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Come diventare giornalisti professionisti a Viterbo? Tutto quello che c’è da sapere

Come diventare giornalisti professionisti a Viterbo?  La domanda se la pongono in molti. Si perchè i passi per diventare giornalista professionista a volte non sono chiari. Ed il percorso formativo sembra confuso. Vediamolo meglio partendo dall’inizio.

Perchè diventare giornalista professionista

Chiedersi il perchè diventare giornalista professionista sembra banale, ma non lo è. Bisogna, infatti, essere molto convinti di avere non solo la passione ma anche la propensione per questo tipo di professione. Essere giornalisti non è solo scrivere. Si, certamente è una gran parte del lavoro ed è necessario farlo molto bene. Però bisogna essere anche molto intraprendenti, sapersi adattare alle situazioni, alle persone. Il giornalismo è anche ricerca e dedizione.
Se la risposta ci convince e siamo sicuri ecco allora cosa fare per diventare giornalisti.

Cosa studiare per diventare giornalisti

Non esiste un percorso di laurea obbligatorio per poter sostenere l’esame da giornalista. Per cui la scelta, almeno in questa fase è libera. Consigliate sono, ovviamente, lauree in campo sociologico ed umanistico come scienze politiche.

Ma non è detto che altri percorsi formativi non siano altrettanto validi, come economia. In fondo anche la professione di giornalista tocca ambiti molto vasti e specializzarsi non è sbagliato. Anzi, a volte è proprio questo che permette di trovare il posto di lavoro. Di esempi ce ne sono molti, come i giornalisti specializzati in campo economico, sportivo, e così via.

Ad esempio, se si vuole diventare giornalisti specializzati sulle mediazioni interculturali Unicusano offre un interessantissimo Master in mediazione interculturale. Grazie a questo Master, ad esempio, si potrà ottenere una specializzazione come giornalista interculturale. Niente di più attuale alla luce della complessa situazione mondiale.

Inoltre grazie alla possibilità di fruire il master in modalità e-learning il tempo a disposizione può essere gestito in assoluta autonomia. Allo stesso tempo fa prendere confidenza con nuovi ed avanzati mezzi tecnologici, di cui anche il giornalista non può fare a meno.

Come diventare giornalisti professionisti a Viterbo

Di sicuro però, per diventare giornalisti in Italia c’è un percorso post laurea da seguire.

Ai sensi dell’art. 1 legge n. 69/1963, “sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista”.

Una piccola distinzione va fatta dal pubblicista che è colui che svolge l’attività in maniera occasionale.

Il percorso post laurea prevede l’obbligo iscriversi all’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

I passi per diventare giornalista professionista sono:

  • svolgere un praticantato (art. 34 legge n. 69/1963)
  • in alternativa aver frequentato per un biennio una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti
  • infine sostenere l’esame di idoneità professionale (art. 32 legge n. 69/1963)

i passi per diventare giornalista viterbo

Il praticantato

Il praticantato deve essere svolto presso delle “strutture redazionali ed organizzative idonee a garantire al tirocinante l’esperienza formativa necessaria”. Ovvero redazioni che abbiano al proprio interno almeno 3 giornalisti professionisti, di cui almeno uno assunto con CCNL da giornalista professionista. Il candidato deve iscriversi al Registro dei Praticanti e certificare il suo tirocinio.

La durata complessiva del tirocinio deve essere 18 mesi. Esistono però tre tipo di praticantato possibile:

  • Praticantato con contratto da praticante

    E’ la normale procedura. E’ necessario consegnare all’Ordine il modulo di iscrizione accompagnato dalla dichiarazione di inizio praticantato, firmata dal direttore responsabile della testata, e una copia del contratto di assunzione

  • Praticantato da Free-lance.

    Per iscriversi al Registro da free-lance è necessario dimostrare di svolgere attività giornalistica da almeno tre anni. Per farlo bisognerà presentare della documentazione comprovante la collaborazione coordinata e continuativa, con almeno due testate qualificate ad iscrivere praticanti nell’apposito registro. Inoltre sarà obbligatorio indicare un tutor giornalista professionista iscritto presso l’ordine dei giornalisti del Lazio.

  • Praticantato d’ufficio

    Questa terza modalità è molto particolare. Riguarda il caso di richiesta di iscrizione nell’eventualità in cui il direttore della testata presso la quale si è svolto il tirocinio si rifiuti di firmare la dichiarazione di fine praticantato. In questa circostanza il candidato deve produrre la documentazione richiesta dall’ordine. Inoltre deve portare tre giornalisti professionisti assunti dalla stessa testata per testimoniare sull’effettivo lavoro svolto

L’esame di stato da giornalista

L’esame consiste in una prova scritta ed un orale.

Per la prova scritta consiste in:

  • una sintesi di un articolo giornalistico scelto tra quelli forniti dalla commissione esaminatrice di un massimo di 1800 caratteri
  • Un questionario di attualità e di cultura politico-economico-sociale a cui è necessario rispondere
  • la redazione di un articolo su argomenti di attualità scelto tra quelli proposti dalla commissione. Le proposte sono 6 ed i temi sono interni, esteri, economia-sindacato, cronaca, sport, cultura-spettacolo. L’articolo non deve superare i 2.700 caratteri.

La prova orale, invece, consiste in un colloquio nel quale verranno verificate le conoscenze temi come:

  • elementi di storia del giornalismo;
  • elementi di sociologia e di psicologia dell’opinione pubblica;
  • tecnica e pratica del giornalismo: elementi teorici fondamentali; esercitazione di pratica giornalistica;
  • norme giuridiche attinenti al giornalismo: elementi di diritto pubblico; ordinamento giuridico della professione di giornalista e norme contrattuali e previdenziali; norme amministrative e penali concernenti la stampa; elementi di legislazione sul diritto d’autore;
  • etica professionale;
  • i media nel sistema economico italiano;

Ecco come diventare giornalista professionista a Viterbo. Se sei interessato chiedi maggiori informazioni sul corso di laurea di Scienze Politiche di Unicusano per iniziare il tuo percorso. Se invece sei già laureato e ti interessa una specializzazione compila il form qui accanto e chiedi informazioni sul Master in mediazione interculturale.

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Come studiare ragioneria generale? Tutto quello che c’è da sapere

La carriera di ogni studente di economia inizia con gli esami chiamati fondamentali. Tra questi c’è ragioneria. Ma come studiare ragioneria generale? Come affrontare senza stress uno dei pilastri del corso?

L’esame di ragioneria rientra nell’ambito del filone economico del corso.
E’ una disciplina che si occupa di studiare ed analizzare gli eventi aziendali.
La base della ragioneria è la contabilità. Si tratta di una serie di processi per registrare, classificare, analizzare e fare report sull’andamento dell’attività economica e patrimoniale di una società od un titolare di partita iva.
La contabilità utilizza il metodo della partita doppia, ovvero la registrazione di eventi sotto il profilo economico e patrimoniale.

Fatta questa premessa ecco tornare la domanda iniziale: come studiare ragioneria generale?

Prendi confidenza con la terminologia

Normalmente, lo scoglio iniziale che in tanti devono superare è la terminologia utilizzata. Soprattutto per chi viene da percorsi scolastici diversi, infatti, si tratta di termini mai sentiti prima.
Per questo, avere confidenza con parole come movimento, saldo, stato patrimoniale e conto economico è già un passo avanti.

Approccia l’esame in maniera schematica

La ragioneria è una disciplina molto organizzata e schematica. Esistono regole che non si possono superare. E richiede una grande precisione. Questo è il motivo per cui l’unico approccio possibile a questo esame è essere precisi, organizzati e schematici.

Bisogna strutturare un piano di studi progressivo che permetta di affrontare la materia con metodo. Andando per gradi.
Se non si riesce a prendere confidenza ed immagazzinare i concetti di base non si potrà mai passare allo step successivo.

Ripeti

Sapere come studiare ragioneria generale è il primo passo. BIsogna poi dedicarsi alla ripetizione. A maggior ragione se non si è avuta una base di studi al liceo su cui poter contare. Perchè è vero che la materia richiede necessariamente di saper ragionare sui problemi. Ma è anche vero, come detto in precedenza, che fare propria la terminologia giusta e conoscere le regole è indispensabile. Per cui il tempo dedicato alla ripetizione non deve mai mancare quando si affronta questo esame.

Fai esercizi

Infine, ma non per questo meno importante, è necessario fare tantissimi esercizi.
L’esame, infatti, prevede una parte scritta. Di solito vengono assegnati esercizi che testano la capacità di ragionamento, la conoscenza delle regole della partita doppia e delle operazioni economiche che un soggetto può fare. Sia esso società che persona fisica.
Una buona tecnica è, oltre ad esercitarsi con i problemi assegnati, rispolverare le vecchie prove di esame.
Potrebbe succedere infatti che il professore si discosti dai soliti esercizi del  libro di testo e proponga cose nuove durante l’esame.
La parte scritta non va assolutamente sottovalutate quando si decide come studiare ragioneria generale.

Con questi piccoli accorgimenti arrivare preparati e sicuri all’esame sarà più semplice. Provate e buono studio

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5 suggerimenti per superare la bocciatura ad un esame

A volte può accadere che la carriera universitaria sia rallentata da incidenti di percorso. Ad esempio quando non si riesce a superare un esame che si era programmato di dare.
Ecco allora 5 utili suggerimenti per superare la bocciatura ad un esame universitario. Vediamoli.

Analizzare l’accaduto

La prima cosa da fare è cercare di analizzare cosa è accaduto durante l’esame. Nel caso di prova orale cerca di soffermarti sulla risposta data, sull’esposizione ed eventualmente su cosa non hai capito. Nel caso di prova scritta verifica gli errori commessi e analizza se sono stati fatti per carenza di conoscenza o perché non hai esposto bene il concetto.
Questo è il primo passo per superare la bocciatura ad un esame e non commettere di nuovo lo stesso errore.

Parlare con il docente

Altro suggerimento importantissimo. Molto spesso accade infatti che il trauma della bocciatura si ripercuota anche nel rapporto con il docente. Avere un confronto diretto aiuta a superare la bocciatura ad un esame in maniera costruttiva. Senza contare che il docente avrà sicuramente una buona impressione di uno studente che si mette in gioco. E chiede un aiuto.

Confrontarsi con i compagni

Un buon modo per preparare il terreno e sostenere di nuovo l’esame è il confronto. Parla con i compagni che hanno superato l’esame. Chiedi di poter vedere i loro appunti per confrontarli con i tuoi. In fondo la condivisione è sempre un’ottima soluzione. Potrai avere spunti e suggerimenti interessanti per il tuo studio. Inoltre, una parola di conforto o incoraggiamento da parte degli amici fa sempre bene.

Pianificare i prossimi esami

Ovviamente superare la bocciatura ad un esame significa anche dover rivedere tutto il piano di studi futuro. Perchè, molto probabilmente, dare una seconda volta l’esame significa spostarne altri a sessioni successive. In questo momento la pianificazione è molto importante. Non commettere l’errore di accavallare esami già programmati. Potrebbe essere solo il modo di rallentare il tuo percorso ancora di più.

Non abbattersi

Infine, importantissimo per superare la bocciatura ad un esame e non avere paura è non abbattersi. Mancare un obiettivo può accadere a tutti. I fattori che possono aver causato questo piccolo intoppo sono tanti. Sicuramente, però, restare bloccati dalla paura di una bocciatura non porta a nulla di buono. Anzi.

Quindi, accettare il fatto e andare avanti con più determinazione è la strada giusta.
Una volta imparato come si fa non ci saranno più problemi. Ed il percorso universitario sarà portato a termine senza problemi.

Buono studio!

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Cosa fare in città e provincia: il Carnevale nella Tuscia

Sono appena finite le vacanze natalizie e già siamo entrati nel Carnevale. Anche quest’anno il Carnevale nella Tuscia si presenta ricco di eventi e feste.

Tante sono le cittadine che organizzano feste, carri e manifestazioni durante questo periodo dell’anno. Le amministrazioni comunali sono attive e promuovono l’iniziativa di cittadini che si cimentano i costruzioni di carri e pianificazione di sfilate.

Un modo divertente e sociale di vivere la città ed il tempo libero.

Ecco alcuni degli appuntamenti da non perdere:

  1. TARQUINIA Ben tre gli appuntamenti a Tarquinia. Il 19, il 26 ed il 28 febbraio infatti sono previste sfilate di carri che animeranno il centro cittadino per la gioia di bambini e di tutti coloro che vorranno partecipare. Anche quest’anno il contest promosso dalla Pro Loco ha invitato tutti coloro che vogliono partecipare a sidarsi nella costruzione di carri.
  2. MARTA
    Come da tradizione a Marta il Carnevale viene festeggiato appena conclusa la festa di San Biagio (3 febbraio).
    Infatti, rispetto alla consueta tradizione che fa iniziare il carnevale con la fine delle festività natalizie, Marta è sempre in ritardo.
    Il motivo risale al terremoto del 2 febbraio 1703 che causò danni e distruzione in quasi tutta Italia. Il 2 febbraio è la ricorrenza della Purificazione della Vergine. Gli abitanti di Marta fecero un voto alla Madonna e posticiparono l’inizio del Carnevale al giorno 3 febbraio.
    Da quel momento in poi a Marta è rimasta come usanza far coincidere l’inizio della festa con il 3 febbraio. Di conseguenza gli eventi in programma sono previsti per  domenica 5 e domenica 19 febbraio.
  3. RONCIGLIONEIl Carnevale di Ronciglione è una tradizione storica ed un evento da non perdere. Organizzato dalla Pro Loco il programma prevede per sabato 25 febbraio una gara di sbandieratori e la corsa dei barberi. Sarà poi la volta di domenica 26 con una esibizione degli  arcieri  di Orte, la Corsa degli Ussari e la sfilata di  carri allegorici. Per lunedì 27 è in programma un’intera giornata con la maschera ronciglionese dei Nasi Rossi e la tipica distribuzione dei  maccheroni nei caratteristici “pitali”.Infine, martedì 28 il Gran Carnevale dei Bambini e il Carnevale della Notte.
  4. BASSANO ROMANO

    Il Carnevale di Bassano ha in programma tre giornate: 19, 26 e 28 febbraio. Con carri allegorici e gruppi mascherati l’intrattenimento è garantito per tutti i partecipanti.

 

E questi non sono che alcuni dei paesi in cui è prevista una festa per il Carnevale nella Tuscia. Tante occasioni quindi per passare un week end spensierato e divertente. Buon Carnevale a tutti.

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Ricette low cost per studenti: ecco qualche utile suggerimento

Essere studente universitario significa non solo studiare, ma iniziare a diventare responsabili di se stessi ed affrontare la crescita. Anche in cucina. Ecco delle ricette low cost per studenti.

Non è detto che si debba essere studenti fuori sede per iniziare a prepararsi da mangiare.
Anche studiando da casa grazie all’università telematica Unicusano, arriva il momento in cui non si deve aspettare mamma o nonna per mangiare.
Bisogna prendere il coraggio a due mani e tuffarsi in questa avventura: cucinare.

Niente paura, si può fare.
Certo i piatti che sforna nonna saranno difficilmente replicabili all’inizio. Ma non abbattetevi tutti hanno incominciato dal famoso uovo al tegamino. Anche vostra nonna.

Quindi con la stessa determinazione con cui si affronta diritto privato, prendete padelle e pentole e iniziate.

Vi diamo una mano noi. Ecco 5 ricette low cost e facili per iniziare a cucinare.

Pennette con pomodori pachino, mozzarella di bufala e origano

Facili e velocissimi. Basta mettere in padella i pomodorini tagliati con olio, origano e aglio o cipolla  a vostro piacere. Nel tempo di cottura della pasta i pomodorini saranno leggermente appassiti. Scolate e ripassate velocemente la pasta nella padella. Poi Impiattate e a quel punto aggiungete la mozzarella tagliata.

La Gricia

In una padella antiaderente mettete il guanciale tagliato in piccoli pezzi. Senza aggiunta di olio. Fate rosolare fino a quando il grasso del maiale non si sia un pò sciolto. Aggiungete pepe a piacere. A questo punto scolate la pasta e ripassatela nella padella con il guanciale. Impiattate ed aggiungete pecorino e/o parmigiano a vostro piacimento.

Seppioline gratinate con patate, aglio e prezzemolo

In una teglia con carta da forno mettete le seppioline che avete precedentemente tagliato a rotelle o a filetti. Prendete del pangrattato, mischiatelo con aglio  e prezzemolo tritati, sale e poco pepe. Mettete il pangrattato a pioggia sopra le seppie e condite con olio e vino bianco. Infornate a 180° per circa 25 minuti ed è pronto. Controllate sempre la cottura per sapere se aumentare o diminuire i minuti.

Torta salata con carciofi e zucchine

Prendete un rotolo di pasta sfoglia preconfezionato ed apritelo su una teglia. Preparate poi un ripieno di carciofi e succhine puliti e tagliati. Salate ed aggiungete olio al ripieno. Adagiate il ripieno al centro della pasta sfoglia ed arrotolate tutto chiudendo bene. Fate dei piccoli forellini sulla pasta sfoglia per evitare che si rompa durante la cottura ed infornate tutto a 180° per 35/40 minuti.

Torta salata con zucchine, radicchio e prosciutto cotto

Una variante della ricetta precedente. Il ripieno potete sbizzarrirvi a farlo come più vi piace. In questo caso zucchine radicchio e prosciutto cotto. UN suggerimento: se aggiungete un formaggio o la mozzarella sarà ancora più gustoso.

Vi abbiamo convinto? Provate. Il risultato sarà migliore ogni volta che ripeterete la ricetta.
Facile, veloce ed economico. L’indipendenza e la crescita passa anche dalla cucina. E mamma e nonna non potranno che essere orgogliose di voi!

 

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Il voto di laurea da cosa dipende, come si calcola e quanto conta

Dopo tanti anni, tanti esami e tanta fatica eccoti pronto alla fine: la tesi. Il grande dubbio, però,  rimane. Il voto di laurea da cosa dipende? come si calcola? e soprattutto quanto conta nel mondo del lavoro?

E’ più che normale arrivare con questi quesiti. Il percorso è stato lungo e più che meritato. E’ giusto volere avere soddisfazione chiudendo con un voto adeguato alle aspettative. Vediamo allora di rispondere a qualche domanda.

Il voto di laurea da cosa dipende?

Partiamo col dire che il voto finale di laurea è la somma di più elementi.
Sostanzialmente dipende dal percorso fatto ovvero dai voti ottenuti e dai crediti acquisiti.
Questi elementi, presi insieme, costituiscono la base di partenza del voto.
Al voto di base si aggiunge il punteggio assegnato dalla commissione di esame. Il punteggio è ad assoluta discrezione dei professori. Ovviamente questa parte non è calcolabile a priori. Dipende, infatti, da una serie di elementi.

  1. l’esposizione e la presentazione;
  2. il tipo di tesi, compilativa o di ricerca;
  3. il curriculum dello studente;
  4. la capacità di rispondere ad eventuali domande.

Tutti questi parametri sono aleatori, però basandosi sul voto di partenza si può avere una previsione abbastanza veritiera su quale potrà essere il risultato finale. Una volta capito il voto di laurea da cosa dipende vediamo come si calcola.

Come si calcola?

Il metodo è abbastanza semplice. E’ necessario fare una media ponderata tra voti degli esami e crediti conseguiti in quegli esami. Questo ovviamente significa che un 27 preso in un esame da 15 crediti “peserà” di più di un 30 preso in un esame da 5 crediti.
Per ottenere il voto di partenza è necessario:

  1. moltiplicare il voto per i crediti ottenuti in quell’esame;
  2. ripetere la moltiplicazione per ogni esame sostenuto;
  3. sommare tutti i risultati ottenuti;
  4. dividere il numero ottenuto per la somma di tutti i crediti formativi ottenuti nel corso di laurea;

In questo modo abbiamo ottenuto la media ponderata.

  • a questo punto occorre moltiplicare il la media ponderata per 11 e dividerlo per il numero totale di esami sostenuti.

Ecco trovato il punteggio di partenza. A questo verranno sommati i punti assegnati dalla commissione di laurea. Di solito i professori assegnano un massimo di 5 o 6 punti. E’ possibile però che, a fronte di una tesi particolarmente pregevole, un’ottima esposizione ed un percorso accademico eccellente possano attribuire più punti.

Essendo, comunque, una assegnazione libera non esistono regole predeterminate per poter valutare un laureando.

Quanto conta il voto di laurea?

A questo punto però la domanda sorge spontanea: quanto conta il voto di laurea?
In altre parole quanto è spendibile nel mondo del lavoro?
La risposta non è semplice.

Infatti molto dipende da quali sono gli obiettivi lavorativi post-laurea.
Una prima distinzione va fatta tra settore pubblico e settore privato.

Settore Pubblico:

Per poter lavorare in enti pubblici è necessario vincere un concorso. IL concorso, normalmente si basa su una serie di prove, scritte e orali, alle quali viene assegnato un punteggio. Per determinare la graduatoria finale però vengono presi in considerazioni altri parametri. Uno di questi è il voto di laurea. A seconda del voto si ha diritto all’assegnazione di punti secondo una regola predeterminata. I concorsi non hanno tutti le stesse regole, quindi, se si vuole partecipare, è necessario leggere preventivamente il bando.
Nel bando vengono specificati i criteri di valutazione delle prove e la valorizzazione del voto di laurea.
In questo caso, ovviamente, maggiore è il punteggio ottenuto alla laurea maggiore sarà la possibilità di salire in graduatoria;

Settore Privato:

Un discorso completamente diverso va fatto per il settore privato. Qui non è obbligatorio un concorso. Le assunzioni vengono fatte dall’HR in base a valutazioni che possono comprendere anche dei test iniziali.
Indubbiamente un buon voto di laurea non potrà che influenzare positivamente la decisione di assunzione. Non è però obbligatorio, nè prassi comune, assegnare un punteggio di merito in base al voto di laurea.
Di conseguenza la componente umana, la capacità personale di presentazione e la padronanza degli argomenti possono sopperire alla presenza di un voto di laurea basso.

 

Ecco, quindi, il voto di laurea da cosa dipende, come si calcola e quanto conta.
L’importante, però, è non dimenticare che il voto è comunque un numero. E’ un breve riassunto di un percorso durato anni. Può succedere, che per vari motivi, il punteggio finale non rispecchi appieno la realtà.
Purtroppo, in questi casi una piccola delusione può esserci. Soprattutto perché ogni studente tende ad avere delle aspettative. Quel numero rappresenta un pò la sua etichetta di “bravo”, “medio” o “scarso” studente.

E’ bene però ricordare che la laurea non è la fine di un percorso, è l’inizio di un’altro. Il più lungo della vita. L’ingresso nel mondo del lavoro. E se si hanno le capacità, se l’apprendimento non è stato solo nozionale, ma metodologico, e soprattutto si ha la voglia, sicuramente è possibile trovare la propria strada. Anche con un voto un pò di più basso del desiderata.

Se invece il voto di laurea è stato anche sopra le aspettative, la soddisfazione non mancherà.

In entrambi i casi, in bocca al lupo e buon proseguimento!

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Un corso per Amministratore di Condominio? Unicusano ha quello giusto

Cerchi un corso per Amministratore di Condominio? Vuoi aggiornarti su tutte le normative e gli adempimenti? Unicusano, a Viterbo, ha quello che fa per te.

Un corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale in amministrazione del Condominio. Un’ottima proposta formativa sia per la modalità di fruizione che per la materia trattata. Vediamo perché.

Amministratore di condominio corso online:

Il corso proposto dalla università Telematica Niccolò Cusano, è fruibile in modalità online. E’, infatti, disponibile per gli iscritti una piattaforma telematica dove seguire tutte le lezioni. Questo significa che non è più necessaria la presenza in aula evitando lunghi e faticosi spostamenti.
E’ fruibile in qualsiasi momento, garantendo la massima flessibilità per chi, lavorando, deve ricavare durante la giornata i momenti dedicati allo studio.
Inoltre, il materiale del corso, è disponibile nell’area riservata dell’iscritto e può essere scaricata, stampata o visionata in qualsiasi momento.
Il grande vantaggio di questa proposta formativa, quindi, sta proprio nella flessibilità ed adattabilità alle esigenze dell’iscritto. Una università cucita su misura per chi ne ha bisogno.Rimanere aggiornati e specializzarsi non sarà più impossibile, anzi!

Corso, materie e lavoro:

Il corso ha come obiettivo quello di fornire una competenza specifica in campo di amministrazione di Condomini. In particolare, si occuperà di migliorare la comprensione degli aspetti gestionali di un Condominio con riferimenti agli ambiti privatistici, pubblicistici e contabili. Inoltre affronterà tematiche relative all’economia aziendale ed al diritto tributario, applicando queste conoscenze in ambito condominiale.
Alla fine del corso, una volta superato l’esame finale, sarà rilasciato un attestato spendibile nel mondo del lavoro.

Un ottimo strumento, quindi, per approfondire la conoscenza in amministrazione di condomini.
La materia, infatti, si presenta complessa e necessita di costante aggiornamento.

Non a caso il numero di cause civili in materia condominiale è da sempre molto elevato in Italia. Si tratta di un campo del diritto civile da sempre molto prolifico. Le norme e gli adempimenti spesso sono poco noti.

Per questo c’è sempre più richiesta di figure professionali, specializzate ed aggiornate, che possano gestire le parti comuni di un condominio. E che garantisca ai condomini la buona amministrazione secondo le norme.

Se il corso ti interessa e vuoi saperne di più compila il form e avrai tutte le informazioni che ti servono. Da oggi a Viterbo diventare Amministratore di Condominio si può, non perdere questa occasione.

 

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Vuoi diventare Curatore Museale? A Viterbo con Unicusano puoi!

Diventare Curatore Museale è sempre stato il tuo sogno? Da oggi puoi!
A Viterbo Unicusano ha messo a disposizione un corso di formazione per diventare curatore museale.

L’Italia è uno dei paesi al mondo con più opere d’arte in assoluto. Abbiamo la fortuna di avere tantissimi musei. I più grandi artisti di tutti i tempi erano e sono tutt’ora Italiani.
Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Canova solo per citarne alcuni. Ognuno di loro ha regalato al mondo, ed all’Italia dei capolavori inestimabili.
Purtroppo tante di queste opere d’arte non sono più nel nostro paese.
Derubate, requisite durante le guerre, compravendute o regalate, oggi adornano i musei più importanti del mondo. E spesso rappresentano l’opera di punta delle collezioni.

Una delle figure chiave in ambito museale è il Curatore.
Il Curatore è colui che non solo si occupa della gestione delle opere presenti nel museo.

Organizza anche mostre ed eventi. Permette, quindi, alle opere che da lungo tempo sono all’estero di ritornare, seppur per breve tempo , in Italia.
Dando la possibilità a tutti noi di poter apprezzare le bellezze di questi artisti senza dover attraversare il mondo per andare a d esempio al Moma di New York.

Ma come diventare Curatore Museale? Innanzitutto è necessario un percorso universitario che dia solide basi di nozioni storico-artistiche. Dopodiché è fondamentale seguire corsi di approfondimento come quello messo a disposizione da Unicusano

Questo perchè, oggi, la figura del Curatore Museale si è sviluppata andando al di là del semplice “conservatore” di opere d’arte. Si è infatti evoluta, sino a divenire una figura di critico, intellettuale organizzatore di eventi.

Tanti sono gli sbocchi lavorativi possibili con questo percorso.
Oltre ad essere responsabile della conservazione delle opere d’arte presso musei, sia pubblici che privati, il Curatore Museale può spaziare in altri ambiti. Può ricoprire importanti ruoli presso Istituti Culturali, lavorare come free lands per collezionisti privati.

Inoltre, la sua professionalità può essere impiegata nel settore educativo di musei e gallerie o come addetto alle pubbliche relazioni dei Beni Culturali.

Insomma, tanti motivi per non lasciarsi scappare l’opportunità di seguire il corso di Unicusano. Soprattutto perché, come tutto il resto della proposta formativa dell’università, anche questo corso è disponibile sulla piattaforma e-learning.

Senza bisogno dell’obbligo di presenza durante le lezioni. Semplicemente accedendo alla propria area riservata, anche comodamente da casa.

Se diventare Curatore Museale ti interessa, chiedi maggiori informazioni compilando il form qui accanto. A Viterbo con Unicusano oggi si può, prova!

 

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Corso in Scrittura Creativa a Viterbo con Unicusano

Tra le tante proposte che l’Università Telematica Niccolò Cusano offre a Viterbo c’è anche un corso in scrittura creativa.

Una opportunità interessante per apprendere ed approfondire una metodologia di scrittura applicabile in vari campi. Partiamo dall’inizio.

Scrittura creativa: cos’è?

E’ una forma di scrittura diversa rispetto ai generi tradizionali come giornalistica, tecnica o accademica.

Principalmente si utilizza per romanzi, racconti e fiabe ma trova larghissimo impiego anche per soggetti teatrali e cinematografici.

In Italia si è iniziato a parlare di questo genere di espressione quando, nella metà degli anni ‘80, fu istituito il primo corso di scrittura creativa da Raffaele Crovi a Milano.

Quello che caratterizza questo tipo di scrittura è la forte presenza di creatività dell’autore sia nella storia raccontata sia nello stile. Infatti, viene spesso detto che la scrittura creativa coinvolge, oltre la vista, anche altri sensi del lettore.

Si tratta di storie che stimolano le emozioni, la fantasia e l’immaginazione. Non si limitano alla descrizione di fatti, vanno ben più oltre.

Elementi chiave della scrittura creativa sono:

  • l’ispirazione creativa dell’autore;
  • il linguaggio e lo stile utilizzati;
  • i personaggi e l’ambiente;
  • spazi e luoghi dove si svolge la storia;
  • la conflittualità/tensione dei personaggi;
  • la capacità di creare suspense e sorpresa;
  • la trama del racconto;
  • il tempo in cui si svolge la narrazione;
  • Ed infine una regola “aurea”Show, don’t tell” (Mostra, non raccontare) ovvero la chiave della buona riuscita di una scrittura creativa è quella di mostrare, lasciare che il lettore crei sensazioni ed immagini. Non raccontare pedissequamente ogni dettaglio.

Quali opportunità lavorative offre la scrittura creativa?

Il naturale sbocco professionale è ovviamente quello dello scrittore.
Oggi, però, lo scrittore può trovare diverse opportunità lavorative. Infatti, è possibile pensare a carriere diverse rispetto a quella tradizionale di scrittore di romanzi.

Il mondo del cinema e del teatro offre interessanti prospettive.
E non solo. La comunicazione è diventata la parte fondamentale di qualsiasi tipo di business.
Riuscire ad essere un buon comunicatore passa, ovviamente, dal conoscere le tecniche di scrittura e capacità di espressione. E questo vale sia per il campo dell’off line sia per tutto ciò che passa per il web.

 

Insomma, tante le prospettive e tanti i motivi per seguire il Corso in Scrittura Creativa a Viterbo con Unicusano.

Chiedi maggiori informazioni compilando il form non lasciarti sfuggire questa opportunità!

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Master in Mediazione Familiare a Viterbo dell’università Unicusano

Si sente molto parlare del Mediatore familiare e per scoprire di più ecco la soluzione: un Master in Mediazione Familiare a Viterbo con Unicusano.

L’Università Telematica Niccolò Cusano, infatti, è l’ideale sia per chi studia che per chi lavora.
Permette di seguire tutte le lezioni del Master in modalità blended o e-learning. Senza l’obbligo di presenza ed eventuali trasferte.
Con la possibilità di scaricare dalla piattaforma dell’università il materiale necessario per seguire e studiare.
Perfetto per chi, impegnato in altre attività, avrebbe dovuto rinunciare ad iscriversi. Perdendo così l’opportunità di investire su se stesso e frequentare il master.

Con questa soluzione invece, non si dovrà rinunciare a nulla.
In particolare ad una opportunità concreta di costruire un percorso professionale. La figura del Mediatore Familiare, infatti, sta prendendo sempre più piede. E specializzarsi con un Master in Mediazione Familiare è la cosa migliore che si possa fare se si decide di intraprendere questo percorso.

Ecco allora la soluzione. Unicusano.

Ma cosa affronta questo Master in Mediazione Familiare?

Per capire meglio bisogna conoscere la procedura di mediazione.

MEDIAZIONE FAMILIARE: CHE COSA E’

In situazioni di difficoltà coniugali a volte accade che la coppia decida di separarsi. E, molto spesso, questa fase della vita, rappresenta un momento di scontro e di disaccordo profondo.

La Mediazione Familiare, fa in modo che la coppia riesca ad affrontare questa fase. Rappresenta un ambiente neutro, in cui una figura professionale, il Mediatore, accompagna la coppia in processi decisionali sia sulla relazione che su aspetti economici.

Importantissima quindi, come strumento di conciliazione. Tutti gli accordi presi in sede di mediazione sono frutto di un percorso di condivisione.

La mediazione passa per alcuni step.

  • la pre-mediazione
  • il contratto di Mediazione
  • la negoziazione ragionata
  • la redazione degli accordi

Ognuno di questi step introduce la coppia ad un livello successivo e più consapevole di soluzione.

Al termine del percorso il Mediatore stilerà un  progetto di intesa che conterrà le decisioni condivise durante il percorso di mediazione. Tali accordi, compatibilmente con la normativa vigente, rappresenteranno la base comportamentale per la coppia. E, in quanto condivisi, saranno il punto di inizio di una nuova modalità di relazione.

Non bisogna confondere il Mediatore con l’Avvocato che si occuperà della separazione o divorzio legale.

I ruoli sono completamente diversi. Infatti, all’Avvocato competono gli aspetti legali: difende la propria parte in causa e si occupa di tutto ciò che è burocratico.

Il Mediatore, invece, lavora sulla costruzione di dialogo favorendo la comunicazione e le scelte condivise.

Gli accordi presi con il mediatore ad esempio, possono costituire la base di partenza da fornire all’Avvocato per perfezionare l’aspetto legale e burocratico.

A CHI SI RIVOLGE

La Mediazione Familiare si rivolge a tutte le coppie in difficoltà.

Può trattarsi di coppie in fase di separazione, già separate o divorziate che sentono il bisogno di rivedere i loro accordi o coppie di fatto.

Principalmente riguarda coppie con figli. Infatti, lo scopo primario della mediazione è  la condivisione degli aspetti decisionali in merito ai figli.

Possono avvalersi della mediazione, però, anche coppie senza figli, in questo caso il percorso riguarderà aspetti diversi. Come ad esempio la gestione economica della separazione.

E’ importante sapere che il processo di mediazione avviene con la presenza della sola coppia. I figli non partecipano. Infatti, la problematica della gestione a livello emotivo e comportamentale della separazione dei bambini, è demandata alla figura dello psicologo.

In altri paesi, invece, si sta sempre più aprendo la strada della presenza dei figli nella mediazione. Questa possibilità dipende, però, da vari fattori come ad esempio l’età dei ragazzi e gli argomenti trattati durante la mediazione dai genitori.

PERCORSO FORMATIVO

Per poter diventare Mediatore Familiare è necessario intraprendere un percorso universitario in una di queste discipline:

  • Psicologia,
  • Giurisprudenza,
  • Servizi sociali,
  • Sociologia,
  • Scienze della formazione  e/o dell’educazione;

Conseguendo sia la laurea magistrale che la specialistica.
Inoltre, è sempre consigliato un approfondimento con un master come quello di Unicusano.
Perché, soprattutto in ambiti delicati come la conciliazione familiare, l’aggiornamento professionale è indispensabile.

Ad oggi l’attività non è regolata da ordini professionali specifici come ad esempio accade per Avvocati o Notai.
Esistono, però, delle associazioni riconosciute come l’Aimef, Associazione Italiana Mediatori Familiari, che da lungo tempo riuniscono i professionisti del settore. Oppure l’Aemef, l’Associazione Europea dei Mediatori Familiari.

Se la professione ti interessa e stai cercando un Master a Viterbo per la specializzazione, compila il form e richiedi maggiori informazioni.

Non perdere la possibilità di intraprendere questo percorso. Con Unicusano potrai farlo, sicuro di aver scelto una università che si adatta alle tue esigenze.

 

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