. Intervenire nel corso del processo evolutivo di un bambino o di un adolescente può essere fondamentale per evitare lo sviluppo di questo tipo di ansie sociali nel suo futuro. Come fare può spiegartelo questo Master di II livello;
  4. Psicologia della Salute organizzativa – Teorie, strumenti e metodologie per la valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato. Altro ambiente nel quale si risente spesso dell’opinione altrui è quello lavorativo. Ecco il Master di II livello adatto ad affrontare questa problematica.

Ma questi sono solo alcuni dei diversi corsi che potrebbero fare al caso tuo. Per conoscerli tutti, visualizza la lista completa dei master area psicologia Unicusano.

E con questo si conclude la nostra guida sulla paura del giudizio degli altri. Adesso che ne sai di più, tocca a te: cerca di valorizzare al massimo la tua persona, rispettando l’opinione altrui, ma senza lasciare che questa ti condizioni in negativo.

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Lavori più redditizi in Italia: info e spunti

Vorresti scoprire quali sono i lavori più redditizi in Italia?

In questo articolo ti sveleremo quali sono, ma andremo anche ad individuare i migliori master e corsi di laurea per ottenere le competenze necessarie per poterli svolgere. Quelli in grado di rendere i tuoi CV particolari o comunque più idonei possibili a ricoprire certi ruoli professionali.

Una vera e propria guida a tua disposizione, utile a scegliere quale carriera o percorso di studi possa essere più adatto alle tue ambizioni, esigenze e aspirazioni.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al sodo. Buona lettura.

Mestieri più pagati in Italia: ecco quali sono

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a scoprire insieme quali sono i lavori più redditizi in Italia, tra i mestieri più richiesti e le professioni ben pagate oggi e nel futuro. Allaccia bene le cinture: si comincia.

Studi e professioni più redditizie

Ma quali sono i lavori più redditizi in Italia?

A tal proposito un’indagine condotta dal Il Sole 24 ore, rivela che nei prossimi cinque anni i mestieri più pagati e ricercati saranno quelli relativi alle specializzazioni economiche e statistiche, mediche e sanitarie, nonché ingegneristiche e dell’insegnamento.

Conferme di questa tesi giungono anche da Unioncamere, secondo la quale già nel 2020 saranno più di 2 milioni e mezzo le persone qualificate che troveranno impiego in questi settori.

Naturalmente è più facile accedere a questi lavori più pagati con laurea. Per questo motivo, gli studi più redditizi riguarderanno le seguenti aree:

  1. Ingegneria. Da quella Civile all’Agroindustriale, dalla Biomedica alla Gestionale Industriale, dall’Elettronica alla Meccanica. Tutti corsi previsti dall’offerta didattica Unicusano;
  2. Economia. Unicusano a tal proposito eroga corsi di laurea in Economia Aziendale e Management o la Magistrale in Scienze Economiche;
  3. Giurisprudenza. Un classico intramontabile, certamente tra i più spendibili per trovare lavoro;
  4. Medicina e psicologia. Come il nostro corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche o le magistrali in Psicologia Clinica e della Riabilitazione o in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
  5. Insegnamento e Formazione. Il corso in Scienze dell’Educazione e della Formazione è uno dei nostri fiori all’occhiello. Possibilità di differenziare tra Curriculum Cognitivo Funzionale e quello Pedagogico Sociale.

Si tratta di ambiti professionali avanzati. Ecco perché è più difficile trovare spazio tra questi lavori più pagati senza laurea.

Ma non è tutto: la tecnologia fa passi da gigante e più avanti approfondiremo anche i lavori del futuro.

Lavori più pagati per le donne

lavori del futuroAlcune recenti ricerche, dimostrano come vi siano dei lavori più redditizi in Italia (e non solo) per le donne rispetto agli uomini. Ovvero delle professioni nelle quali il gentil sesso riesce spesso e volentieri a guadagnare più degli uomini. Ad esempio: panettiera, cameriera e barista, make up artist, responsabile selezione del personale, maestra d’asilo, operatrice tecnico sanitaria, dietologa e nutrizionista, fisioterapista, responsabile commerciale e assistente di segreteria amministrativa.

Detto questo, prima di passare al prossimo paragrafo, bisogna precisare che tra i lavori più redditizi in Italia iniziamo a trovare già oggi ingegneri e tecnici informatici.

Nel contempo il digitale sta sdoganando nuove figure professionali sempre più retribuite. In particolare nel mondo dell’import, dell’export e del fenomeno dei nostri giorni: l’e-commerce. Andiamo a scoprirne di più.

I lavori più pagati del futuro

Non a caso, tra i dieci mestieri nuovi e redditizi per antonomasia compaiono:

  1. Operatore import-export. Si occupa di ricevere ordini, organizzare e monitorare le spedizioni, gestendo anche le pratiche burocratiche di dogana. In base all’esperienza, può arrivare a guadagnare oltre 30 mila euro annui;
  2. Addetto alla dogana. Il suo compito consiste nell’organizzare i trasporti mare-terra, gestire i contratti con vettori e spedizionieri e occuparsi di svolgere le pratiche burocratiche connesse;
  3. Export manager. Colui il quale gestisce i clienti acquisiti dall’azienda di riferimento, attuare la sua politica commerciale per quanto riguarda il mercato estero. Uno dei manager più pagati in circolazione;
  4. Responsabile Vendite. Si occupa di acquisire e gestire clienti. Può arrivare a guadagnare tra i 20 e i 35 mila euro annui.
  5. Ingegnere informatico. Ti piacerebbe progettare e sviluppare microprocessori, programmi, applicazioni web, sistemi e circuiti elettronici guadagnando per questo più da 30 mila euro annui in su? Allora questo è uno dei lavori più redditizi in Italia che fa per te;
  6. Ingegnere energetico. Un professionista che si occupa di supervisionare la qualità e la produttività dei macchinari energetici. Retribuzione base iniziale sui 25 mila euro annui;
  7. Mobile Developer. Sviluppatore software e applicazioni per dispositivi mobili. In base all’esperienza si può guadagnare tra i 20 e i 40 mila euro annui Insomma, lavori strapagati in Italia.
  8. E-Commerce manager. Figura simile a quella dei responsabili vendite nei negozi. La differenza è che opera esclusivamente online;
  9. Traduttore e interprete. Delle classiche lingue più parlate come inglese, tedesco e francese, ma anche e soprattutto di quelle di riferimento per nuovi mercati come cinese, arabo o russo;
  10. Spedizioniere. Deve essere in grado di gestire le spedizioni in tutto il mondo per ditte esterne, compresi gli e-commerce.

Ed ecco svelati anche i lavori più richiesti nel prossimo futuro.

I master più spendibili nel mercato del lavoro

Abbiamo fin qui parlato dei lavori più redditizi in Italia di oggi e nel prossimo futuro, accennando anche quali corsi di laurea possono essere più utili per acquisire le conoscenze necessarie a poter ambire a ricoprire tali posizioni professionali.

E i master più spendibili nel mercato del lavoro? Non preoccuparti: abbiamo pensato anche a questo, dedicando un focus specifico a questo aspetto in quest’ultimo paragrafo.

In particolare, nell’ambito ingegneristico e informatico, di cui abbiamo largamente parlato, ti consigliamo:

  1. Data Analyst. Master di I livello finalizzato a formare una delle figure professionali più richieste in assoluto. Considerata dagli esperti la professione più interessante del secolo;
  2. Sicurezza delle reti informatiche. Master di I livello che può farti diventare colui il quale che si occupa di garantire la sicurezza informatica aziendale;
  3. Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa. Master di I livello volto a farti acquisire la capacità di guidare i processi aziendali verso la realizzazione di benefici economico-finanziari;
  4. Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali. Master di II livello utile a renderti in grado di rispondere alle esigenze legate ai processi industriali delle imprese di oggi, dai reparti produttivi alla  logistica interna;
  5. Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili.  Master di II livello in grado di infonderti competenze specialistiche per i settori altamente innovativi come quelli energetici e delle utility.

E con questo si chiude la guida Unicusano ai lavori più redditizi in Italia e sugli studi da seguire per poter ambire a ricoprire tali professioni. Abbiamo analizzato le professioni più richieste, i mestieri maggiormente retribuiti, i corsi di laurea e i master migliori per prepararti e lanciarti nel mercato del lavoro nel modo migliore. A questo punto non ci rimane che augurarti buono studio e buon lavoro.

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Storia della sociologia: dalle origini ad oggi

Vuoi conoscere meglio la storia della sociologia?

Allora hai trovato l’articolo che fa per te. In questa guida, infatti, ripercorreremo le tappe e i personaggi più importanti di questa scienza sociale. Teorie, scuole di pensiero, libri scientifici, uomini e donne famose che hanno fatto la storia di questa disciplina fino ai giorni nostri.

Nei prossimi paragrafi tratteremo tutto e questo e molto altro, tutto ciò che è legato alla storia di questa importantissimo settore di studio.

Fatte queste doverose premesse, non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprirne di più. Buona lettura.

Tutto quello che devi sapere sulla sociologia

Storia della sociologia, riassunto tappe principali e sociologi famosi, ma non solo. Partiremo innanzitutto dal significatodi sociologia per cercare di definire con esattezza di si occupa.

Sociologia definizione

Prima di andare a ripercorrere la storia della sociologia, dobbiamo chiederci che cos’è la sociologia.

Ecco come ne parla il vocabolario Treccani:

La sociologia è la scienza sociale che studia i fenomeni della società umana, indagando i loro effetti e le loro cause, in rapporto con l’individuo e il gruppo sociale. Un’altra definizione, più restrittiva, definisce la sociologia come lo studio scientifico della società.

L’enciclopedia collaborativa online Wikipedia, aggiunge al dibattito sulla definizione di sociologia che:

Altre definizioni storiche includono quella di Auguste Comte che la definisce uno strumento di azione sociale, quella di Emile Durkheim, cioè la scienza dei fatti e dei rapporti sociali, infine quella di Max Weber, scienza che punta alla comprensione interpretativa dell’azione sociale (interpretativismo).

Tra i principali modelli teorici della sociologia distinguiamo:

  1. Teorie dell’agire sociale e interazionismo simbolico. Si occupa principalmente dell’interazione sociale che ha luogo nella vita quotidiana delle persone;
  2. Funzionalismo. La società è concepita come un insieme di parti interconnesse tra di loro);
  3. Teorie dell’agire comunicativo;
  4. Sociologia relazionale. La società è fatta di relazioni sociali che non devono essere concepite come una realtà accidentale;
  5. Teorie dialettiche;
  6. Strutturalismo;
  7. Teorie della scelta razionale. Insieme di principi secondo i quali l’individuo pondera le proprie scelte in base ad un computo autonomo tra costi e profitti delle conseguenze di tale scelta;
  8. Teorie sistemiche.

Adesso dovresti già avere più chiaro di cosa stiamo parlando e di alcuni dei massimi esponenti della materia nella storia della sociologia. Più avanti impareremo a conoscerli meglio.

Nascita della sociologia: sintesi

che cos'è la sociologiaLa storia della sociologia come scienza autonoma, ha inizio in un particolare contesto temporale, segnato da alcune componenti significative della rivoluzione industriale del XIX secolo, lo sviluppo delle scienze naturali, l’espansione della classe borghese e l’emergere di alcuni gruppi di intellettuali scontenti dei risultati della Rivoluzione Francese.

La sociologia emerge in maniera forte in quel periodo come risposta accademica ai cambiamenti della modernità e alla disgregazione sociale da essa causata. Dunque allo scopo di comprendere cosa univa i gruppi sociali per prendere delle contromisure.

Mentre la sociologia moderna, volge la sua attenzione più sul grado di influenza esercitato dallee istituzioni sulla società e la vita quotidiana. Non a caso si sono sviluppate con il tempo diverse sottodiscipline: dalla sociologia del lavoro a quella dello sport, da quella dell’arte a quella della cultura e via dicendo.

I padri fondatori della sociologia

Tra i precursori della storia della sociologia novecentesca, di cui abbiamo parlato fino ad adesso, figura certamente Ibn Khaldun, vissuto ben prima: tra il 1332 e il 1406. Khaldun fu difatti il primo, già in quegli anni, a formulazione di teorie sulla coesione e sul conflitto sociale.

Ma le vere radici di questa disciplina sono da ricercare nella filosofia politica e sociale di Platone e Aristotele in primis, e poi di Hobbes, Machiavelli, Giambattista Vico, Rousseau, Hegel, Tocqueville ed Emerson.

Anche se fu il positivista francese Auguste Comte (nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte) a coniare per la prima volta il termine “Sociologia” nel XVIII secolo, nel tentativo di unificare tutti gli studi che riguardassero l’uomo: dalla storia alla psicologia, fino persino all’economia.

Altre 10 figure molto rilevanti nella storia della sociologia e nel suo sviluppo, pur non essendo tutti strettamente sociologi, sono state:

  1. Montesquieu (1689-1756). Precursore per l’indagine delle condizioni sociali, delle leggi e dei costumi di modelli sociali differenti;
  2. Rousseau (1712-1778). Anticipatore di temi sociologici come la disuguaglianza, la stratificazione e la proprietà privata;
  3. Anne Robert Jacques Turgot (1727-1781).
  4. Adam Smith (1723-1790). Come non citare la sua analisi sulla divisione del lavoro, gli studi sulla proprietà privata e l’idea dei benefici sociali della concorrenza;
  5. Adam Ferguson (1723-1816). Uno dei primi sociologi a mettere in evidenza i lati negativi indotti dalle attività ripetitive;
  6. John Millar (1735-1801). Anticipò alcuni punti fermi dell’analisi marxista;
  7. Sismonde De Sismondi (1773-1842). Intuì per primo le antitesi dello sviluppo capitalistico;
  8. Karl Marx (1818 – 1883). Sociologo della lotta di classe a favore del proletariato;
  9. Herbert Spencer (1820-1903). Altra faccia della sociologia della lotta di classe, a favore della borghesia;
  10. Vilfredo Pareto (1848 – 1923).  Discorso simile a quello fatto per Spencer.

Ordine sociologi contemporanei

Ed eccoci arrivati alle porte del XX secolo. In questo paragrafo scopriremo alcuni dei sociologi che hanno segnato l’epoca più contemporanea.

Continuando il nostro viaggio nel tempo virtuale, andiamo infatti a conoscere quelle personalità che hanno fatto la storia della sociologia post lotta di classe, tra la fine e l’inizio del ‘900 fino ai giorni nostri. Ecco una top five:

  1. Emile Durkheim (1858 – 1917). Di diritto nella nostra selezione grazie, in particolare, alla sua ricerca del superamento della lotta di classe;
  2. William James (1842 – 1910). Sua una delle ultime due correnti sociologiche del 900, ovvero l’interazionismo;
  3. Ferdinand Tonnies (1855 – 1936). Per la riflessione sulla alienazione e sull’impoverimento dei rapporti sociali e sulla perdita di identità;
  4. Edward Osborne Wilson (1929). La sua sociobiologia è l’altra delle due ultime correnti del XX secolo;
  5. Francesco Alberoni (1929). Sua la teoria dei movimenti collettivi in statu nascenti.

Ed eccoci quasi giunti alla conclusione della nostra guida sulla storia della sociologia. Ma prima di lasciarti, abbiamo pensato di farti un ultimo regalo. Scopri quale nell’ultimo paragrafo.

Studi sulla sociologia

Se sei un appassionato di storia della sociologia e vorresti diventare un esperto di questa disciplina, devi sapere che ci sono diversi corsi che hanno a che fare con questa materia. Tra questi, ti consigliamo in particolare.

  1. Curriculum Pedagogico sociale del corso di laurea in scienze della formazione. Prevede lo sviluppo e l’integrazione di conoscenze e competenze nelle discipline sociologiche e psicologiche;
  2. Master di II livello “L’epoca del mutamento globale. Il nuovo rapporto tra Società e Stato“.
  3. Master di II livello in Teorie, strumenti e metodologie per la valutazione del rischio stress lavoro Correlato. Siamo chiaramente nell’ambito della sociologia del lavoro.
  4. Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in bullismo e cyberbullismo: studi e tecniche di intervento e prevenzione. Per quanto riguarda la sociologia della famiglia.

 Ma questi sono solo alcuni dei corsi che hanno a che fare con le tante discipline che hanno a che fare con i vari rami della sociologia. Per scoprirli tutti, ti consigliamo di dare un’occhiata all’area didattica del sito Unicusano.

E con questo volge al termine la nostra guida sulla storia della sociologia. Adesso ti senti più preparato sull’argomento? Speriamo proprio di sì.

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Sport all’aria aperta: ecco quelli perfetti per gli studenti

Sei un amante dello sport all’aria aperta oppure vorresti iniziare a praticarlo, ma non sai da dove cominciare?

Allora hai trovato l’articolo giusto per te. In questa guida, infatti, ti daremo tutte le dritte utili su quali attività fisiche praticare per fare allenamenti all’aperto.

Anche perché, così come bere di più aiuta a studiare megliofare sport fa bene al corpo e alla mente di uno studente. Come ci hanno insegnato bene i latini con la famosa locuzione “Mens sana in corpore sano”.

Un corpo rilassato aiuta la mente a concentrarsi ed essere più elastica e meno stressata, anche quando deve applicarsi su dei libri scientifici.

Se vuoi approfondire meglio e comprendere appieno l’importanza dello sport all’aria aperta, non perderti i prossimi paragrafi. Inizia pure a mettere le scarpe da ginnastica, andiamo di corsa.

L’importanza dello sport per gli studenti

Perché fare sport se sei uno studente? Semplicemente perché i benefici dello sport all’aria aperta sono molteplici. Diverse discipline, infatti, stimolano lo sviluppo cognitivo, altre aiutano a migliorare la concentrazione e a staccare la spina, che ogni tanto non fa mai male. La pausa ideale dai libri e quella che prevede una bella boccata d’aria e un po’ di movimento. Da una semplice passeggiata al parco ad un po’ di sport in ambiente naturale.

Sport in palestra o all’aperto: differenze

Ti sarai sicuramente chiesto almeno una volta se è meglio fare sport all’aperto o al chiuso.

Premettendo che fare praticare sport fa bene sempre, farlo all’aria aperta può essere maggiormente indicato per uno studente, perché questo apporta benefici mentali, fisici e psicologici superiori e meglio orientati ad ottimizzare i risultati nello studio. Eccone alcuni:

  1. La luce naturale ha un effetto positivo sul corpo che aiuta a ridurre lo stress;
  2. La vegetazione contribuisce ad una stimolazione sensoriale positiva, il che provoca un aumento della serotonina fornendo maggiore sensazione di serenità e benessere;
  3. L’energia solare tende ad aumentare la vitamina D nell’organismo, anche se non bisogna esagerare e stare sempre attenti a non prendersi un colpo di sole, specialmente nelle ore più calde della giornata.

E poi, banalmente, perché stare troppo in ambienti chiusi, anche se a lavorare o a studiare, non fa mai bene.

Ad ogni modo, se sei uno studente, oltre a praticare sport all’aria aperta, è consigliabile preferire alcune attività specifiche rispetto ad altre. Sono particolarmente indicati, ad esempio:

  1. Sport di tutti i tipi, ma non troppo faticosi;
  2. Attività fisiche che possano stimolare tutto il corpo in maniera non ripetitiva;
  3. Competizioni di squadra che richiedano l’osservazione di regole sportive e una continua interazione con gli altri, siano essi compagni di squadra o avversari (anche 1 vs 1);
  4. Giochi che prevedano, preferibilmente, l’utilizzo della palla.

Caratteristiche che, in maggioranza, è più difficile svolgere al chiuso. E poi sport e divertimento all’aria aperta sono un connubio perfetto.

Il tipo di sport ideale per gli studenti

Sulla base di quanto detto fino a questo momento, cerchiamo di individuare concretamente quali possono essere gli sport all’aria aperta perfetti per gli studenti.

I cinque che più rispondono alle caratteristiche che abbiamo stilato nel precedente paragrafo possono essere Pallavolo, Beach Volley, Basket, Calcio e Rugby. Tutte attività e giochi di squadra basati sulla palla e l’interazione con gli altri e che se svolti fuori aumentano i loro benefici sul corpo e sulla mente, oltre ad aiutarti anche nello sviluppo della leadership personale.

allenamenti all'apertoSenza dimenticare la ginnastica all’aperto, l’aerobica e lo stretching, a proposito di stimolazione del corpo e della mente. Perché sciogliere e rilassare i muscoli stimola anche il rendimento nello studio. E poi naturalmente la corsa e il ciclismo, insomma gli amatissimi grandi classici.

Anche sport che prevedono una competizione a due, come Judo, Karate o Scherma, sono ottimi soprattutto se riesci a svolgerli all’aperto. Magari in uno dei tanti e meravigliosi parchi di Viterbo e dintorni.

Ottimizzare i vantaggi dello sport: tempo e dieta

Abbiamo svelato quali sono le migliori attività fisiche da svolgere per uno studente. Ma non vogliamo fermarci qui.

Sport all’aria aperta: elenco, ma non solo, dunque. Vogliamo anche cercare di individuare quanto tempo dedicare e quale dieta seguire per aumentare e mantenere più a lungo possibile i benefici di tali attività.

Possiamo affermare, ad esempio, che l’ideale è quello di svolgere tre sedute a settimana della durata di circa un’ora ciascuna.

Anche se, importanti studi e ricerche sulla materia dimostrano che già con cinque minuti al giorno di allenamento si ottengono risultati migliori. Inoltre quasi la metà (48%) dei giovani che praticano sport, riescono a studiare anche tre ore in più alla settimana rispetto alla media degli altri studenti.

Per quanto riguarda, invece, l’alimentazione, va detto che una dieta sana ed equilibrata aiuta da un lato ad affrontare meglio l’attività fisica, dall’altro a ottimizzare i risultati e mantenere il più a lungo possibile il cervello in funzione.

La perfetta dieta di uno studente, da abbinare allo sport all’aria aperta, deve essere ricca di minerali, poiché influiscono positivamente sulle funzioni celebrali. Il ferro fornisce ossigeno ai tessuti, il calcio e il magnesio aiutano i meccanismi psicomotori. E poi le vitamine anti ossidanti (o anti invecchiamento) che proteggono le cellule neurali.

Come conciliare sport e studio

Studiare e fare attività fisica non sono assolutamente due cose incompatibili. L’una non esclude assolutamente l’altra, anzi.

Come abbiamo già largamente sottolineato, infatti, fare sport all’aria aperta aiuta a rendere di più anche nello studio. Inoltre i tornei studenteschi sono molto frequenti e hanno una lunga e importante tradizione: dalle scuole elementari alle Universiadi, i Giochi Olimpici ai quali possono partecipare gli studenti iscritti a tutte le università del mondo.

Anche praticare sport all’area aperta a livello agonistico o professionale è possibile. Lo dimostrano i tanti sportivi laureati. Solo nel mondo del calcio si potrebbe formare un’intera squadra, formata da undici titolari e anche sette “panchinari”. A loro è dedicato l’ultimo paragrafo di questo articolo.

Come avrai modo di notare, alcuni dei campioni citati hanno conseguito la laurea studiando a distanza o seguendo lezioni online. Questa è una grande opportunità, rispetto alla quale l’Università telematica Niccolò Cusano rappresenta un’eccellenza italiana.

La squadra dei calciatori laureati

Ecco i nomi e le storie dei 18 campioni che formano un immaginario top team calcistico:

  1. Giorgio Chiellini ha conseguito due lauree. L’ultima, la magistrale nell’aprile 2016 in Economia e Commercio con una tesi sul modello di business della Juventus;
  2. Andrés Inesta ha una laurea in Scienze Motorie;
  3. Gerard Piquè ha frequentato un Master in Business, media, sports and enterteinment;
  4. Robert Lewandowski si è laureato in Educazione sportiva;
  5. Cesc Fabregas ha preso la laurea in Economia e commercio;
  6. Dries Mertens è un altro dottore in Scienze Motorie;
  7. Xabi Alonso si è laureato in Economia e commercio;
  8. Lorenzo De Silvestri è laureato in Economia e management dello sport;
  9. Angelo Ogbonna è dottore in Giurisprudenza;
  10. Yuto Nagatomo si è laureato nel 2010 in Economia Politica;
  11. Juan Mata seguendo dei corsi online ha conseguito un diploma di laurea in Marketing;
  12. Nigel De Jong è un altro big del calcio ad avere una laurea in Economia Politica;
  13. Adrian Mutu si è laureato prima dottore in legge e poi anche in Scienze e psicologia dello Sport;
  14. Edwin Van Der Sar ha ottenuto una laurea in Sports Management;
  15. Oliver Bierhoff ha preso a distanza una laurea in Economia;
  16. Massimo Oddo è laureato in Scienze giuridiche e manageriali dello sport;
  17. Arsène Wenger è laureato in ingegneria;
  18. Fabio Pecchia si è laureato in Legge nel 2007.

E con questo si conclude la nostra guida sullo sport all’aria aperta per gli studenti. Non ci rimane che augurarti buona attività fisica e buono studio.

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Donne famose nella storia: 10 nomi da ricordare

Chi sono le più importanti donne famose nella storia?

Quelle che hanno fatto della loro eleganza e femminilità un’arma in più per conquistare il mondo, oppure le donne guerriere che hanno fondato il loro successo sullo sviluppo della leadership? Quelle che hanno scritto o si sono meritate menzioni speciali in libri scientifici, oppure le donne che sono diventate icone di bellezza attraverso foto storiche famose? Senza dimenticare le innumerevoli eroine femminili che hanno ispirato film, storie e racconti leggendari di ogni genere.

Le donne importanti che hanno determinato o influenzato il corso della storia sono tante e ognuna di loro è speciale a modo proprio.

Insomma, non esiste un modello unico per definire tutte le donne famose e di successo e ogni personalità fa storia a sé.

Ecco perché in questo articolo ti guideremo alla scoperta delle storie di dieci donne famose nella storia che hanno lasciato, o che stanno ancora lasciando, un segno indelebile del loro passaggio nel mondo. Grandi personaggi storici femminili italiane ed estere.

Curioso di scoprirle? Allora non perdiamo tempo e andiamo a conoscere i loro nomi e le loro storie.

Donne celebri della storia: nomi elenco

Abbiamo selezionato per te dieci nomi di donne famose nella storia da ricordare. Per farlo abbiamo voluto pescare, oltre che in diversi ambiti, anche in epoche storiche differenti. Partiremo dunque insieme a te per un viaggio nel tempo a ritroso, che parte dal XX secolo fino all’Antico Egitto.

Donne importanti: focus sul XX secolo

Iniziamo il nostro viaggio nel tempo dall’epoca contemporanea, attraverso le donne importanti del 900 nel mondo. Ecco subito cinque nomi tra scienziate famose, donne di fede, artiste, attrici e personalità politiche.

  1. Madre Teresa di Calcutta (1910-1997). Nome di battesimo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, è stata una religiosa cattolica albanese naturalizzata indiana. Conosciuta come fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità, ha dedicato la sua vita ai poveri e ai bisognosi. La sua gentilezza e la sua spontaneità sono racchiuse in immagini celebri che hanno fatto il giro del mondo sensibilizzando l’intera umanità. Premio Nobel per la Pace nel 1979, è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II nel 2003, nonché Santa da Papa Francesco nel 2016;
  2. Marilyn Monroe (1926-1962). Attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica statunitense. Una delle donne più desiderate di tutti i tempi, morta prematuramente all’età di 36 anni. Icona del cinema e della moda, la sua scena più celebre è probabilmente quella in cui il vento causato dal passaggio della metropolitana agita la gonna del suo elegante vestito bianco;
  3. Eva Duarte (1919-1952). Attrice di teatro, radio e cinema, ma soprattutto politica, sindacalista e filantropa argentina. Nota come Evita Perón, in quanto seconda moglie del Presidente Juan Domingo Perón. Sia da First Lady, che dopo la morte del marito (avvenuta a soli 33 anni a causa di un tumore), Evita divenne molto amata dal popolo e influente grazie alle sue battaglie in favore dei diritti dei poveri e dei lavoratori;
  4. Frida Kahlo (1907-1954). Pittrice messicana simbolo dell’emancipazione femminile. Inizia a dipingere dopo un incidente che la costringe a letto per un anno. Sposa il pittore Diego Rivera, con il quale vive un amore tormentato;
  5. Marie Curie (1867-1934). La più grande scienziata donna della storia. Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911.

Donne coraggiose nella storia italiana

Abbiamo già svelata metà della nostra top ten, partendo dalle donne famose nella storia più vicine a noi come epoca vissuta.

Vuoi scoprire i restanti cinque nomi? Allora apriamo uno spaccato sulle donne importanti nella storia italiana. Da chi ha contribuito all’Unità del Paese a chi l’ha aiutato a crescere e ad istruirsi, fino alla prima Presidente della Camera donna. Come sempre a ritroso.

  1. Nilde Iotti (1920-1999). Politica italiana che ha stabilito diversi record. Leonilde detta Ilde, già compagna di Palmiro Togliatti, non è stata solo la prima donna ad assumere una delle prime tre cariche istituzionali del nostro Paese, ma anche l’unica Presidente della Camera in carica per tre mandati, svolti tra il 1979 e il 1992;
  2. Maria Montessori (1870-1952). Conosci il metodo Montessori? Un sistema educativo adottato in oltre 60 mila scuole in tutto il mondo e che si deve a questa educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, una delle prime donne a laurearsi in medicina in Italia;
  3. Anita Garibaldi (1821-1849). Rivoluzionaria di origine brasiliana, ma italiana d’adozione. Il suo vero è Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, moglie di Giuseppe Garibaldi, non a caso ribattezzata l’eroina dei due mondi. Si narra che fu proprio Anita ad insegnare a Giuseppe, fino ad allora del tutto inesperto di equitazione, ad andare a cavallo.

E con queste tre personalità illustri di donne famose nella storia d’Italia, la nostra top ten è quasi completa. Mancano però ancora due nomi, che andremo a prendere scavando ancora più indietro a ritroso nel tempo. Di chi siamo parlando? Scoprilo nell’ultimo paragrafo.

Grandi donne del passato

Eccoci quasi giunti alla conclusione della guida Unicusano sulle donne famose nella storia d’Italia. Per completare la nostra top ten mancano solamente due nomi che provengono da tempi più remoti.

  1. donne guerriereGiovanna d’Arco (1412-1431). La Pulzella d’Orléans è una delle più famose eroine della storia, nonché Patrona di Francia e Santa della Chiesa Cattolica. Essa è stata infatti beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, nobilitando la figura della giovanissima contadina lorense al rogo per eresia nel 1431 da parte degli inglesi, che la arsero viva a soli 19 anni. Giovanna, dichiarandosi guidata da Dio, aveva diretto vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi rompendo l’assedio d’Orleans e vincendo la battaglia di Patay nel corso della guerra dei cent’anni, recuperando parte del territorio che era stato conquistato da questi ultimi. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna venne venduta agli inglesi andando incontro al suo atroce destino;
  2. Cleopatra (69 a.C. – 30 a.C.). Ultima regina del regno tolemaico d’Egitto e dell’età ellenistica. Nonché probabilmente la sovrana più nota di sempre dell’Antico Egitto. Storica nemica della Repubblica Romana, tra le tante frecce al suo arco non solo quelle militari ed economiche, dall’imponente flotta ad un esercito forte, ma anche un grande fascino femminile. A tal punto da essere stata in grado di sedurre due importanti e influenti politici e condottieri romani come Giulio Cesare e Marco Antonio. Gli uomini più potenti del mondo dell’epoca erano ai suoi piedi.

Personaggi che hanno fatto la storia: qual è la tua donna preferita?

E con gli ultimi due nomi siamo arrivati a quota dieci donne famose nella storia, da Cleopatra a Madre Teresa di Calcutta, passando per Giovanna d’Arco, Anita Garibaldi, Maria Montessori, Nilde Iotti, Marie Curie, Frida Kahlo, Evita Perón e Marilyn Monroe. Una top ten completa e variegata, ma che da sola non può certo contemplare tutte le straordinarie ed infinite eccellenze femminili che hanno contribuito con la loro intelligenza, la loro bellezza e il loro coraggio, a costruire il mondo nel quale oggi viviamo. Chi tra queste è la tua eroina preferita?

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Indirizzi universitari: ecco come orientarti nella scelta della facoltà

Non sai quali indirizzi universitari siano più adatti a te?

Stai tranquillo, non c’è bisogno di consultare cartomanti, teorie o libri scientifici particolari per capirlo. Perché in questo articolo cercheremo di dissipare ogni tuo ragionevole dubbio. Consideralo una vera e propria guida di orientamento allo studio, finalizzato alla ricerca dei corsi di laurea a te più congeniale, anche in base alle materie universitarie trattate e ai migliori master che ne potrebbero seguire poi.

Per questo motivo abbiamo stilato per te una lista delle Facoltà universitarie che certamente ti aiuterà a capire meglio qual è il miglior percorso da intraprendere per la tua vita e la tua carriera. Senza dimenticare di suggerirti alcuni test psicoattitudinali in grado di facilitare ulteriormente la tua scelta.

Fatte queste doverose premesse, entriamo nel vivo della questione: quanti e quali sono gli indirizzi universitari tra i quali poter scegliere?

Quello che devi sapere su tutte le facoltà universitarie

Sei curioso di iniziare questo nostro viaggio tra gli indirizzi universitari, alla ricerca di quello che più rispecchia le tue passioni o aspirazioni? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed andiamo subito a conoscere i corsi universitari che abbiamo pensato possano interessarti. Buona lettura.

Lauree scientifiche: elenco

Iniziamo questo nostro giro di perlustrazione cominciando dalle facoltà universitarie scientifiche, tecniche, giuridiche ed economiche.

Tra le lauree più utili in campo economico-giuridico, ti segnaliamo:

  1. Laurea in Economia Aziendale e Management. Ovvero il corso triennale che offre sbocchi lavorativi in diversi ambiti professionali inerenti l’amministrazione, la contabilità e il controllo nelle imprese private e pubbliche, ma anche la gestione delle risorse umane e il management nelle imprese;
  2. Laurea Magistrale in Scienze Economiche. Una delle lauree magistrali più spendibili nel mercato del lavoro. Si articola in due anni di corso basati sulla preparazione necessaria per intraprendere una carriera manageriale o dirigenziale sia nel pubblico che nel privato, nelle imprese finanziarie e creditizie o di consulenza in ambito economico e finanziario;
  3. Corso di Laurea in Giurisprudenza. Indubbiamente una delle Facoltà più prestigiose. In questo caso la durata del corso è di 5 anni ed è fondamentale per spalancare le porte agli sbocchi professionali legati all’avvocatura, la magistratura o il notariato. Determinante anche nel pubblico impiego, in politica o in organismi istituzionali nazionali e internazionali, associazioni o fondazioni di diversa natura.

Tra le lauree tecniche, invece, a farla da padrona è certamente ingegneria. Essa però racchiude diversi ambiti di studio. Le principali facoltà universitarie triennali in questo settore sono:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Ingegneria Agroindustriale;
  3. Biomedica Industriale;
  4. Gestionale Industriale;
  5. Elettronica Industriale;
  6. Meccanica Industriale.

Mentre tra i rami di ingegneria magistrali consigliamo:

  1. Meccanica;
  2. Civile;
  3. Elettronica.

Facoltà universitarie umanistiche, politologiche e della formazione

Se gli indirizzi universitari inerenti materie tecnico-scientifiche o giuridico-economiche non fanno al caso tuo non disperare. Perché è giunto il momento di cambiare totalmente ambito.

Iniziamo con Psicologia, una delle lauree in Italia più richieste. Ecco alcuni indirizzi universitari specifici in questo ambito:

  1. Corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche;
  2. Laurea magistrale in Psicologia Clinica e della Riabilitazione;
  3. Magistrale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni.

Se invece la tua vocazione è l’insegnamento, non esiste scelta migliore di Scienze dell’Educazione e Formazione. Dove, in particolare, distinguiamo due tipi diversi di indirizzi universitari:

  1. Curriculum Cognitivo Funzionale.
  2. Curriculum Pedagogico Sociale.

Si tratta di due corsi collegati da un percorso iniziale di conoscenze teoriche e competenze operative di base. Ma, come intuibile dal nome del curriculum stesso, orientati verso sbocchi occupazionali diversi.

Concludiamo con l’area politologica, all’interno della quale potresti scegliere optare per un Corso di laurea triennale in Scienze Politiche e per una magistrale in Relazioni Internazionali.

Nuove facoltà universitarie: perché la laurea online conviene

orientamentoVorresti iscriverti ad uno degli indirizzi universitari che abbiamo elencato, ma non sei in grado di garantire una presenza fissa a lezione, perché lavori, hai impegni familiari o di qualsiasi altra natura che te lo impediscono? Non preoccuparti, abbiamo la soluzione anche a questo, pur non dimeno mantenendo un alto livello formativo.

L’università telematica Niccolò Cusano, infatti, eroga corsi di laurea fruibili completamente online. Questo è possibile grazie all’utilizzo di una piattaforma e-learning personalizzata attraverso la quale vedere e rivedere le lezioni quando vuoi, da dove vuoi e per tutte le volte che vuoi. Senza alcun limite al numero di visualizzazioni. In questo senso iscriversi a delle facoltà universitarie Palermo, Milano o Viterbo cambia poco. Ma non è tutto: anche il materiale didattico sarà messo a tua disposizione caricandolo sulla piattaforma.

Insomma, tutto quello che devi fare è studiare, a tutto il resto pensiamo noi. Ti troverai così nelle condizioni migliori per conciliare studio, lavoro o famiglia.

Gli elevati standard e obiettivi formativi sono garantiti dall’alto profilo dei docenti degli esperti di settore che seguono ogni singolo corso. Essi sono in grado di fornirti le adeguate conoscenze, sia dal punto di vista pratico che teorico, per indirizzarti verso gli sbocchi lavorativi e le aspirazioni da te auspicate. Oppure, nel caso in cui già lavori, a consentire un salto di qualità alla tua carriera professionale.

Un metodo unico nel suo genere, flessibile e di qualità. Che mette te e la tua formazione al centro di tutto. Cosa chiedere di meglio?

Test psicoattitudinali

Adesso hai le idee più chiare sulle differenze tra i vari indirizzi universitari?

Se hai ancora dei dubbi, ti consigliamo di “scavare” dentro te stesso svolgendo alcuni test di orientamento universitari, al fine di meditarci sopra e schiarirti ulteriormente le idee.

Se vuoi provare dei test psicologici seri e attendibili, prova a rispondere alle seguenti domande:

Un libro il cui titolo è “lo sviluppo umano” parlerà sicuramente:

  1. Della fase tra la pubertà e l’adolescenza;
  2. Del cambiamento delle relazioni umane e della società;
  3. Del boom economico del dopoguerra;
  4. Della tecnologia.

Davanti alla Venere di Botticelli vi ritrovate a pensare che:

  1. Quanto vale un quadro così famoso?
  2. L’anatomia della donna nei secoli si è modificata molto;
  3. L’amore e la natura sono le forze motrici dell’universo;
  4. Quali saranno i materiali più adatti per restaurarlo?

Con il mio primo stipendio comprerò:

  1. Un biglietto aereo;
  2. Un pc portatile;
  3. Una piccola opera d’arte.
  4. Un regalo ai miei genitori.

Tra dieci anni ti immagini:

  1. Sto facendo il giro del mondo su una barca a vela;
  2. Sono single e sto arredando la mia prima casa;
  3. Convivo felicemente con tre figli;
  4. Vivo comodo e viziato dai miei genitori.

Siete il nuovo giornalista del telegiornale nazionale. Il servizio dei vostri sogni:

  1. Sulle numerose truffe di cui sono vittime ogni giorno i consumatori;
  2. Sulla delicata situazione in Medio Oriente;
  3. Sul ritrovamento di una piramide Maya nascosta finora nella selva;
  4. Sull’uscita di uno smartphone dalla tecnologia sofisticata.

Qual è lo slogan che generalmente ti accompagna?

  1. Chi fa da sé fa per tre;
  2. Chi la dura la vince;
  3. Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni;
  4. Tutti per uno, uno per tutti.

Troverai domande simili nei test d’orientamento agli indirizzi universitari di Unicusano.

Commenti disabilitati su Indirizzi universitari: ecco come orientarti nella scelta della facoltà Studiare a Viterbo

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Serie TV pirati: ecco le 10 da non perdere

Hai cercato sul web serie TV pirati, ma non hai trovato i film streaming o le fiction d’avventura che desideravi?

Non preoccuparti, perché dopo averti raccontato i migliori film sugli artisti, proseguiamo le nostre recensioni cinematografiche e sui telefilm più in voga del piccolo schermo, occupandoci proprio con le serie TV imperdibili a tema pirati.

L’articolo che stai leggendo, infatti, vuole essere una vera e propria guida di questo particolare genere di fiction.

Sei pronto a salpare per i sette mari, attraccare barche e scoprire nuove meravigliose isole? Allora non perdiamo tempo, leviamo l’ancora e partiamo subito all’arrembaggio. Augurandoti buona lettura e…buona futura visione.

Telefilm pirati e simili: ecco più belli e dove vederli

Come abbiamo già accennato, il leitmotiv di questo articolo sarà “Serie TV Pirati”. Andremo cioè alla scoperta dei migliori telefilm che raccontano le gesta di questi controversi, tenebrosi e affascinanti marinai. Non solo fiction televisive, ma anche cartoni animati per grandi e piccini. Tu prepara i popcorn, a suggerirti cosa guardare e dove, ci pensiamo noi.

Balck Sails: trama ed episodi

Iniziamo il nostro viaggio dal titolo serie TV pirati, dal re incontrastato dei telefilm di questo appassionante genere: Black Sails.

Neanche a dirlo, è una produzione statunitense, trasmessa dal 2014 per un totale di 4 stagioni. Ecco perché se hai cercato Black Sails 5, non hai trovato nulla.

Si tratta dell’antefatto del romanzo di Robert Louis Stevenson L’isola del tesoro. Ma ecco la trama Black Sails Wiki:

«La vicenda, ambientata nel 1715 durante l’età d’oro della pirateria, racconta la storia della Walrus e del suo equipaggio durante la ricerca del galeone spagnolo Urca de Lima, che trasporta un ricco bottino in oro della flotta delle Indie Occidentali.

La Walrus, capitanata da James Flint insieme al nostromo Billy Bones e al cuoco di bordo John Silver, verrà affiancata dalla Ranger, dotata di una temibile ciurma composta dal capitano Charles Vane, lo scaltro quartiermastro Jack Rackham e la spietata Anne Bonny. Partendo insieme dall’isola di New Providence, che i pirati hanno reso la loro capitale, entrambi i capitani si dovranno fidare del cuoco John Silver, unico a conoscere interamente la rotta seguita dalla nave spagnola».

Di Black Sails episodi ce ne sono 38 in totale: 8 nella prima stagione, 10 nella seconda e altrettanti nella terza e nella quarta.

Black Sails 4: Cast e streaming

Gli interpreti e i personaggi principali, dalla prima serie fino alla quarta, sono essenzialmente 17. Andiamo a svelarli tutti:

  1. Toby Stephens (alias James Flint)
  2. Hannah New (Eleanor Guthrie)
  3. Luke Arnold (John Silver)
  4. Jessica Parker Kennedy (Max)
  5. Tom Hopper (Billy Bones)
  6. Zach McGowan (Charles Vane)
  7. Toby Schmitz (Jack Rackham)
  8. Clara Paget (Anne Bonny)
  9. Mark Ryan (Hal Gates)
  10. Hakeem Kae-Kazim (Signor Scott)
  11. Sean Cameron Michael (Richard Guthrie)
  12. Louise Barnes: (Miranda Barlow)
  13. Rupert Penry-Jones (Thomas Hamilton)
  14. Luke Roberts (Woodes Rogers)
  15. Ray Stevenson (Edward Teach)
  16. David Wilmot (Israel Hands)
  17. Harriet Walter (Marion Guthrie)

film streamingIn Italia, le prime tre stagioni sono state trasmesse su AXN, mentre la quarta da Sky Atlantic. Per guardare Balck Sail streaming, invece, è possibile collegarsi a Netflix.

Crossbones

Qui regna il temibile Barbanera, un pirata a capo di un luogo popolato da ladri e criminali senza scrupoli.

Insomma: una grandissima minaccia per la pace e il commercio internazionale. Barbanera, però ha una grande debolezza: non resiste al fascino e all’influenza di una donna. Basterà per farlo crollare?

Se c’è una serie TV pirati che può competere con Black Sails, è sicuramente Crossbones. Le vicende di questa serie TV pirati sono ambientate nel 1715 e precisamente sull’isola di New Providence, nell’arcipelago delle Bahamas.

Treasure Island – L’isola del tesoro

Finalmente una serie TV pirati animata, quindi più adatta ad un pubblico di bambini, ma soprattutto una produzione italiana. Si tratta infatti di una libera interpretazione del romanzo di Robert Louis Stevenson realizzata da Rai Fiction e Mondo Tv.

Andata in onda in prima visione nel 2016, racconta le avventure del giovane Jim Hawkins, partito alla ricerca di un misterioso tesoro. Con lui, fin da subito, il dottor Livesey, mentre durante il viaggio si uniranno alla compagnia anche altri personaggi: Jojo, le sorelle Stenforn e un anziano pirata di nome Long John Silver.

Marco Polo

Chi non conosce l’ambasciatore, scrittore, viaggiatore e mercante italiano tanto celebre nella storia medievale? A lui è ispirata e dedicata questa serie televisiva di successo prodotta da Netflix. 

Ambientata, manco a dirlo, tra la Venezia del 1274 e l’Impero Mongolo, meta del lungo viaggio intrapreso dal giovane protagonista al seguito del padre e dello zio.

The Last Kinkdom

Più che una serie TV pirati, lo è sui Vichinghi. Si tratta dell’adattamento per il piccolo schermo dei romanzi storici di Bernard Cornwell.

Siamo nel IX secolo, in una Gran Bretagna all’epoca divisa in sette regni e occupata, appunto, proprio dai Vichinghi. Quelli provenienti dalla Danimarca catturano il piccolo Uhtred, figlio di un nobile sassone, che uno di loro crescerà come un figlio. Finché questo “padre adottivo” viene ucciso e Uhtred decide di vendicarlo. Un’esperienza che lo porterà a fare i conti con il proprio passato.

Mostri e Pirati

Altra serie TV pirati italiana a cartoni animati, 13 episodi prodotti da Red Whale, Magic Production Group e Mondo TV nel 2007.

A disegnarla ci ha pensato un’artista d’eccezione: il noto fumettista italiano Emilio Urbano, che ha lavorato tra l’altro anche per i classici Disney, Simba e il Re Leone, Topolino, le W.I.T.C.H. e il fumetto Ratatouille.

One Piece – Tutti all’arrembaggio

Con questa serie TV pirati entriamo nel mondo dei manga. In particolare con la storia di Monkey D. Rufy, un giovane pirata sognatore che da piccolo ha avuto un piccolo incidente. Egli ha infatti mangiato il frutto del diavolo Gom Gom e questo lo ha reso un uomo di gomma in grado di allungarsi e deformarsi.

Ma il suo vero sogno è quello di ritrovare il leggendario tesoro One Piece e diventare il Re dei pirati. Per fare questo mette in piedi la bizzarra e variegata Ciurma di Paglia. Riusciranno insieme a realizzare questa ambiziosa impresa?

Pirate Master (Reality)

Forse stenterai a crederlo, ma tra le serie TV pirati esiste anche un reality show americano.

Si tratta proprio di Pirate Master ed è prodotto dalla CBS e ha anchce raccolto un notevole successo, grazie alla nuova visione che riesce a dare alla tematica della pirateria.

Il format prevede la partecipazione di 16 moderni pirati, molto simili ai Vichinghi, alla ricerca di un tesoro nelle isole caraibiche.

Le nuove avventure di Peter Pan

Serie TV pirati d’animazione. Si tratta di una co-produzione indiana, tedesca e francese ispirata al romanzo Peter e Wendy di J. M. Barrie. Rispetto alla storia tradizionale aggiunge però alcuni personaggi e aggiorna l’ambientazione, ritrovandosi nella Londra contemporanea.

Per il resto si tratta di avventure inedite del bambino che non cresce mai, che insieme a Wendy e ai bambini sperduti visita le sirene, la tribù degli indiani, le sinfidi e in particolare i pirati.

Neverland – La vera storia di Peter Pan

Dimentica la visione quasi fiabesca che ti è stata data da bambino di Peter Pan, perché questa miniserie televisiva in 2 episodi, prodotta nel 2011 da Parallel Films e Sky Movies Production, rimescolerà tutte le carte e le tue certezze.

In questa rivisitazione Peter è un ragazzo con la passione per i piccoli furtarelli. Finché, un giorno, questo suo “vizio” cambia la sua vita. Ciò avviene quanto egli tocca una sfera dentro un negozio. Questa però esplode al tocco del giovane Peter e ha come conseguenza quella di fa scomparire tutti i suoi amici.

Dove sono finiti? In un luogo magico che ti ricorderà qualcosa: L’Isola che non c’è. Anche il nostro “eroe” riuscirà a raggiungerla attraverso la sfera, ma riuscirà a riportare a casa i suoi amici sani e salvi?

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