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Il voto di laurea da cosa dipende, come si calcola e quanto conta

Dopo tanti anni, tanti esami e tanta fatica eccoti pronto alla fine: la tesi. Il grande dubbio, però,  rimane. Il voto di laurea da cosa dipende? come si calcola? e soprattutto quanto conta nel mondo del lavoro?

E’ più che normale arrivare con questi quesiti. Il percorso è stato lungo e più che meritato. E’ giusto volere avere soddisfazione chiudendo con un voto adeguato alle aspettative. Vediamo allora di rispondere a qualche domanda.

Il voto di laurea da cosa dipende?

Partiamo col dire che il voto finale di laurea è la somma di più elementi.
Sostanzialmente dipende dal percorso fatto ovvero dai voti ottenuti e dai crediti acquisiti.
Questi elementi, presi insieme, costituiscono la base di partenza del voto.
Al voto di base si aggiunge il punteggio assegnato dalla commissione di esame. Il punteggio è ad assoluta discrezione dei professori. Ovviamente questa parte non è calcolabile a priori. Dipende, infatti, da una serie di elementi.

  1. l’esposizione e la presentazione;
  2. il tipo di tesi, compilativa o di ricerca;
  3. il curriculum dello studente;
  4. la capacità di rispondere ad eventuali domande.

Tutti questi parametri sono aleatori, però basandosi sul voto di partenza si può avere una previsione abbastanza veritiera su quale potrà essere il risultato finale. Una volta capito il voto di laurea da cosa dipende vediamo come si calcola.

Come si calcola?

Il metodo è abbastanza semplice. E’ necessario fare una media ponderata tra voti degli esami e crediti conseguiti in quegli esami. Questo ovviamente significa che un 27 preso in un esame da 15 crediti “peserà” di più di un 30 preso in un esame da 5 crediti.
Per ottenere il voto di partenza è necessario:

  1. moltiplicare il voto per i crediti ottenuti in quell’esame;
  2. ripetere la moltiplicazione per ogni esame sostenuto;
  3. sommare tutti i risultati ottenuti;
  4. dividere il numero ottenuto per la somma di tutti i crediti formativi ottenuti nel corso di laurea;

In questo modo abbiamo ottenuto la media ponderata.

  • a questo punto occorre moltiplicare il la media ponderata per 11 e dividerlo per il numero totale di esami sostenuti.

Ecco trovato il punteggio di partenza. A questo verranno sommati i punti assegnati dalla commissione di laurea. Di solito i professori assegnano un massimo di 5 o 6 punti. E’ possibile però che, a fronte di una tesi particolarmente pregevole, un’ottima esposizione ed un percorso accademico eccellente possano attribuire più punti.

Essendo, comunque, una assegnazione libera non esistono regole predeterminate per poter valutare un laureando.

Quanto conta il voto di laurea?

A questo punto però la domanda sorge spontanea: quanto conta il voto di laurea?
In altre parole quanto è spendibile nel mondo del lavoro?
La risposta non è semplice.

Infatti molto dipende da quali sono gli obiettivi lavorativi post-laurea.
Una prima distinzione va fatta tra settore pubblico e settore privato.

Settore Pubblico:

Per poter lavorare in enti pubblici è necessario vincere un concorso. IL concorso, normalmente si basa su una serie di prove, scritte e orali, alle quali viene assegnato un punteggio. Per determinare la graduatoria finale però vengono presi in considerazioni altri parametri. Uno di questi è il voto di laurea. A seconda del voto si ha diritto all’assegnazione di punti secondo una regola predeterminata. I concorsi non hanno tutti le stesse regole, quindi, se si vuole partecipare, è necessario leggere preventivamente il bando.
Nel bando vengono specificati i criteri di valutazione delle prove e la valorizzazione del voto di laurea.
In questo caso, ovviamente, maggiore è il punteggio ottenuto alla laurea maggiore sarà la possibilità di salire in graduatoria;

Settore Privato:

Un discorso completamente diverso va fatto per il settore privato. Qui non è obbligatorio un concorso. Le assunzioni vengono fatte dall’HR in base a valutazioni che possono comprendere anche dei test iniziali.
Indubbiamente un buon voto di laurea non potrà che influenzare positivamente la decisione di assunzione. Non è però obbligatorio, nè prassi comune, assegnare un punteggio di merito in base al voto di laurea.
Di conseguenza la componente umana, la capacità personale di presentazione e la padronanza degli argomenti possono sopperire alla presenza di un voto di laurea basso.

 

Ecco, quindi, il voto di laurea da cosa dipende, come si calcola e quanto conta.
L’importante, però, è non dimenticare che il voto è comunque un numero. E’ un breve riassunto di un percorso durato anni. Può succedere, che per vari motivi, il punteggio finale non rispecchi appieno la realtà.
Purtroppo, in questi casi una piccola delusione può esserci. Soprattutto perché ogni studente tende ad avere delle aspettative. Quel numero rappresenta un pò la sua etichetta di “bravo”, “medio” o “scarso” studente.

E’ bene però ricordare che la laurea non è la fine di un percorso, è l’inizio di un’altro. Il più lungo della vita. L’ingresso nel mondo del lavoro. E se si hanno le capacità, se l’apprendimento non è stato solo nozionale, ma metodologico, e soprattutto si ha la voglia, sicuramente è possibile trovare la propria strada. Anche con un voto un pò di più basso del desiderata.

Se invece il voto di laurea è stato anche sopra le aspettative, la soddisfazione non mancherà.

In entrambi i casi, in bocca al lupo e buon proseguimento!

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Un corso per Amministratore di Condominio? Unicusano ha quello giusto

Cerchi un corso per Amministratore di Condominio? Vuoi aggiornarti su tutte le normative e gli adempimenti? Unicusano, a Viterbo, ha quello che fa per te.

Un corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale in amministrazione del Condominio. Un’ottima proposta formativa sia per la modalità di fruizione che per la materia trattata. Vediamo perché.

Amministratore di condominio corso online:

Il corso proposto dalla università Telematica Niccolò Cusano, è fruibile in modalità online. E’, infatti, disponibile per gli iscritti una piattaforma telematica dove seguire tutte le lezioni. Questo significa che non è più necessaria la presenza in aula evitando lunghi e faticosi spostamenti.
E’ fruibile in qualsiasi momento, garantendo la massima flessibilità per chi, lavorando, deve ricavare durante la giornata i momenti dedicati allo studio.
Inoltre, il materiale del corso, è disponibile nell’area riservata dell’iscritto e può essere scaricata, stampata o visionata in qualsiasi momento.
Il grande vantaggio di questa proposta formativa, quindi, sta proprio nella flessibilità ed adattabilità alle esigenze dell’iscritto. Una università cucita su misura per chi ne ha bisogno.Rimanere aggiornati e specializzarsi non sarà più impossibile, anzi!

Corso, materie e lavoro:

Il corso ha come obiettivo quello di fornire una competenza specifica in campo di amministrazione di Condomini. In particolare, si occuperà di migliorare la comprensione degli aspetti gestionali di un Condominio con riferimenti agli ambiti privatistici, pubblicistici e contabili. Inoltre affronterà tematiche relative all’economia aziendale ed al diritto tributario, applicando queste conoscenze in ambito condominiale.
Alla fine del corso, una volta superato l’esame finale, sarà rilasciato un attestato spendibile nel mondo del lavoro.

Un ottimo strumento, quindi, per approfondire la conoscenza in amministrazione di condomini.
La materia, infatti, si presenta complessa e necessita di costante aggiornamento.

Non a caso il numero di cause civili in materia condominiale è da sempre molto elevato in Italia. Si tratta di un campo del diritto civile da sempre molto prolifico. Le norme e gli adempimenti spesso sono poco noti.

Per questo c’è sempre più richiesta di figure professionali, specializzate ed aggiornate, che possano gestire le parti comuni di un condominio. E che garantisca ai condomini la buona amministrazione secondo le norme.

Se il corso ti interessa e vuoi saperne di più compila il form e avrai tutte le informazioni che ti servono. Da oggi a Viterbo diventare Amministratore di Condominio si può, non perdere questa occasione.

 

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Vuoi diventare Curatore Museale? A Viterbo con Unicusano puoi!

Diventare Curatore Museale è sempre stato il tuo sogno? Da oggi puoi!
A Viterbo Unicusano ha messo a disposizione un corso di formazione per diventare curatore museale.

L’Italia è uno dei paesi al mondo con più opere d’arte in assoluto. Abbiamo la fortuna di avere tantissimi musei. I più grandi artisti di tutti i tempi erano e sono tutt’ora Italiani.
Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Canova solo per citarne alcuni. Ognuno di loro ha regalato al mondo, ed all’Italia dei capolavori inestimabili.
Purtroppo tante di queste opere d’arte non sono più nel nostro paese.
Derubate, requisite durante le guerre, compravendute o regalate, oggi adornano i musei più importanti del mondo. E spesso rappresentano l’opera di punta delle collezioni.

Una delle figure chiave in ambito museale è il Curatore.
Il Curatore è colui che non solo si occupa della gestione delle opere presenti nel museo.

Organizza anche mostre ed eventi. Permette, quindi, alle opere che da lungo tempo sono all’estero di ritornare, seppur per breve tempo , in Italia.
Dando la possibilità a tutti noi di poter apprezzare le bellezze di questi artisti senza dover attraversare il mondo per andare a d esempio al Moma di New York.

Ma come diventare Curatore Museale? Innanzitutto è necessario un percorso universitario che dia solide basi di nozioni storico-artistiche. Dopodiché è fondamentale seguire corsi di approfondimento come quello messo a disposizione da Unicusano

Questo perchè, oggi, la figura del Curatore Museale si è sviluppata andando al di là del semplice “conservatore” di opere d’arte. Si è infatti evoluta, sino a divenire una figura di critico, intellettuale organizzatore di eventi.

Tanti sono gli sbocchi lavorativi possibili con questo percorso.
Oltre ad essere responsabile della conservazione delle opere d’arte presso musei, sia pubblici che privati, il Curatore Museale può spaziare in altri ambiti. Può ricoprire importanti ruoli presso Istituti Culturali, lavorare come free lands per collezionisti privati.

Inoltre, la sua professionalità può essere impiegata nel settore educativo di musei e gallerie o come addetto alle pubbliche relazioni dei Beni Culturali.

Insomma, tanti motivi per non lasciarsi scappare l’opportunità di seguire il corso di Unicusano. Soprattutto perché, come tutto il resto della proposta formativa dell’università, anche questo corso è disponibile sulla piattaforma e-learning.

Senza bisogno dell’obbligo di presenza durante le lezioni. Semplicemente accedendo alla propria area riservata, anche comodamente da casa.

Se diventare Curatore Museale ti interessa, chiedi maggiori informazioni compilando il form qui accanto. A Viterbo con Unicusano oggi si può, prova!

 

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Corso in Scrittura Creativa a Viterbo con Unicusano

Tra le tante proposte che l’Università Telematica Niccolò Cusano offre a Viterbo c’è anche un corso in scrittura creativa.

Una opportunità interessante per apprendere ed approfondire una metodologia di scrittura applicabile in vari campi. Partiamo dall’inizio.

Scrittura creativa: cos’è?

E’ una forma di scrittura diversa rispetto ai generi tradizionali come giornalistica, tecnica o accademica.

Principalmente si utilizza per romanzi, racconti e fiabe ma trova larghissimo impiego anche per soggetti teatrali e cinematografici.

In Italia si è iniziato a parlare di questo genere di espressione quando, nella metà degli anni ‘80, fu istituito il primo corso di scrittura creativa da Raffaele Crovi a Milano.

Quello che caratterizza questo tipo di scrittura è la forte presenza di creatività dell’autore sia nella storia raccontata sia nello stile. Infatti, viene spesso detto che la scrittura creativa coinvolge, oltre la vista, anche altri sensi del lettore.

Si tratta di storie che stimolano le emozioni, la fantasia e l’immaginazione. Non si limitano alla descrizione di fatti, vanno ben più oltre.

Elementi chiave della scrittura creativa sono:

  • l’ispirazione creativa dell’autore;
  • il linguaggio e lo stile utilizzati;
  • i personaggi e l’ambiente;
  • spazi e luoghi dove si svolge la storia;
  • la conflittualità/tensione dei personaggi;
  • la capacità di creare suspense e sorpresa;
  • la trama del racconto;
  • il tempo in cui si svolge la narrazione;
  • Ed infine una regola “aurea”Show, don’t tell” (Mostra, non raccontare) ovvero la chiave della buona riuscita di una scrittura creativa è quella di mostrare, lasciare che il lettore crei sensazioni ed immagini. Non raccontare pedissequamente ogni dettaglio.

Quali opportunità lavorative offre la scrittura creativa?

Il naturale sbocco professionale è ovviamente quello dello scrittore.
Oggi, però, lo scrittore può trovare diverse opportunità lavorative. Infatti, è possibile pensare a carriere diverse rispetto a quella tradizionale di scrittore di romanzi.

Il mondo del cinema e del teatro offre interessanti prospettive.
E non solo. La comunicazione è diventata la parte fondamentale di qualsiasi tipo di business.
Riuscire ad essere un buon comunicatore passa, ovviamente, dal conoscere le tecniche di scrittura e capacità di espressione. E questo vale sia per il campo dell’off line sia per tutto ciò che passa per il web.

 

Insomma, tante le prospettive e tanti i motivi per seguire il Corso in Scrittura Creativa a Viterbo con Unicusano.

Chiedi maggiori informazioni compilando il form non lasciarti sfuggire questa opportunità!

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Master in Mediazione Familiare a Viterbo dell’università Unicusano

Si sente molto parlare del Mediatore familiare e per scoprire di più ecco la soluzione: un Master in Mediazione Familiare a Viterbo con Unicusano.

L’Università Telematica Niccolò Cusano, infatti, è l’ideale sia per chi studia che per chi lavora.
Permette di seguire tutte le lezioni del Master in modalità blended o e-learning. Senza l’obbligo di presenza ed eventuali trasferte.
Con la possibilità di scaricare dalla piattaforma dell’università il materiale necessario per seguire e studiare.
Perfetto per chi, impegnato in altre attività, avrebbe dovuto rinunciare ad iscriversi. Perdendo così l’opportunità di investire su se stesso e frequentare il master.

Con questa soluzione invece, non si dovrà rinunciare a nulla.
In particolare ad una opportunità concreta di costruire un percorso professionale. La figura del Mediatore Familiare, infatti, sta prendendo sempre più piede. E specializzarsi con un Master in Mediazione Familiare è la cosa migliore che si possa fare se si decide di intraprendere questo percorso.

Ecco allora la soluzione. Unicusano.

Ma cosa affronta questo Master in Mediazione Familiare?

Per capire meglio bisogna conoscere la procedura di mediazione.

MEDIAZIONE FAMILIARE: CHE COSA E’

In situazioni di difficoltà coniugali a volte accade che la coppia decida di separarsi. E, molto spesso, questa fase della vita, rappresenta un momento di scontro e di disaccordo profondo.

La Mediazione Familiare, fa in modo che la coppia riesca ad affrontare questa fase. Rappresenta un ambiente neutro, in cui una figura professionale, il Mediatore, accompagna la coppia in processi decisionali sia sulla relazione che su aspetti economici.

Importantissima quindi, come strumento di conciliazione. Tutti gli accordi presi in sede di mediazione sono frutto di un percorso di condivisione.

La mediazione passa per alcuni step.

  • la pre-mediazione
  • il contratto di Mediazione
  • la negoziazione ragionata
  • la redazione degli accordi

Ognuno di questi step introduce la coppia ad un livello successivo e più consapevole di soluzione.

Al termine del percorso il Mediatore stilerà un  progetto di intesa che conterrà le decisioni condivise durante il percorso di mediazione. Tali accordi, compatibilmente con la normativa vigente, rappresenteranno la base comportamentale per la coppia. E, in quanto condivisi, saranno il punto di inizio di una nuova modalità di relazione.

Non bisogna confondere il Mediatore con l’Avvocato che si occuperà della separazione o divorzio legale.

I ruoli sono completamente diversi. Infatti, all’Avvocato competono gli aspetti legali: difende la propria parte in causa e si occupa di tutto ciò che è burocratico.

Il Mediatore, invece, lavora sulla costruzione di dialogo favorendo la comunicazione e le scelte condivise.

Gli accordi presi con il mediatore ad esempio, possono costituire la base di partenza da fornire all’Avvocato per perfezionare l’aspetto legale e burocratico.

A CHI SI RIVOLGE

La Mediazione Familiare si rivolge a tutte le coppie in difficoltà.

Può trattarsi di coppie in fase di separazione, già separate o divorziate che sentono il bisogno di rivedere i loro accordi o coppie di fatto.

Principalmente riguarda coppie con figli. Infatti, lo scopo primario della mediazione è  la condivisione degli aspetti decisionali in merito ai figli.

Possono avvalersi della mediazione, però, anche coppie senza figli, in questo caso il percorso riguarderà aspetti diversi. Come ad esempio la gestione economica della separazione.

E’ importante sapere che il processo di mediazione avviene con la presenza della sola coppia. I figli non partecipano. Infatti, la problematica della gestione a livello emotivo e comportamentale della separazione dei bambini, è demandata alla figura dello psicologo.

In altri paesi, invece, si sta sempre più aprendo la strada della presenza dei figli nella mediazione. Questa possibilità dipende, però, da vari fattori come ad esempio l’età dei ragazzi e gli argomenti trattati durante la mediazione dai genitori.

PERCORSO FORMATIVO

Per poter diventare Mediatore Familiare è necessario intraprendere un percorso universitario in una di queste discipline:

  • Psicologia,
  • Giurisprudenza,
  • Servizi sociali,
  • Sociologia,
  • Scienze della formazione  e/o dell’educazione;

Conseguendo sia la laurea magistrale che la specialistica.
Inoltre, è sempre consigliato un approfondimento con un master come quello di Unicusano.
Perché, soprattutto in ambiti delicati come la conciliazione familiare, l’aggiornamento professionale è indispensabile.

Ad oggi l’attività non è regolata da ordini professionali specifici come ad esempio accade per Avvocati o Notai.
Esistono, però, delle associazioni riconosciute come l’Aimef, Associazione Italiana Mediatori Familiari, che da lungo tempo riuniscono i professionisti del settore. Oppure l’Aemef, l’Associazione Europea dei Mediatori Familiari.

Se la professione ti interessa e stai cercando un Master a Viterbo per la specializzazione, compila il form e richiedi maggiori informazioni.

Non perdere la possibilità di intraprendere questo percorso. Con Unicusano potrai farlo, sicuro di aver scelto una università che si adatta alle tue esigenze.

 

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Come studiare un esame di diritto: consigli e suggerimenti

Non importa che tu sia iscritto a Giurisprudenza, Economia o Scienze Politiche, prima o poi un esame di diritto dovrai affrontarlo, se non è già accaduto. Per cui ecco il dilemma: come studiare un esame di diritto? Vediamo qualche suggerimento:

    • Pianifica

      Diritto Pubblico, Privato, Commerciale e così via cosa hanno in comune? Articoli di codici. Questo vuol dire che lo studio per affrontare è molto mnemonico. Di conseguenza la pianificazione dello studio diventa fondamentale. Affrontare uno sforzo di memorizzazione deve necessariamente passare per periodi di sedimentazione delle informazioni.
      Per cui nel decidere il tuo piano di lavoro tieni conto anche di questo.

    • Memorizza

      Ecco la parte difficile. Per poter memorizzare un numero di informazioni importanti devi necessariamente avvalersi di qualche tecnica. Una potrebbe essere la tecnica della piramide. Ovvero quella che divide le informazioni in base all’importanza. Al vertice ci sarà la più importante e negli scalini successivi quelle collegate e via via meno importanti.
      Questo metodo permette di memorizzare meno informazioni, le fondamentali,  lasciando le altre al ricordo per correlazione.
      Un’altra tecnica potrebbe essere quella della scomposizione. Se non riesci a ricordare per intero un articolo prova a scomporlo, la memoria immagazzina meglio informazioni corte rispetto a concetti molto lunghi.
      Inoltre, tanti sono le “tecniche” extra studio per migliorare la memoria. Dall’alternanza studio attività fisica, alla dieta. Sono tutti metodi validi, devi solo trovare il migliore per te.

    • Ripeti e riformula

      Ovviamente una fase fondamentale è la ripetizione quando si affrontano esami molto mnemonici. Una cosa che però può aiutare molto è la riformulazione. Ovvero ripeti lo stesso concetto o lo stesso articolo anche provando a riformulare. Dover esprimere lo stesso concetto con parole sempre diverse migliora la sedimentazione dell’informazione nel cervello.
      Ovvio che un articolo di un Codice quello è e non si potrà cambiare.  E’ però un ottimo esercizio per allenare la memoria! Il giorno dell’esame l’articolo lo ripeterai così come è ricordandolo meglio!

    • Fai associazioni

      Un’altra tecnica molto valida è l’associazione. E’ utilissima soprattutto per quei dati o quelle informazioni che non possono essere in nessun modo riformulate o ripetute a concetti. Come i numeri e le date. E chi studia diritto sa bene che di numeri e date c’è l’imbarazzo della scelta davvero! Ecco come fare. Associa ai numeri immagini esperienze o idee, vedrai come sarà più semplice.
      Ad esempio, se devi memorizzare l’art. 1023 c.c. puoi provare con il numero di maglia di Totti e di Micheal Jordan. Oppure art. 2021 c.c. Odissea nello spazio e così via.

    • Non demoralizzarti

      Importantissimo. Tutti hanno un momento di sconforto quando affrontano lo studio di un esame di diritto. Ma non abbatterti. Stanchezza e stress possono farti sembrare le cose molto più difficile di quanto non sia in realtà.
      Non mollare e non demoralizzarti. Superare l’esame ti darà ancora più soddisfazione se avrai tenuto duro e ti sarai messo in gioco.

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Cosa fare in città e provincia: le terme della Tuscia

Nel periodo invernale freddo e buio fanno perdere la voglia di uscire. Di conseguenza diventa sempre più difficile trovare la motivazione o l’occasione di fare una pausa dal lavoro o dallo studio. Ecco invece l’idea giusta: le terme della Tuscia.

Forse non tutti lo sanno ma la provincia di Viterbo è una delle più ricche in Italia di acque termali. Il merito è dato dalla presenza di antichi vulcani sotterranei proprio alle pendici dei Monti Cimini.

Le acque che passano in quel sottosuolo si arricchiscono di tutti i minerali presenti nei vulcani e sgorgano calde in superficie.
La maggior parte di questi siti sono stati scoperti già in età romana.

I Romani, infatti, erano dei cultori di terme e saune ed hanno contribuito alla scoperta ed alla conservazione di questi siti.

Allora dopo una settimana di duro lavoro o intenso studio cosa c’è di meglio che passare qualche ora nelle acque termali. Avvolti da un caldo vapore per rilassare mente e corpo.

Senza contare le ottime proprietà medico-curative che queste acque hanno. Ormai è più che certo che i minerali contenuti nell’acqua e nel fango di deposito possono curare vari disturbi.

Da quelli della pelle, quelli articolari e le affezioni delle vie respiratorie, solo per citarne alcuni.

Tanti motivi per non farsi mancare una giornata o, perché no, una serata alle terme. Immergersi nelle vasche dopo il tramonto è un’esperienza da non perdere. In particolare nelle terme all’aperto. Dove è possibile guardare le stelle al caldo quando fuori è molto, molto freddo.

Di posti dove poter andare ce ne sono davvero molti.

Eccone alcuni:

  • Terme del Bagnaccio: sono forse le più conosciute terme libere di Viterbo. Hanno vasche all’aperto e non sono attrezzate, ma vale davvero la pena visitarle un giorno. La particolarità di questo sito è che presenta due diverse tipologie di acque, una con una temperatura di circa 23/29° in alcune vasche.  L’altra a circa 65/66° in altre vasche;

  • Piscine Carletti: Altro punto termale gratuito vicino al centro di Viterbo. Composto da più vasche con un’acqua mediamente a 58° è l’ideale per provare l’esperienza notturna;
  • Terme del Bullicame: Queste vasche sono diventate famose perchè citate da Dante nella Divina Commedia. E’ possibile infatti vedere la stele posta li dal comune in cui sono citati i versi del poeta;

Non sono finiti qui i siti termali della zona. Vale la pena partire in esplorazione delle terme della Tuscia. Ed alla fine della giornata il beneficio si farà sentire. Ricaricando corpo ed anche spirito. Un nuovo inizio di settimana, sicuramente più rilassato, è a portata di mano. Provate!

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Studiare e lavorare è possibile? Si, ecco come organizzarsi

Studiare e lavorare è possibile? Questa è la domanda che tanti si pongono. La risposta è si!

Se anche tu hai avuto questo dubbio è perchè sei uno studente che lavora per mantenersi, un lavoratore dipendente od un libero professionista.

L’elemento che differenzia queste tre figure è forse solo la flessibilità nell’organizzazione del proprio tempo.

L’elemento che li accomuna è la voglia di completare il percorso di studi, ed è la cosa più importante di tutti.

Il motivo? Perchè la voglia di fare e la determinazione sono la base per poter dire che studiare e lavorare è possibile! Certo, richiede molta più energia e fatica, ma è possibile. Vediamo come fare.

Pianifica un programma di studio giornaliero:

Bisogna essere realisti e fare i conti con le proprie capacità e la propria disponibilità di tempo. Stila un programma di studio giornaliero che tenga conto delle tue capacità e della tua disponibilità di tempo. Partire troppo in grande è deleterio. Non riuscire a seguire il programma potrebbe farti demoralizzare portandoti a rinunciare.

Non sottovalutare la stanchezza del lavoro e sii onesto con te stesso.

Sfrutta il tempo degli spostamenti e dei tempi morti:

Sfruttare i tempi morti può essere un grande aiuto. Mentre aspetti il pranzo, i mezzi pubblici, un amico o un collega. Ad esempio, potresti dedicare la sera allo studio ed i tempi morti della giornata successiva per il ripasso.

Ovviamente la sera è il momento più adatto per studiare perchè hai più tempo a disposizione. In questo l’università Unicusano può darti un grande aiuto.

Grazie alla modalità di e-learning non solo puoi studiare dove e quando vuoi ma addirittura seguire i corsi dei professori. Le lezioni videoregistrate saranno sempre disponibili per te, anche la sera!

Organizza bene il materiale dello studio:

Fondamentale per mettere in pratica il punto precedente. Se non hai appunti, testi e riassunti ben organizzati diventa molto più difficile. Non puoi portarti dietro una valigia.

L’organizzazione è tutto. Anche qui Unicusano può fare al caso tuo. Perchè nella piattaforma dell’università troverai anche il materiale didattico che ti serve, scaricabile quando e dove vuoi. Una università a portata di mano.

Week end:

Purtroppo durante questo periodo, in cui devi studiare e lavorare insieme, i week end saranno diversi dal solito. Devono necessariamente essere in parte dedicati allo studio ed all’organizzazione della settimana a venire.

Certo, bisogna anche prevedere del tempo libero da dedicare ad amici e familiari, perché l’impegno è d’obbligo, ma riuscire a spezzare la fatica della settimana è indispensabile.

Coinvolgi i familiari:

Infine, ricordati di condividere questo periodo con i tuoi familiari. Coinvolgili nell’organizzazione della tua settimana chiedendo aiuto se hai bisogno di qualcosa. Magari anche solo per gli aspetti pratici della tua vita, come la spesa. Il tuo successo sarà anche il loro una volta finita l’università, perchè tutti avranno collaborato.

Dunque studiare e lavorare è possibile, non ti resta che provare con Unicusano. Compila il form e chiedi informazioni.

Buon lavoro e buono studio.

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Vuoi migliorare concentrazione e memoria per lo studio? Inizia dalla dieta

Migliorare concentrazione e memoria aiuta a studiare meglio e più efficacemente.

Sono tantissimi i consigli per ottenere questo risultato. Uno di questi, ovviamente, è mangiare bene.

La famosa “dieta dello studente” è citata ovunque.

E’ scontato che qualsiasi tipo di dieta deve essere valutata e condivisa con un medico od un nutrizionista.

Infatti quello che vorremmo suggerire qui non è una dieta, ma qualche consiglio sugli alimenti per migliorare lo studio  grazie ai loro contenuti.

E qualche piccolo suggerimento sulla modalità di alimentazione.

Primo: saltare i pasti fa malissimo. Anzi, è stato provato che mangiare poco e spesso aumenta le funzionalità metaboliche. Il corpo si sente meglio ed è più energico.

Secondo: non esagerare con alcool, caffè, thè ed in generale eccitanti. Non favoriscono il riposo. Il corpo ha un conseguente calo di concentrazione e difficoltà nella memorizzazione.

Terzo: in occasione di giornate importanti come esami, discussioni o intense sessioni di studio cercare di rimanere più leggeri. L’intorpidimento del corpo dopo un pasto dipende dal fatto che l’organismo è impegnato a smaltire ciò che ha ingerito. Se a volte noi abbiamo difficoltà a fare due cose molto impegnative insieme, concediamo anche al nostro corpo di avere questa difficoltà. Impegnamolo sullo studio prima di tutto.

Infine, ecco un elenco dei nutrienti fondamentali per migliorare concentrazione e memoria:

  • Vitamina A. Albicocche, anguria, asparagi, broccoli, carote, cachi, cavolo, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi, pomodori, spinaci, zucca.
  • Vitamina C. Agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero, spinaci.
  • Vitamina E. Oli vegetali (girasole, mais, oliva), avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi.
  • Vitamine gruppo B. Fonti vegetali: cereali integrali, semi oleosi, frutta secca, legumi (soia in particolare), ortaggi (cavoli, radicchio, asparagi, spinaci). Fonti animali: fegato. La B12, quasi assente nel mondo vegetale, si trova anche in pesce, uova e latticini.
  • Omega 3 e DHA. Sono presenti in tutti i pesci, in particolare in quelli grassi (non di allevamento) come salmone, tonno, aringhe, sardine, sgombri.
  • Selenio. Fonti vegetali: aglio, broccoli, cavolo, cetrioli, cereali (specie se integrali), cipolle, funghi, sedano. Fonti animali: carne (agnello, anatra, maiale, pollo), formaggi stagionati, pesce (crostacei, frutti di mare, sardine, tonno), tuorlo d’uovo.
  • Zinco. Fonti vegetali: tutti i cereali e i legumi, frutta oleosa. Tra gli ortaggi: carote, cavolo verde, sedano, spinaci. Fonti animali: carne e pesce in generale (acciughe, polipo, seppie, ostriche).
  • Ferro. Fonti vegetali: Legumi, pomodori essiccati, radicchio verde, rucola, tarassaco, spinaci, foglie di rapa, germe di frumento, muesli, fiocchi d’avena, semi oleosi e frutta secca. Fonti animali: Fegato, carne in generale, pesce (ostrica, cozza, mormora, scorfano, pagello).
  • Magnesio. Fonti vegetali: Cereali integrali, legumi, semi oleosi, bieta, spinaci, carciofi, zucchine, banane. Fonti animali: Formaggi stagionati (grana, pecorino), pollo, tacchino, bresaola, uova.
  • Colina. Verdure (in particolare lattuga e cavolfiore); come lecitina si trova nel tuorlo d’uovo (ricco inoltre di fosfatidilserina, utile per la memoria), cereali e legumi (soia).
  • Inositolo. Agrumi, cereali integrali, noci, semi oleosi e legumi.

Provate! Nel frattempo buono studio!

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Cosa fare in città e provincia: gli eventi enogastronomici di autunno

E’ arrivato l’autunno, e già lavoro e studio sono ricominciati con i soliti ritmi, ovvero a tempo pieno.

Certo l’arrivo del freddo e delle giornate corte a volte non aiuta. La stanchezza si fa sentire di più e, per chi è un pò metereopatico, anche l’umore ne risente.

Per questo è importantissimo spezzare la routine quotidiana concedendosi un momento di svago. Prendersi, infatti, un giorno pieno di pausa aiuta a ridurre stanchezza e stress e a migliorare la ripresa delle quotidiane attività.

Tornare distesi e più soddisfatti sul posto di lavoro o sui libri universitari è un toccasana per la produttività.

Allora cosa fare per distrarsi un pò? Ecco qualche idea.

Come è noto la tuscia riserva sempre qualche golosa sorpresa. Questo è il periodo di eventi enogastronomici. Si possono assaggiare prodotti tipici della provincia e passare qualche ora immersi in posti bellissimi. Un modo “buono” per conoscere la propria terra.

Un esempio è la sagra dell’olio novello nel Palazzo Modio a Vasanello. Per tre giorni, dal 25 al 27 novembre, si potranno assaggiare specialità culinarie della zona come pane, tartufi, polenta e nocciole. Il tutto ovviamente accompagnato dal protagonista dell’evento: l’olio novello.

Altro evento da non perdere è il concorso “Dolce con la nocciola romana”. L’evento si terrà il 26 novembre a Ronciglione, lo splendido borgo della tuscia. Tutti i mastri pasticceri partecipanti dovranno sfidarsi con creazioni a base di nocciola. Un modo goloso per far conoscere a tutti uno dei più famosi prodotti dei monti cimini.

Infine, dal 19 al 20 novembre, a Gallese si terrà la decima edizione delle “Giornate dell’olio e del vino”Con il patrocinio della Camera di Commercio di Viterbo, ed in associazione con la Pro loco Gallese, questo evento permetterà di conoscere ed assaggiare i migliori prodotti locali. L’obiettivo è quello di valorizzare e diffondere la cultura di questi ottimi prodotti dell’agricoltura e dell’industria alimentare locale, artigianali e di altissima qualità.

Insomma questo autunno si prospetta pieno e soprattutto buono. Perdersi questi eventi sarebbe un peccato. Poter assaggiare e scoprire prodotti tipici della tuscia è sempre un’ottima soluzione per conciliare svago e gusto.

Ed è sempre consigliabile portare qualche ricordo di queste gite a casa, ovviamente per la prossima pausa.

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